04:47 09 Luglio 2020
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Il sommergibile nucleare Vepr del progetto 971 (Shuka-B) della Flotta del Nord (Marina militare della Federazione Russia) ha concluso i test in seguito alle fasi di manutenzione e ammodernamento. È previsto per fine giugno l’inserimento dell’unità navale nella flotta.

La stampa russa ha ricevuto questa informazione da una fonte nel comparto militare-industriale.

Breve digressione sui materiali

I sommergibili nucleari multiruolo del progetto 971 Shuka-B sono noti in Occidente con il nome di Akula e sono uno degli esempi migliori del patrimonio militare sovietico. Si narra che i sommergibili delle generazioni precedenti, messi a punto di Unione Sovietica, fossero definiti “mucche ruggenti” dagli statunitensi poiché si riusciva a sentirli da lontano. Ma tutto è cambiato.

Le unità navali del progetto Shuka-B furono realizzate negli anni ’70 per rispondere alla comparsa delle unità statunitensi di terza generazione Los Angeles e Ohio. Lo Shuka-B replicò in gran parte l’unità navale del progetto 845 Barrakuda con scafo in titanio, ma nella costruzione si impiegò l’acciaio in luogo del titanio.

Il titanio chiaramente è più leggero e molto più resistente dell’acciaio, ma costa anche molto di più. Pertanto il Barracuda è stato prodotto in pochi esemplari, mentre lo Shuka-B in serie.

Il sommergibile fu letteralmente farcito di tecnologie fonoassorbenti (turbine di nuova tipologia, appositi “cuscinetti” a protezione della strumentazione, interstizi in resina) e presentava uno dei più avanti sistemi idroacustici, il tutto combinato a ottime prestazioni in termini di velocità e alla possibilità di calarsi fino a 500 metri di profondità.

Sottomarino Akula
© Foto : Рublic domain
Sottomarino Akula

Nuove tecnologie nella competizione con l’America

Lo Shuka-B era dotato di un’elica marina inedita per il tempo la quale vantava maggiori prestazioni in termini idroacustici e una frequenza di rotazione inferiore. Per la prima volta su un sommergibile di questa classe fu installata un’elica dotata di apposite pale che permisero di ridurre sensibilmente la rumorosità dell’unità navale. Inoltre, le eliche furono prodotte mediante macchinari di lavorazione del metallo altamente precisi acquistati da Toshiba per evitare le restrizioni imposte dal Coordinating Committee for Multilateral Export Controls il quale durante la Guerra Fredda si assicurava che in Unione Sovietica e negli altri Paesi ad essa connessi non venissero esportate merci e tecnologie di natura strategica.

Verso la fine degli anni ’70 la progettazione delle unità navali del progetto 971 era già stata ultimata, ma si venne a sapere che il sommergibile statunitense Los Angeles era stato equipaggiato con una nuova centrale idroacustica in grado di elaborare in modalità digitale i segnali e di ridurre in maniera significativa l’impatto del rumore prodotto dall’unità navale sull’operato dei tecnici. Inoltre, si venne a sapere che i nuovi sommergibili statunitensi avrebbero trasportato missili da crociera a lungo raggio i quali avrebbero potuto attaccare anche obiettivi terrestri. In Unione Sovietica di fatto in parallelo era in corso la creazione di missili da crociera analoghi, i Granat. Pertanto, si decise di equipaggiare i nuovi sommergibili con i Granat.

La Russia prestò all’India in “chakra”

Non si riuscì a inserire tutte le novità nelle prime unità navali del progetto, perciò in fase di produzione le nuove unità furono dotate di nuovi sistemi radioelettrici, mezzi di ricognizione e furono perfezionate in vario modo. In tutto furono prodotti solamente 15 sommergibili nucleari di questo progetto. La prima unità navale di questo genere fu inserita nella flotta sovietica nel 1984 e l’ultimo sommergibile del progetto Shuka-B, il K-335 Ghepard, fu inserito nella Flotta militare russa nel 2001. In seguito, fu messa a punto un’altra unità navale, il K-152 Nerpa, che con il nome di Chakra (S72 Chakra) fu concessa in leasing a lungo termine alla Marina militare indiana.

Un altro punto importante riguarda la costruzione delle unità navali del progetto 971 che venne effettuata in 2 stabilimenti e per 2 flotte diverse, quella del Pacifico e quella del Nord.

Si trattò di uno dei programmi più impressionanti della cantieristica navale sottomarina sovietica. Le unità navali del progetto si rivelarono degne concorrenti dei Los Angeles statunitensi. Per i propri parametri tattico-tecnici e per le capacità dei sistemi di armamenti, nonché per il loro grado di rumorosità questi sommergibili avrebbero potuto dare loro del filo da torcere.

I missili Kalibr come antidoto alla vecchiaia

Ma i tempi mutarono e tutti i programmi di ammodernamento negli anni ’90 e 2000 furono congelati o rallentati in maniera significativa.

Il passare degli anni, però, è impietoso con mezzi quali le navi da superficie e i sommergibili che riescono a rimanere in servizio per circa 20 anni. Tutti i sommergibili necessitano di manutenzione a cadenza regolare e nel caso delle unità navali del progetto 971 i dirigenti della flotta russa decisero che parte dei sommergibili sarebbe stata sottoposta a manutenzione per garantire loro un maggiore permanenza in servizio, nonché all’ammodernamento di singole componenti dell’unità navale. Si decise altresì che un altro gruppo di sommergibili avrebbe subito una manutenzione di durata maggiore la quale avrebbe previsto anche un ammodernamento globale.

Durante questo processo i sommergibili del progetto furono equipaggiati con nuove strumentazioni che consentono loro di applicare i moderni missili da crociera Kalibr invece dei Granat, utilizzati ai tempi della Guerra fredda. Va detto che i moderni Kalibr, sebbene siano modellati sui Granat, sono un sistema missilistico assai più versatile e possono trasportare anche unità da combattimento non nucleari a differenza dell’S-10 Granat. Inoltre, il Kalibr può colpire anche obiettivi navali e non solo terrestri. Chiaramente la presenza di questo sistema missilistico sulle unità navali ammodernate del sistema 971 aumenta di diverse volte l’efficacia di queste ultime e consente il loro utilizzo nelle più varie operazioni belliche.

Il Vepr torna in azione

Chiaramente il potenziale strategico delle unità navali Shuka-B non è stato perduto: la capacità di contrastare sommergibili nucleari del nemico è solamente migliorata grazie alla rinnovata strumentazione informatica che consente di ricercare l’obiettivo con maggiore precisione. Inoltre, si prevedono cambiamenti al grado di rumorosità dell’unità navale: è probabile che verranno rinnovate le strutture interne dello scafo che contribuiranno a migliorare la copertura idroacustica del sommergibile.

La prima unità navale ammodernata del progetto è stata il Vepr che fu inserito per la prima volta nella Flotta della Marina militare nel 1995, fu sottoposto a manutenzione nel 2014 e ora ritorna in servizio nella Flotta del Nord. Dopo il Vepr ogni anno rientrano in servizio circa 1-2 unità navali del progetto. Così entro il 2025 si riuscirà a rinnovare sensibilmente l’attuale gruppo di sommergibili d’assalto e a garantire una protezione ancora maggiore delle aree dove sono dispiegate le forze strategiche sottomarine.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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