16:32 21 Ottobre 2020
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Chi pensa che la maggioranza dei parlamentari italiani sia fatta da incompetenti e buoni a nulla si sbaglia. I nostri politici (almeno quelli che oggi supportano il nostro ottimo governo) sono persone assennate, sanno quel che fanno e guardano al futuro.

Loro sono i veri “progressisti” e ci insegnano cosa uno Stato dovrà realmente essere e come un cittadino dovrà comportarsi negli anni a venire. Chi non lo capisce e non fa tesoro degli insegnamenti che (quasi gratuitamente) ci vengono trasmessi dal Parlamento è un retrogrado che non sa stare al passo coi tempi.

Credo che, prima o poi, tutti si sia sentito che nel futuro vivremo in società multi-razziali (pardon! Intendevo dire: multi-colorate), che i confini non hanno più alcun senso e che le uniche leggi che contano devono essere quelle del cuore e dell’amore per l’umanità.

Ebbene, continuiamo a sentirlo ripetere ma l’unica Istituzione che ha saputo mettere in pratica queste verità del futuro è la Santa Chiesa Cattolica. Non dentro il Vaticano (dove sopravvive ancora qualche conservatore) ma, per puro scopo didattico, nelle città della penisola (stavo per dire: Italia. Fortunatamente mi sono ricordato che anche questa terminologia rappresenta un concetto destinato a essere superato).

Ebbene, quando giovedì sera la maggioranza al potere ha giustamente deciso che l’ex ministro Matteo Salvini doveva essere rinviato al giudizio dei tribunali, si è finalmente fatta strada la certezza che persistere (come lui improvvidamente aveva fatto) nel voler porre barriere all’arrivo di stranieri non autorizzati è un reato contro l’umanità e contro il futuro.

Ci sono ancora stupide resistenze da parte di reazionari in divisa e lo si vede negli aeroporti. Lì qualcuno crede di poter imporre che il confine si possa passare solo se autorizzati (vedi necessità di visti) ma, fortunatamente, chi non riesce a venire da noi via aerea, potrà farlo via mare senza problemi.

Purché si faccia organizzare da persone di buon cuore nella partenza e da generosi Oennegisti nel tragitto.

Una volta sbarcato, tutto sarà più semplice.

Vitto e alloggio gratuiti per tempi indefiniti e, se si ha la chance di trovare amici- magari nigeriani o maghrebini-, anche un futuro assicurato nel commercio di sostanze non facilmente reperibili nei normali negozi.

I più sfortunati, comunque, non devono disperare perché ci sarà sempre qualche ministro come la benemerita Bellanova (di Italia viva, ma se fosse stata Cinquestelle o Pd era la stessa cosa. LEU ancora meglio) che, dopo averli ben rifocillati farà in modo di regolarizzarli fingendo che vadano a lavorare nei campi.

In realtà non siamo schiavisti e non li obbligheremo a lavorare davvero, a meno che proprio non insistano. D’altra parte, il nostro governo sa già come fare a mantenere anche chi non desidera sottoporsi a fatiche quotidiane.

La cosa importante che i nostri parlamentari, quelli buoni, ci hanno insegnato è che perfino il concetto di cittadinanza è superato. Poiché qualche retrogrado è riuscito sinora a impedire che si dia automaticamente la cittadinanza italiana a chiunque arrivi in questo Paese, si è deciso che la cittadinanza sia superata dai fatti.

Non c’è differenza tra chi è italiano e paga le tasse e chi, ancora straniero e nulla facente, voglia approfittare delle nostre strutture sanitarie (vedere ricoveri e pronto- soccorsi). Biglietti su treni o autobus cittadini? Perché pagare se non si ha contribuito a finanziarli? Per gli alloggi vale la stessa cosa.

Nelle graduatorie per le case popolari non conta più aver pagato le tasse o essere italiani: conta il numero dei figli. Ed è giusto che chi è pensionato o invalido, purché nostro connazionale, riceva meno denaro di quanto costa il mantenimento di un clandestino.

Che dire poi delle leggi e di alcune sentenze retrograde che pretendono discriminare chi non avrebbe i titoli per restare? Nessun problema! Nessuno verrà mai espulso: costerebbe altri soldi per il trasporto. Comunque, si sa che gli accordi con qualcuno degli Stati di partenza non funzionano. Se così non fosse dovremmo privarci del piacere di ospitare tanti tunisini entrati da clandestini.

Italiani poveri?

Se sono indigenti, peggio per loro. Se proprio non ce la fanno e non sono riusciti almeno a diventare “tutor” per i soggetti da “reddito di cittadinanza”, si spaccino allora per immigrati così riusciranno a sopravvivere perfino meglio, in attesa di tempi migliori.

Anche la crisi provocata dal COVID ci può avvicinare al futuro. Gli ostinati che pretendono di vantare la cittadinanza italiana portino pure le mascherine e facciano volontariamente le quarantene. Perché sottoporre queste torture a chi ha già faticato così tanto per venire dall’Africa? Se glielo si impone e loro se ne vanno a zonzo senza precauzioni bisogna capirli.

Venite da tutta l’Africa cari clandestini! Qui c‘è il vostro bengodi. E se siete donne incinte o minorenni (anche se avete diciott’anni dite che siete quindicenni, nessuno oserà metterlo in dubbio) le nostre leggi impediranno che veniate rimandati indietro.

Io amo l’idea di una società multi-tutto! Quando ci penso mentre sto qui a Capalbio o nella mia villa ai Parioli vado in un brodo di giuggiole e con i miei amici di sicura e convinta fede catto-comunista ne parliamo sempre un gran bene.

Noi siamo progressisti!

Noi siamo pieni di amore per il prossimo!

Evviva chi ci governa e appaga le nostre convinzioni e la nostra coscienza!

Chi pensa solo al passato, chi crede che i confini vadano difesi e che essere cittadini farebbe la differenza sarà superato: le regolarizzazioni della Bellanova e i benefattori delle ONG convinceranno chi ancora non è partito a raggiungere gli altri già arrivati.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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