13:48 08 Luglio 2020
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La proposta condivisa da Macron e dalla Merkel di istituire (finalmente!) dei recovery bond emessi dalla stessa Unione Europea e che non peserebbero direttamente sul nostro debito statale è una cosa ottima.

Dimostra, tra l’altro, come Macron, il promotore, sia oggi l’unico leader politico europeo capace di guardare lontano e di calcolare anche gli interessi del suo Paese in una ottica di lungo periodo.

La loro idea prevede che una gran parte di questi bond (100 miliardi) possano essere elargiti a fondo perduto, salvo controllarne l’utilizzo.

Non è però ancora sicuro che ciò avverrà perché l’Olanda, l’Austria, la Svezia, la Danimarca e (forse) la Polonia si sono già dichiarati contrari a che si facciano regali a Paesi “spreconi” come l’Italia e la Spagna.

Lasciamo pure da parte la Polonia i cui governanti dovrebbero vergognarsi se assumessero una tale posizione dopo aver finanziato tutto il proprio sviluppo grazie a soldi a pioggia arrivati loro da Bruxelles.

Per quanto riguarda gli altri Paesi, diciamocelo con dolore e franchezza: è difficile dare loro torto.

Dal 2014 la Germania e l’Olanda, ad esempio, hanno ridotto il loro debito pubblico in rapporto al PIL rispettivamente del 16 e 17%, scendendo a un totale del 59 e 49%. Al contrario, la Spagna è attualmente al 97% e dal 2014 ha ridotto la sua esposizione di un solo 4%. L’Italia ha perfino peggiorata la sua posizione

Dove sono finiti tutti questi nostri soldi?

Proviamo a capire di chi è stata l’incapacità di aver gestito così male la cosa pubblica e non aver saputo ridurre le spese dello stato.

Si dice che, nonostante tutto, l’Italia abbia una situazione finanziaria sana perché a fronte di un debito pubblico enorme per gli standard europei mantiene comunque un debito privato che non arriva all’87%.

Si aggiunge anche che noi abbiamo la più alta percentuale di case di proprietà di tutti gli altri Paesi europei. Tutto vero e, per fare un esempio comparativo, la “virtuosa” Olanda ha un debito privato che arriva al 239,49, la Svezia al 188,87, il Lussemburgo al 186,43. La Danimarca arriva addirittura a 281,33.

Eppure, cosa significano questi dati? Almeno due cose.

  1. La prima è che la salute del loro bilancio pubblico si è ottenuta caricando i debiti sulle spalle dei singoli cittadini. La circolazione del denaro è stata favorita invogliando ogni tipo di credito al consumo e lasciando che le famiglie si indebitassero senza misura. Che questa sia una scelta macro economicamente corretta e virtuosa oppure no è tutto da valutare e lo lasciamo fare ad economisti più esperti.
  2. La seconda è che (fatto salve le porcherie fiscali che alcuni Stati attuano) i veri ricchi siamo noi italiani. Perché si sostiene che, come Paese, non siamo finanziariamente a rischio? Perché il debito pubblico è ampiamente coperto dal risparmio privato. Occorre però che si accetti il concetto che tale debito possa essere risanato attingendo alle casse dei privati.

In altri termini: siamo pronti ad una importante tassazione “patrimoniale” che taciterebbe ogni possibile speculazione e ci renderebbe autosufficienti senza dover ricorrere ad aiuti altrui? E’ quello che i Paesi “virtuosi” (veri o presunti tali) si aspettano. Purtroppo, nella situazione di crisi economica che si farà sentire sempre più a partire da questa prossima estate, una tassa patrimoniale potrebbe dare un colpo mortale a tutta l’economia, ottenendo l’effetto contrario a quello desiderato.

Restiamo quindi alla proposta del duo Macron/Merkel.

Che fine farebbero questi ipotetici 100 miliardi?

Se davvero dovessero arrivare almeno i 100 miliardi ipotizzati a fondo perduto, la domanda che in Europa si pongono e che anche noi sinceramente ci poniamo è: sapremo gestirli bene e non sprecarli, come hanno fatto gli ultimi governi fino ad ora, in spese di tipo assistenziale anziché in un vero sostegno al mondo produttivo?

