14:13 08 Luglio 2020
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Mentre appare una bufala la teoria secondo cui l’“arma biologica” COVID-19 sarebbe stata creata nei laboratori cinesi, è del tutto reale la dimostrazione che a breve sarà fatta del nuovo caccia pesante cinese la cui integrazione nell’esercito è prevista nei prossimi 5 anni.

A maggio alcune fonti hanno riportato la notizia secondo cui il mezzo in questione potrebbe vedere la luce già in autunno anche a simboleggiare il fatto che il coronavirus non riesce ad ostacolare la difesa cinese e in risposta all’aumento di F-35 americani registrato nell’ultimo periodo nei Paesi adiacenti alla Cina. Quest’ultimo atteggiamento dei vicini non va per niente giù alla Cina. Inoltre, tra febbraio e marzo di quest’anno nell’area Asia-Pacifico si sono tenuti gli addestramenti Cobra Gold 2020 che hanno visto la partecipazione proprio di quei caccia che tanto indispongono la Cina. Chiaramente, la Cina sta costruendo bombardieri pesanti non per “abbattere” gli F-35 (banalmente, i bombardieri non sono pensati per questo). Questi mezzi sono necessari per completare la triade nucleare e, dato che abbiamo toccato l’argomento F-35, servono anche per dimostrare simbolicamente agli USA chi è il numero uno nella regione (e, probabilmente, anche al di fuori).

Stiamo parlando del bombardiere pesante Xian H-20 che, secondo le previsioni, verrà esposto a novembre al salone aeronautico AirShow China di Zhuhai.

I velivoli cinesi sono fermi agli anni ‘80

La creazione di un bombardiere strategico moderno appare come la logica continuazione verso uno sviluppo autonomo di tutte le tipologie di mezzi militari dell’Esercito popolare cinese di Liberazione. Il potenziale economico e tecnologico della Cina contemporanea, fomentato dalle ambizioni più tradizionali del Paese, rende possibile la realizzazione oggi di qualsivoglia programma di armamenti.

Tuttavia, proprio nell’ambito dell’aviazione di lungo raggio la Cina è rimasta bloccata agli anni ’80. Si ricordi che negli armamenti cinesi è presente la versione, più volte ammodernata, del bombardiere sovietico Tu-16 il quale viene prodotto in Cina dalla fine degli anni ’50 con il nome di Xian H-6. La più recente versione H-6K è entrata in servizio nel 2011 e per le sue caratteristiche si tratta di un velivolo al passo con i tempi, anche se l’impianto strutturale del suo vecchio predecessore è rimasto immutato: dunque, niente tecnologia stealth, niente viaggi di lungo raggio, niente materiali ultraresistenti.

E cosa possiamo dire invece del nuovo mezzo strategico cinese? Le informazioni a disposizione sono poche, ma sufficienti per farne una prima analisi. Si sa che l’H-20 è stato messo a punto facendo ampio ricorso alle tecnologie stealth e al formato del tuttala, in maniera molto simile allo statunitense Northtrop B-2 Spirit il quale in sostanza rappresenta un punto di riferimento per questa tipologia di armamenti. L’utilizzo del formato tuttala consente al velivolo di vantare caratteristiche aerodinamiche di grado superiore: ossia, il velivolo, seppur con un carico utile elevato, può effettuare voli di lungo raggio. Il raggio d’azione si attesta a 5000 km e oltre, mentre la massa degli armamenti a bordo sarà inferiore alle 20 tonnellate. Chiaramente, un velivolo simile presenterà una velocità subsonica e fungerà da piattaforma per l’installazione di diversi sistemi missilistici da impiegare su obiettivi dislocati a distanza piuttosto elevata. Il velivolo comunque non penetrerà nell’area protetta da sistemi di difesa contraerea degli obiettivi, sebbene la sua modesta percettibilità ai radar migliorerà in maniera significativa le sue probabilità di sopravvivenza anche in caso di scontro con i più moderni sistemi di difesa contraerea.

Prima il velivolo, poi il motore

Uno dei problemi principali della Cina sono le tecnologie per la creazione di motori turbogetto. È altamente probabile che sul nuovo velivolo vengano impiegati vecchi motori russi commercializzati in Cina previa concessione di licenza. Qui è probabile un’implementazione del modello di sviluppo iterativo ai velivoli. In una prima fase verranno impiegati motori che vengono già prodotti in serie, ma i quali presentano parametri meno interessanti in termini di rapporto tra trazione ed efficienza energetica. In una seconda fase, invece, dopo la creazione in Cina di un motore moderno ed efficiente, il velivolo sarà ammodernato con un aumento del suo raggio d’azione e un miglioramento di altre capacità di volo e di combattimento. Non vi è dubbio che prima o poi la Cina farà un balzo in avanti nella costruzione dei motori: infatti, la storia recente dell’Aeronautica militare cinese ne è la riprova.

