23:38 25 Novembre 2020
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Non dev’essere facile fare il Ministro degli Interni in Italia, ma anche per gli italiani capire i ministri degli interni spesso è un’impresa.

Certo che non deve essere facile fare il Ministro degli Interni in Italia quando ti chiami Salvini, mi permettevo di scrivere due anni fa, a quanto pare però, non dev’essere facile neppure se ti chiami Luciana Lamorgese.

“Un nome che ha voluto fortemente Mattarella, una donna competente e tecnica alla guida di un ministero che deve essere super partes e che era stato usato come palcoscenico per una propaganda razzista, misogina e imbarazzante per tutti i professionisti che lavorano al Viminale. Il ministero della Sicurezza è nuovamente in mani sicure”, così scriveva Globalist, rivista online che si autodefinisce ‘la prima syndication di siti e giornalisti indipendenti’ (e sottolineo ‘indipendenti’) il 4 settembre 2019, il giorno prima dell’entrata in carica della Lamorgese al Viminale.

Certo, nel periodo di mandato, nessuno le ha mandate a dire a Salvini, che per altro è atteso a processo per la questione della Open Arms, la ONG catalana che rimase 19 giorni in mezzo al mare quando per arrivare in Catalogna ce ne avrebbe impiegati 2.

“Appena torniamo al governo i porti non li chiudiamo, li blindiamo”, ha ripetuto ieri Salvini che ha capito il gioco e si appresta all’ennesimo crucifiggi mediatico che gli porterà l’ennesima valanga di voti.

Nel frattempo la Lamorgese, persona per altro dalla indiscussa competenza in materia, grazie alla sua lunga esperienza da Prefetto, concentra su di sé tutte le speranze delle ‘anime belle’ italiche che si aspettano la soluzione dei problemi della criminalità e dell’immigrazione con il tocco magico dell’accoglienza e della comprensione.

Il problema però, è che quando arrivi a sederti su quell’alto seggio al Viminale, scatta una sorta di maledizione. Tutto diventa improvvisamente maledettamente complicato.

Ed ecco che iniziano anche le delusioni, la dura realtà emerge, e si perde man mano il feeling con gli elettori (posto che comunque la Lamorgese non è mai stata eletta da nessuno e al Viminale c’è arrivata non attraverso urne e volontà popolare).

Ieri, intervenendo alla Festa dell’Unità a Modena, la Lamorgese ha detto alcune cose incomprensibili anche a chi non è mai stato un fan del suo predecessore Salvini. Proviamo ad analizzarle.

"Ci sono imprenditori che cercano di far fuori la concorrenza appoggiandosi ai capitali mafiosi. Nell'immediatezza del lockdown, a Palermo, nel quartiere dello Zen abbiamo identificato alcune persone che facevano una sorta di welfare di prossimità. Portavano generi alimentari alle famiglie più povere. Poi lo Stato è intervenuto. E abbiamo dimostrato che esiste uno Stato che sa fare squadra", ha detto ieri durante uno dei passaggi chiave. Cosa significa?

Significa che appoggiandosi ai capitali mafiosi si può riuscire a far fuori la concorrenza di chi non si appoggia a questi? Io personalmente avevo sempre saputo che l’unica cosa che un imprenditore non deve MAI fare se vuole sopravvivere è, per esempio, chiedere in prestito soldi alla mafia. Significa piuttosto che i clan mafiosi per farsi pubblicità portavano aiuti alle famiglie bisognose durante il lockdown? Quindi il loro messaggio era – guardate, lo Stato non c’è, ma noi sì – poi arriva lo Stato e li sanziona? L’unica volta che invece li avrebbe dovuti lasciare fare? Dimostrando per altro che avevano ragione loro – lo Stato c’è, ma interviene solo per fare cazzate?

Secondo passaggio incomprensibile della Ministro portatrice di ritrovata dignità al Viminale, parlando di immigrazione clandestina:

“A inizio anno, i numeri erano contenuti. Poi c'è stato il picco a luglio, poco meno di 7000 sbarchi. Ma siamo subito intervenuti”.

Cos’è uno scherzo? Troppo lambrusco durante la festa?

Andiamo a vedere i numeri. Premesso che per entrare nel sito ufficiale del Ministero e tirarsi giù i dati di quello che viene chiamato ‘il cruscotto giornaliero degli sbarchi’, da dove scrivo io non sarebbe possibile. Non perché c’è la censura dove scrivo io ma perché c’è la censura alla fonte per quelli che leggono da dove scrivo io (per fortuna esistono i VPN). Andiamo a leggere i dati sugli sbarchi:

Gennaio 2019 – 202, gennaio 2020 – 1.342; febbraio 2019 – 60, febbraio 2020 – 1.211; marzo 2019 – 262, marzo 2020 – 241 (grazie, in pieno lockdown coronavirus); aprile 2019 – 255, aprile 2020 – 671; maggio 2019 – 782, maggio 2020 – 1.654; giugno 2019 – 1.218, giugno 2020 – 1.831; luglio 2019 – 1.088, luglio 2020 – 7.067; agosto 2019 – 1.268 (nonostante che alla fine la Open Arms è pure sbarcata), agosto 2020 – 5.326.

Non sta andando male secondo la Lamorgese – roba da moltiplicazione dei pani e dei pesci nonostante i lockdown da coronavirus ma, ok, “siamo subito intervenuti”. Ma ‘intervenuti’ come? Noleggiando 5 navi per tenerli in quarantena? A spese di chi? E poi?

A proposito, durante il lockdown se fossi voluto tornare in Italia per rivedere i miei genitori, per altro mio padre non sta bene e avrebbe bisogno del mio aiuto, non sarebbe bastato mettermi in ginocchio di fronte all’ambasciata. Avrei fatto prima a sbarcare anch’io con un barcone. I voli sono chiusi tutt’ora, non mi fanno rientrare. Però mi fa piacere sapere dal Ministro Lamorgese che la situazione è sotto controllo. Evviva il Ministero degli Interni!

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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