Si faranno investimenti in conto capitale, tagli della spesa corrente improduttiva, vere sburocratizzazioni? Gli olandesi e compagni ne dubitano e non si può dare loro torto del tutto. Fin qui, si è andati in direzione diversa: solo assistenzialismo improduttivo. In tempi normali sarebbe grave, adesso sarebbe letale

Se l’idea di doni a fondo perduto non dovesse passare e si trattasse soltanto di prestiti elargiti sotto condizionalità, cosa che, checché se ne dica, accadrà con qualunque forma di prestito (MES; SURE, altro) il nostro debito pubblico esploderebbe.

Sappiamo tutti che porci condizioni affinché ci sia la certezza di poter restituire quanto ricevuto è qualcosa che sempre avviene da parte di un creditore e non ci sarebbe in sé niente di male.

Purtroppo abbiamo visto quello che la Troika ha fatto in Grecia, dove la condizionalità ha significato lo spolpamento delle poche ricchezze di quel Paese a favore di Paesi troppo voraci e tutt’altro che solidali.

Senza contare come ne ha saputo approfittare la Cina.

Quali le alternative?

Se a capo di un governo a Roma ci fosse stato un personaggio autorevole e competente e se governo e parlamento fossero stati composti da persone che lo fossero altrettanto, allora si sarebbe potuto veramente sperare in un richiamo patriottico alla Churchill.

Filippo Attili
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, illustra in conferenza stampa le misure per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 a partire dal 18 maggio.
In nome della salvezza nazionale, un carismatico Presidente del Consiglio avrebbe potuto risvegliare il patriottismo chiedendo che quel sentimento si tramutasse in un acquisto da parte di tutti gli italiani (quelli in grado di farlo)

di buoni del tesoro decennali, non vendibili prima della scadenza e detassati.

Si sarebbe potuto decidere di limitarne la vendita ad investitori di nazionalità italiana per evitare ogni speculazione internazionale e sottolineare la compattezza del Paese. Dello spread non ci sarebbe importato nulla e avremmo tacitato tutte le società di rating. Oggi quel Presidente del Consiglio e quel governo non ci sono e nemmeno il Presidente della Repubblica è in grado di sostituirli.

Mattarella è certamente una persona per bene, ma non saprebbe scaldare il cuore o motivare nemmeno il più ben disposto.

L’attuale governo ha emesso dei BTP quinquennali, tuttora in vendita, che hanno raccolto finora circa 22 miliardi di Euro. Poca cosa in confronto ai 55 dichiarati necessari (e perfino insufficienti).

Gli acquirenti sembra siano per circa la metà stranieri attirati da un tasso favorevole.

Ma gli italiani che dovrebbero comprarli tutti, in chi dovrebbero riporre la propria fiducia?

In questi ministri incompetenti, terzomondisti e giustizialisti che di tutto sanno al di fuori di cosa voglia dire il patriottismo?

Poche nazioni al mondo, infatti, danno il reddito di cittadinanza ai membri della criminalità organizzata (‘ndrangheta e altre organizzazioni siffatte) e meno ancora scarcerano i boss mafiosi, camorristici e via dicendo prima del tempo per evitare loro d’essere infettati in carcere.

Nessuno al mondo (dopo aver anche inventato bisogni di mano d’opera che non esistono – vedi i percettori del “reddito di cittadinanza”) invoglia l’arrivo di nuovi clandestini indesiderati dall’estero regolarizzando chi già è fuorilegge. E come si può dare fiducia a una opposizione senza proposte costruttive che urla, critica e spande demagogia solo in vista di possibili, e magari incerti, futuri successi elettorali?

Signori, siamo messi veramente male ma non per motivi finanziari e, paradossalmente, nemmeno per la crisi economica che ci aspetta. Il nostro vero malessere deriva dal fatto che l’offerta politica e la conseguente scelta che gli elettori hanno fatto è stata, e sembra continuerà ad essere, soltanto una scelta al ribasso. 

Se gli italiani come popolo non sapranno riscoprire il valore dell’unità, l’orgoglio, vero e non quello televisivo o calcistico, se non sapranno disfarsi di pseudo politicanti senza arte né parte e non nasceranno nuovi gestori della cosa pubblica competenti e lungimiranti, il futuro non potrà che essere ancora peggiore del presente. Europa o non-Europa.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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