Si ricordi che in Cina sono già in servizio decine di caccia J-20 di quinta generazione, nonché il velivolo di trasporto pesante Y-20 e al momento è in fase di test il caccia leggero J-31 di quinta generazione. Negli ultimi 20 anni la Cina a livello di sviluppo degli armamenti e di mezzi militari si è saldamente affermata tra le prime tre nazioni al mondo.
La Cina arriva fino in Europa

Quali armamenti trasporterà il nuovo bombardiere cinese e quali missioni porterà a termine? La Cina presenta in servizio missili da crociera di varia tipologia fra cui un analogo del missile sovietico X-55 a lungo raggio (più di 1500 km). È noto che in Cina si stia lavorando anche alla costruzione di missili ipersonici aria-superficie. Si pensa che i cinesi non scopriranno l’acqua calda in questo frangente e, di conseguenza, il velivolo sarà dotato di due pod per la dislocazione degli armamenti con piattaforme di lancio mobili. Questa configurazione consente di trasportare almeno 12 missili da crociera a lungo raggio simili agli statunitensi Tomahawk e ai sovietici X-55. I media riportano altresì che il velivolo potrebbe essere equipaggiato con 4 missili ipersonici aria-superficie di nuova generazione. Anche questo può essere possibile. Con questi sistemi di armamenti anche senza rifornimento in aria sarebbe possibile sferrare un attacco massiccio e di assoluta precisione contro obiettivi dislocati fino a 6.000-7.000 km dagli aeroporti cinesi. E, aspetto più importante, tutti questi missili possono essere testate nucleari.

Se dessimo uno sguardo alla cartina, scopriremmo che un velivolo simile consentirebbe alla Cina di tenere sotto controllo l’intera area occidentale del Pacifico: dall’Alaska alle Hawaii, Australia compresa. A nord-ovest sarebbero a rischio anche l’intera Russia e persino quasi tutta l’Europa. Inoltre, altrettanto minacciati vi sono anche l’India, parte dell’Oceano Indiano, l’intero Medio Oriente e l’area nord-orientale dell’Africa. E tutto questo senza la necessità di un rifornimento in aria.

Prima l’Esercito cinese non aveva mai fatto potuto contare su capacità simili e, a mio avviso, un velivolo simile potrebbe mutare radicalmente il modo in cui i cinesi dispongono delle proprie forze armate.

Chi può contrastare un velivolo del genere? Solitamente si pensa che la Cina stia conducendo una corsa agli armamenti contro gli USA. Tuttavia, se ripercorressimo la storia, ricorderemmo che gli interessi politici cinesi possono mutare in maniera anche significativa, dunque non vanno dimenticati nemmeno gli altri poli geopolitici. Uno di questi potrebbe essere, ad esempio, l’India che con la Cina intrattiene da sempre rapporti frontalieri piuttosto tesi. L’India dedica grande attenzione allo sviluppo di forze militari aeronautiche e di sistemi di difesa contraerea propri, ma è ben lungi dall’armare la propria Aeronautica con caccia di quinta generazione. La Cina, invece, vanta già velivoli simili in servizio. Non ci resta che seguire l’operato del Partito comunista cinese per capire cosa succederà nel mondo.

Hanno superato la Russia?

A che punto sono i lavori della Cina sul nuovo bombardiere? La creazione dell’H-20 è cominciata già nei primi anni 2000. Si ritiene che già nel 2013 il mockup del velivolo abbia effettuato il suo primo volo. Se corrispondono al vero i progetti per il 2020 diramati dalla stampa, allora la Cina diventerà il secondo Paese al mondo ad aver messo a punto un bombardiere stealth. In maniera dirompente il Paese ha saltato a piè pari un’intera fase nello sviluppo dei velivoli di questa classe, ossia quella dei bombardieri ipersonici multiruolo come, ad esempio, il Tu-160.

© CC BY 4.0 / Ministry of Defence of the Russian Federation / (cropped image)
Considerate le capacità della Cina in termini di produzione di velivoli possiamo ipotizzare che i primi esemplari di H-20 saranno operativi già verso il 2025, ossia quando il russo PAK DA dovrebbe effettuare il suo primo volo secondo i piani. Si osservi, comunque, che il velivolo strategico russo Tu-160, che viene impiegato sin dalla metà degli anni ’80, non ha nulla da invidiare al nuovo cinese e al costosissimo statunitense B-2 limitatamente ad alcune caratteristiche quali il raggio d’azione e il carico utile. In altre parole, il Tu-160 può fare quasi tanto quanto un velivolo ipersonico. C’è da riconoscere però che pecca in termini di impercettibilità (infatti, non è dotato di tecnologie stealth), è piuttosto costoso a livello di produzione e di utilizzo e necessita di un ammodernamento dei radar e di altra strumentazione. Ad ogni modo, la presenza di un velivolo come il Tu-160 non rende meno necessaria un’accelerazione dei lavori sulla piattaforma di volo più moderna sopraccitata in formato tuttala in quanto un velivolo concepito sin da subito con le più nuove tecnologie e materiali innovativi presenterà caratteristiche di combattimento e sistemi di navigazione e puntamento più all’avanguardia.   

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