07:24 23 Ottobre 2020
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Per difendere gli estesi confini russi è necessario un caccia-intercettore di nuova generazione con sistemi stealth, velocità ipersonica e pilotaggio remoto. Ma se invece non fosse necessario e bastassero i mezzi a disposizione?

Nei giorni scorsi la nota rivista online Air Recognition ha riportato che la Russia sta continuando a lavorare sul MiG-41, altresì conosciuto come PAK DP, “il nuovo bombardiere di lungo raggio”.

La famiglia dei PAK: facciamo chiarezza

I miei colleghi hanno fatto un po’ di confusione: il PAK DP è un caccia-intercettore, mentre il bombardiere è il PAK DA. Probabilmente si sono confusi perché si parla più del bombardiere che del caccia. E le notizie su questo velivolo che talvolta chiamano MiG-41 sono poche. Nell’agosto del 2018 Ilya Tarasenko, direttore generale della società russa produttrice di elicotteri MiG, ha dichiarato l’avvenuto inizio dei lavori cantieristici per la messa a punto del PAK DP. E il 16 luglio Tarasenko ha comunicato a Sputnik che in base ai risultati dell’anno scorso la commissione del Ministero russo della Difesa ha selezionato i progetti più interessanti di MiG e Sukhoi e che i lavori in tale direzione continuano.

Ma quindi di cosa stiamo parlando? Negli anni 2000 in Russia fu avviata la realizzazione di alcuni progetti consistenti nell’elaborazione di tecnologie aeronautiche del futuro che sarebbero state accomunate dal principio del PAK, un acronimo russo che significa Futuro Sistema Aereo. Il più noto dei velivoli di questa categoria è il PAK FA, ossia l’aeromobile di prima linea che tutti conosciamo come Su-57. Questo mezzo al momento sta attraversando la fase di test.

Oltre al PAK FA, sono stati avviati i lavori anche su altri progetti strategici come il PAK DA, un bombardiere-vettore strategico pesante per l’aviazione di lungo raggio; il PAK TA, l’aeromobile dedicato al trasporto che sostituirà l’An-124 Ruslan; il PAK DP, la risposta russa allo statunitense SR-72 Aurora, ossia un caccia-intercettore di lungo raggio che entro la fine degli anni 2020 sostituirà il MiG-31.

L’estremo Nord russo: punto debole?

La dislocazione geografica della Russia ha inciso in maniera importante sulla conformazione dei caccia-intercettori di lunga distanza. Le enormi distese disabitate dell’estremo Nord, prive di sistemi di difesa contraerea, consentirebbero ai bombardieri intercontinentali di potenziali nemici di penetrare senza sforzo nelle aree centrali del Paese. La dislocazione a Nord di una rete di radar ha risolto la questione del rilevamento di attacchi aerei e per contrastare questi ultimi sono state vagliate due possibilità:

  • L’installazione di un gran numero di sistemi di difesa contraerea (tuttavia, con uno svantaggio, ossia il loro raggio d’azione limitato);
  • La creazione di un velivolo-intercettore con una significativa autonomia di volo in grado di rimanere per lungo tempo nell’area di combattimento e, in caso di rilevamento di bombardieri nemici, di intercettarli.

Verso la fine degli anni ’50 in Unione sovietica nacque il progetto del caccia pesante di lunga distanza Tu-128 il quale presentava una autonomia di volo superiore a 2500 km e in grado di trasportare missili aria-aria. Negli anni ’80 il Tu-128 nelle aree più a nord del Paese venne gradualmente sostituito dal MiG-31, l’intercettore di lunga distanza più completo ai tempi.

Questo aeromobile era di per sé unico. Presentava una velocità fino a 3000 km/h, una significativa autonomia di volo, la possibilità di svolgere combattimenti aerei con qualsivoglia aeromobile contemporaneo, la funzione di “radar volante” e un centro di controllo in grado di direzionare altri aeromobili in direzione di obiettivi aerei del nemico. Quattro MiG-31 sono in grado mediante il proprio campo radar di controllare fino a 1000 km di fronte aereo.

Questo aeromobile presenta la nuova versione MiG-31BM che garantisce a questi velivoli di rimanere all’avanguardia ancora per lungo tempo. Tuttavia, il problema è che il MiG-31 non è mai stato dotato di tecnologie stealth, dunque avrà maggiori difficoltà a contrastare velivoli di quinta generazione. Pertanto, la flotta aerea necessita di un rinnovamento.

Meno sono i piloti, meglio è

Il PAK DP (MiG-31), concepito per sostituire il MiG-31, deve non solo prendere in prestito da quest’ultimo tutte le funzionalità di alta qualità risalenti al passato, ma anche dotarsi di alcune nuove caratteristiche.

