20:16 24 Ottobre 2020
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Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea è inevitabile che una serie di importanti istituzioni economiche, finanziarie e bancarie europee si sgancino da Londra. Ancor di più quando la Brexit si avvita in un processo confuso e rancoroso contro l’Europa continentale.

Non è quindi una sorpresa che Borsa Italiana, fino a ieri posseduta dalla London Stock Exchange (LSE) sia stata acquisita al 100% da Euronext per 4,325 miliardi di euro. L’acquisizione è stata approvata all’unanimità dal Managing Board e dal Supervisory Board di Euronext e dovrebbe essere finalizzata all’inizio del 2021. Più che acquisizione l’operazione è chiamata “Proposed Combination”.

Euronext è il maggior mercato finanziario e la principale borsa valori europea della zona euro, dove sono quotati oltre 1.450 titoli societari per un valore di circa 4.4500 miliardi di euro di capitalizzazione, a fine 2019. Il gruppo, infatti, già gestisce 6 borse valori in Belgio, Francia, Irlanda, Olanda, Norvegia e Portogallo.

Tra le sue varie peregrinazioni nel mondo della finanza, nel 2007 Euronext aveva completato la sua fusione con il New York Stock Exchange, più noto come borsa di Wall Street, per poi separarsi e divenire nuovamente indipendente nel 2014. 

L’operazione in corso potrà godere di un forte appoggio da parte di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) controllata dal Ministero delle Finanze italiano, che attraverso l’acquisizione entrerà in possesso del 7,3% del capitale azionario di Euronext, diventandone un azionista di riferimento. La stessa quota già in possesso dalla Caisse des Depots et Consignations (CDC), la sorella francese della nostra CDP.

È doveroso ricordare che negli anni passati le due grandi istituzioni finanziare europee sopra menzionate, insieme alla tedesca Kreditanstalt fuer Wiederaufbau (la storica KfW, la Banca di Ricostruzione Tedesca fondata nell’immediato dopoguerra) hanno creato il Long Term Investors Club con il compito di orientare la finanza istituzionale e privata verso investimenti di lungo termine nei settori industriali e nelle infrastrutture. E’ quindi doveroso aspettarsi che, in questa iniziativa, la CDP faccia veramente sentire la sua voce e il suo peso d’investitore di lungo periodo a sostegno delle imprese e dei cosiddetti settori dell’’economia reale. 

Anche Banca Intesa San Paolo, che già partecipa nel capitale della CDP, entrerà nell’operazione acquisendo l’1,3% del capitale azionario di Euronext.

Borsa Italiana è un’entità di grande valore, un principale hub di raccolta di capitale azionario e obbligazionario per le imprese. 370 imprese sono sul suo listino con una capitalizzazione di mercato pari a 345 miliardi di euro. La parte italiana dovrebbe diventare un elemento rilevante di Euronext. La “Proposed Combination” rappresenterebbe un mercato di 1.800 imprese quotate e una capitalizzazione attuale di mercato, tenendo conto della grave crisi economica provocata dal Covid, pari a 4.400 miliardi di euro, Sarebbe anche la prima infrastruttura dei mercati secondari europei con un commercio giornaliero di titoli pari a 11,7 miliardi di euro e il primo attore nel finanziamento azionario, che già nel 2019 ha raccolto 42 miliardi di euro da investitori interessati al finanziamento di imprese europee. Un altro focus dovrebbe essere quello di favorire un maggior coinvolgimento delle medie e piccole imprese (Pmi) nei mercati europei di capitali.

Questo peso dovrebbe farsi sentire anche nella dirigenza di Euronext. Un italiano dovrebbe diventarne presidente e altre due italiani dovrebbero entrare nel managing board.

L’acquisizione di Borsa Italiana fa parte di un piano strategico, guidato da Euronext, di creare la principale infrastruttura paneuropea di mercato capace di connettere le economie locali con i mercati globali di capitali, afferma Stéphane Boujnah, amministratore delegato di Euronext Group. L’Italia, rileva inoltre, è un Paese del G7 e la terza economia d’Europa. Ciò permetterebbe di diversificare le attività e di allargare il piano d’azione geografico.

In conclusione, però, è opportune rilevare che Euronext è un’impresa totalmente privata, lei stessa quotata in borsa, che opera massicciamente anche nei mercati regolamentati dei derivati finanziari. E già qualcosa di meglio rispetto alle operazioni in derivati otc totalmente speculativi e stipulati fuori mercato. Al tempo stesso possiede borse valori europee, a loro volta strutturate come società per azioni private. E’ la “magia” del mercato e della finanza. Alla fine il rischio è di cambiare soltanto padrone ma non l’orientamento.

A mio avviso sarebbe uno sviluppo importante se anche la Borsa di Francoforte, già interessata a Piazza Affari, entrasse in alleanza operativa con Euronext, portandosi dietro la KfW tedesca. Già nel 2011 il New York Stock Exchange aveva cercato di acquisire Deutsche Börse, per fortuna senza riuscirci. Con il coinvolgimento tedesco il progetto paneuropeo sarebbe, sì, completo e forte. A quel punto le tre maggiori banche di sviluppo europee, la CDP, la CDC e la KfW del Long Term Investors Club potrebbero determinare un fruttuoso cambiamento di rotta delle borse valori, orientandole primariamente per la circolazione di capitali a sostegno dello sviluppo produttivo.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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