00:38 22 Ottobre 2020
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Lo sviluppo del vaccino russo contro il coronavirus (118)
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La leadership nazionale della Russia nello sviluppo del vaccino contro il coronavirus è diventata non solo una spiacevole sorpresa per l'Occidente, ma una sfida oltraggiosa, sia per ragioni politiche che finanziarie.

Da un lato, l'arretrata Russia profondamente antidemocratica non ha semplicemente il diritto di compiere tali scoperte in campi scientifici e tecnologicamente avanzati e complessi. D'altra parte, c'è un jackpot di dimensioni così astronomiche che il solo pensiero che possa sfuggire sotto il naso alle compagnie farmaceutiche occidentali può causare fastidiosi bruciori di stomaco. Ad esempio solo la notizia di un accordo per fornire cento milioni di dosi all'India vale già qualcosa.

Non sorprende che la Russia abbia dovuto affrontare numerosi tentativi di discredito dei risultati del lavoro dei propri scienziati: la grande politica, grandi soldi.

Tuttavia, accanto ai lupi c'è sempre posto per gli sciacalli, che si prendono regolarmente quel che avanza.

Una vicenda simile ha preso vita intorno alla pubblicazione dei risultati dei test del vaccino russo anti-Covid "Sputnik-V" in una delle riviste mediche più antiche e influenti del mondo, The Lancet.

L'articolo è stato criticato alla velocità della luce. La grande notizia, diffusa dai media mondiali, è stata una lettera aperta in cui il professore di Biologia all'americana Temple University Enrico Bucci ha espresso timori per gli errori "forse commessi dai ricercatori russi". La sua lettera è stata sottoscritta da una quarantina di altri scienziati occidentali.

The Lancet ha invitato gli sviluppatori russi del vaccino a rispondere alle domande poste, cosa che è stata fatta. Il Centro Gamaleya ha presentato alla rivista il protocollo clinico completo per lo studio del vaccino Sputnik-V. Il capo del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti Kirill Dmitriev ha pubblicato un'audio in cui ha commentato in dettaglio le principali affermazioni dei critici, consigliando allo stesso tempo di cercare la trave nei propri occhi e fugare i dubbi russi sui loro sviluppi in fase d'elaborazione.

Allo stesso tempo il problema è lungi dall'essere solo di questioni puramente scientifiche, cosa su cui si sono concentrati i ricercatori russi.

Il fatto è che l'autore stesso della scandalosa lettera si presenta come una persona piuttosto autorevole. Nel materiale della BBC, Enrico Bucci è definito come un "famoso combattente contro la pseudoscienza". Tuttavia, sarebbe più corretto usare la caratteristica "uomo d'affari dalla scienza".

Nel 2016 Bucci ha fondato Resis Srl, azienda specializzata nella verifica, validazione e conferma di articoli scientifici.

E' un argomento piuttosto di tendenza nella scienza moderna. Troppo spesso negli ultimi anni, i ricercatori sono stati pizzicati con errori, inclusi quelli grossolani, negli articoli pubblicati. Non parliamo necessariamente di abusi o frodi, spesso ci sono errori in buona fede, che dopo essere stati scoperti colpiscono però la reputazione degli scienziati e persino di intere istituzioni scientifiche.

È proprio per evitare tali problemi che gli autori e le strutture di ricerca ora si rivolgono spesso ad aziende specializzate in tali lavori per una revisione indipendente dei propri testi, prima della loro pubblicazione. In particolare, l'azienda di Bucci è stata assunta per questa attività dall'Istituto tedesco Fritz Lipmann, attorno al quale da tempo è scoppiato un forte scandalo proprio per i brutti errori nelle opere pubblicate. Questa storia è stata raccontata in dettaglio un anno fa dalla rivista Nature.

La particolare criticità è che un'attività del genere impone alcune restrizioni etiche, di cui tra l'altro il professor Bucci è ben consapevole. Proprio su Nature, nel dicembre 2019, è stato pubblicato un articolo sulla trasparenza e integrità del lavoro scientifico, di cui è coautore. Ed è stato onestamente sottolineato che Enrico Bucci aveva un conflitto di interessi.

In poche parole, quando il proprietario di una società commerciale parla pubblicamente dell'attività in cui è specializzata, diventa essenzialmente una pubblicità per la sua azienda.

Ma ovviamente, quando si tratta di "smascherare" il vaccino russo, queste "sciocchezze" non sono più importanti.

L'Occidente ha usato la lettera aperta (per definizione autopromozionale) di Bucci per dare un altro colpo agli sviluppi russi nella speranza di minare o almeno indebolire il loro primato. Beh, il professore stesso ha ricevuto una notorietà di tale portata e livello che semplicemente non avrebbe potuto sognare in nessun'altra situazione. Questo si chiama "cavalcare l'onda", secondo questo principio operano centinaia e migliaia di personalità dei media.

Senza dubbio questa situazione porterà vantaggi mediante l'ottenimento di nuovi contratti commerciali molto interessanti. Cavalcare l'onda nelle acque agitate della grande politica può essere molto vantaggioso.

Ma questo non ha nulla a che fare con la scienza in generale, e la medicina in particolare, e con il salvataggio di centinaia di migliaia di vite in tutto il mondo.

di Irina Alksnis

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tema:
Lo sviluppo del vaccino russo contro il coronavirus (118)
Tags:
Russofobia, Coronavirus, Scienza e Tecnica, Occidente, Russia, vaccino
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