In primo luogo, il PAK DP di fatto sarà un caccia di sesta generazione. Si ritiene che questi aeromobili riusciranno ad essere impiegati sia nella versione pilotata sia in quella senza pilota. Il sistema intelligente del nuovo velivolo garantisce la possibilità di impiegare quest’ultimo mediante controllo remoto da terra o da un altro velivolo, nonché la possibilità di effettuare operazioni autonome senza pilota. Chiaramente questo semplificherà in maniera significativa la guida del velivolo al pilota che potrà prestare maggiore attenzione al controllo dei sistemi di armamento e della panoramica della situazione aerea circostante. A tal proposito è probabile che, a fronte di tali funzionalità, il MiG-41, a differenza del MiG-31 e del Tu-128, diventi un velivolo monoposto. I precedenti intercettori di lunga distanza, invece, erano sempre guidati da due piloti.
PAK DP: velocità e resistenza termica

La quota di volo presunta del PAK DP è superiore a 30 km, mentre la velocità si attesta su 4 Mach o più. Al momento a questa velocità volano soltanto i missili balistici e ipersonici. Chiaramente il raggiungimento di simili velocità è impossibile senza l’adozione di nuovi motori e senza una particolare conformazione dell’aeromobile che deve consentire di ridurre al minimo la resistenza esercitata dall’aria e deve prevedere l’uso di materiali in grado di contenere il surriscaldamento termico che è generato dallo spostamento nell’atmosfera a velocità così elevate.

I velivoli come il MiG-25, il MiG-31 o lo statunitense SR-71 Blackbird, di norma, erano caratterizzati non solo da una forma inusuale, ma erano anche dotati di apposite leghe di acciaio termoresistenti. A mio avviso, l’acciaio rimarrà presente nell’aeromobile in questione, ma la maggior parte della struttura sarà realizzata a partire da nuovi materiali compositi.

A fronte dell’assenza di illustrazioni “ufficiali” dell’aspetto che avrà il PAK DP, è lasciato ampio spazio all’immaginazione dei maestri di Photoshop.

 

Possiamo solamente ipotizzare che, se i creatori volessero conseguire la totale impercettibilità dell’aeromobile, quest’ultimo dovrebbe essere sprovvisto di chiglia e di qualsivoglia dettaglio sporgente. Inoltre, sarebbe necessario ripensare la conformazione dell’ala a freccia. Chiaramente, in tal caso gli armamenti dovranno essere dislocati in pod interni.

Il MiG-41, analogamente al MiG-31, dovrà trasportare missili universali per l’intercettazione di lungo raggio che garantiscano la distruzione di obiettivi aerei a distanze fino a 300 km e forse persino maggiori. Questo aeromobile potrebbe divenire una piattaforma versatile per l’intercettazione non solo di obiettivi aerei classici, ma anche di obiettivi ipersonici e spaziali. Inoltre, non escluderei nemmeno l’eventualità di una versione d’assalto di questo velivolo, ovverosia equipaggiata con missili aria-superficie.

Un mezzo unico, ma necessario?

Stando alle dichiarazioni rese dai dirigenti della cantieristica aeronautica russa, i lavori in corso d’opera sul progetto non saranno terminati almeno prima del 2025. Mentre entro la fine degli anni 2020 si darà probabilmente avvio alle forniture del nuovo aeromobile a favore delle forze aeronautico-spaziali della Federazione Russa. Questo è lo scenario più ottimistico il quale si verificherà a condizione che tutti i problemi tecnici incontrati nel progetto saranno risolti con successo. Ma oltre alle sfide di natura prettamente tecnica che dovranno essere raccolte dai creatori del nuovo velivolo, si presenta un ulteriore problema: al momento non è ancora totalmente chiaro se all’esercito serva davvero un mezzo così unico e costoso.

Nell’aviazione militare a livello globale si registra, in linea di massima, la tendenza a rendere più versatili possibile gli aeromobili. E prima o poi tutti gli sviluppatori del comparto giungono a questa conclusione perché con l’avanzare delle generazioni la creazione di un nuovo velivolo costa sempre di più. È ciò che vediamo già con lo statunitense F-35 e il russo Su-57: entrambi riescono ad effettuare con successo missioni d’assalto e a svolgere combattimenti aerei. Il PAK DP, invece, non sarà un mezzo versatile. Si imporrà piuttosto come un “principe” elitario.

Non dimentichiamo anche che molte delle lacune a livello di difesa possono essere colmate da sistemi contraerei meno costosi e già verificati, nonostante i difetti che questi presentano. Ma se sarà dato il via libera al progetto del PAK DP, è probabile che nel prossimo decennio saremo testimoni di un nuovo salto di qualità nello sviluppo dell’aviazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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