21:43 31 Ottobre 2020
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Presumibilmente entro la fine di Luglio arriverà in aula alla Camera il testo elaborato dalla Commissione Giustizia che intende colpire i reati di omofobia e di misoginia. Si tratterà di una sintesi tra varie proposte di legge sull’argomento presentate dagli onorevoli Zan, Scalfarotto, Boldrini e altri.

Per ora è prematuro esprimere giudizi definitivi su quella che sarà la legge che uscirà dal Parlamento poiché la discussione in commissione potrebbe anche apportare modifiche importanti al testo originario.

Tuttavia suona strano che si intenderebbe includere nello stessa scritto concetti che riguardano l’”identità di genere” (cioè un’appartenenza sessuale non basata sui puri presupposti biologici) e la “misoginia” (che presuppone evidentemente l’identità sessuale biologica di genere femminile).

Ricordo a questo proposito che ci fu una biologa negli Stati Uniti che perse il lavoro perché si era schierata contro il concetto di “identità” sessuale avendo apertamente dichiarato che i generi in natura siano solamente due: quello maschile e quello femminile, in altre parole uomo e donna.

Personalmente sono spiacevolmente colpito dalla pretesa di alcuni municipi che rinunciano a scrivere nei documenti pubblici “padre” e “madre” sostituendoli con”genitore 1” e “genitore 2”.

Non sono ostile a priori al fatto che una coppia di soli uomini o di sole donne possano trovarsi ad allevare dei bambini, ma non posso fare a meno di osservare che la natura ha sempre agito e sempre agirà altrimenti.Inoltre, mi sembra moralmente disgustoso, per una miriade di motivi, che qualcuno trovi legittimo ricorrere a gravidanze in affitto al solo scopo di consentire a due omosessuali di fingere di avere un figlio originato da entrambi.

Trovo altrettanto discutibile il caso di due donne di cui una ricorra ad una inseminazione anonima da estranei per provare la sensazione di partorire un figlio come se fosse concepito da entrambe. Tra l’altro, basandomi sulla conoscenza e sull’amicizia di molti omosessuali costato che il desiderio di genitorialità tra di loro sia estremamente poco diffuso e rappresenti più una forma di ostentata rivincita contro la società o addirittura contro quella natura che li vede in posizione di minoranza rispetto alla enormemente più diffusa eterosessualità.

Per tornare alla proposta di legge, mi nasce il dubbio che, anche in questo caso, più che la ricerca di una giusta e doverosa tutela, i proponenti stiano cercando soltanto una orgogliosa affermazione della propria diversità. Sempre che non si tratti, piuttosto, di un servilismo nei confronti della moda del “politicamente corretto”.

Quella moda che ha portato all’affermazione (assurda e contro l’evidenza) che le razze umane non esistano o che, ad esempio, il cieco è meno cieco se lo si chiama “non vedente” e lo spazzino svolga un lavoro da nababbo se viene chiamato “operatore ecologico”.

Se si trattasse solamente di contrastare con più forza i vergognosi fenomeni di violenza fisica o verbale contro gli omosessuali o le donne, sarebbe stata sufficiente una piccola aggiunta all’articolo 61 del codice penale che riguarda le aggravanti per tutti i reati. Più precisamente, si potrebbe introdurre l’aggravante di “aver agito per discriminazioni lesive della dignità e dell’uguaglianza della persona umana”. Quanto alla violenza fisica o verbale in sé verso uomo o donna che sia, è bene ricordare che essa è già oggetto di reato in base alle leggi esistenti.

Il rischio (che tuttavia i proponenti dichiarano di voler evitare ma che potrebbe essere implicito nella legge che uscirà e oggetto di interpretazione soggettiva da parte di qualche magistrato) è che si arrivi, nei fatti, a ridurre le libertà di espressione.

  • Ci sarà nel testo finale una sufficiente chiarezza sulla differenza tra espressione del proprio pensiero, propaganda dello stesso e istigazione alla discriminazione?
  • Se qualcuno si esprimesse negativamente nei confronti dei gay pride, magari invitando a non autorizzarli, avrà espresso con libertà il proprio pensiero o avrà istigato alla discriminazione?
  • Chi, come ha fatto il sottoscritto poche righe sopra, esprime dubbi sull’adozione di bambini da parte di copie omosessuali sta semplicemente utilizzando la propria libertà di parola o sta discriminando in base al sesso o alle preferenze sessuali? 
  • Se io, pur favorevole alle unioni civili, dichiaro che il termine famiglia debba essere riservato ad una coppia composta da un uomo e una donna sarò perseguibile?

Per conoscere la risposta definitiva a questi interrogativi è indispensabile attendere quale legge sarà approvata dapprima in commissione e poi in aula. Di certo, le attitudini sessuali, l’omosessualità, la transessualità, il lesbismo hanno totale diritto ad essere tutelati in base al rispetto che ogni essere umano deve poter godere ma, forse, non era così necessario e tantomeno urgente arrivare ad una ennesima legge che potrebbe finire col creare, essa stessa, una nuova discriminazione tra diverse categorie di cittadini.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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