02:41 03 Dicembre 2020
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Coloro che auspicano la fine dei confini tra gli Stati, che si battono per una libera immigrazione, i “buoni di cuore” che predicano l’accoglienza indiscriminata possono gioire. Nel 2020 gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste sono già più di 24.000, e siamo solo a ottobre.

Negli ultimi giorni sono stati quotidianamente più di 600. A questi vanno poi aggiunti quelli che arrivano via terra provenienti dalla frontiera con la Slovenia e quelli che ci vengono rimandati indietro da Svizzera e Francia.

Lontani i tempi in cui il decreto Salvini riusciva a limitarli a meno di 9.000.

D’altra parte, non poteva essere diversamente: il nostro generoso governo ha riaperto i porti, ha ridotto le multe per le infrazioni eventualmente commesse dalle ONG, ha regolarizzato qualche migliaio di abusivi e parla addirittura di rendere più facile e veloce l’acquisizione della cittadinanza italiana.

Come resistere a queste offerte? Se poi, Covid o non Covid, il permanere nelle strutture di prima accoglienza si fa troppo lungo, basta inscenare qualche protesta violenta o, magari, dare fuoco a letti e materassi per essere subito trasferiti in località più accoglienti.

Sempre adeguatamente rifocillati, naturalmente.

A parte qualche eminente personalità a Roma, sembra che in Germania ci siano le organizzazioni più “generose” verso chi vuole entrare abusivamente in Europa.

Non a caso sono di nazionalità tedesca alcune ONG che, più di tutti, si danno da fare per aiutare i trasferimenti di africani verso le coste italiane.

Tuttavia, chi pensasse che quei tedeschi lavorino soltanto nell’arco di mare che sta tra il nord Africa e Lampedusa si sbaglia.

Altri loro colleghi fanno lo stesso mestiere tra la Turchia e la Grecia e “aiutano” il passaggio su quel piccolo specchio di mare.

La stampa italiana non lo ha riferito (chissà perché?) ma, all’inizio di ottobre, la polizia greca ha arrestato ben 33 persone tra membri dei consigli di amministrazione e dipendenti di quattro ONG di Berlino che erano impegnate nel provvidenziale traffico.

Si tratta di: Watch the Med/Alarm Phone, Mare Liberum, Sea Watch (ma questa non la conosciamo anche in Italia?) e Flucht and Migration.

L’accusa: “promuovere l’immigrazione illegale”. Erano principalmente attive sull’isola di Lesbo e si coordinavano tutte tramite la Watch the Med. Quest’ultima è la stessa che opera assieme alla Sea Watch usando l’aereo da ricognizione “MoonBird” nelle acque territoriali libiche.

L’operazione della polizia greca è iniziata con un’incursione sulla nave di Mare Liberum attraccata proprio a Lesbo. Durante la perquisizione, dal diario di bordo e dalle mappe trovate all’interno dello scafo si ONO coperte informazioni sulle posizioni delle barche illegali sulla costa turca, dell’ora prevista per la partenza, dell’età, del sesso e del Paese d’origine dei passeggeri che sarebbero saliti sulla barca.

Sono state anche trovate mappe dettagliate della distribuzione degli stranieri nel centro di accoglienza di Moria sull’isola di Lesbo.

Un giornalista greco che si era infiltrato tra i clandestini ha pure filmato un migrante che, all’interno di un barcone, chiamava direttamente l’ONG per ricevere l’assistenza concordata.

La ONG Watch Med/Alarm Phone ha il suo quartier generale in un quartiere di Berlino presso il “centro culturale alternativo” di Mehringhof ed ha aperto un centro di controllo a Smirne, in Turchia, per coordinare gli attraversamenti.

Secondo il Governo ungherese, il centro di Mehringhof è finanziato da Soros attraverso la “Research Society Escape and Migration”.

Nel luglio 2018 un parlamentare tedesco aveva denunciato l’attività illegale di ben sette ONG tedesche (tra cui la Sea Watch) ma niente era successo.

Una giornalista di un magazine conservatore tedesco, Rebecca Sommer, ha scritto recentemente di aver saputo da testimoni oculari che dipendenti delle ONG avevano dato istruzioni per appiccicare il grande incendio di Moria che ha obbligato le autorità greche a provvedere poi il trasferimento di tutti i migranti verso altre località. 1500 saranno accolti in Germania, alcuni andranno in Svizzera e, poiché da noi non ci sono ancora abbastanza irregolari, qualcuno di loro sarà forse ospitato nel nostro Paese.

Chi ha deciso di dar fuoco al campo ringrazia.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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