13:14 31 Maggio 2020
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La concessione di Merkel e Macron fa capire chi comanda in Europa. La sottomissione del governo Conte, tenuto alla larga da qualsiasi trattativa, è un’altra umiliazioneper il nostro paese terzo contribuente europeo dopo Germania e Francia.

Alla fine dobbiamo esser grati a Emmanuel Macron e Angela Merkel. Non sappiamo ancora se il loro piano da 500 miliardi destinati all’Italia e alle altre aree europee più colpite dal Covid diventerà mai realtà. E i “nein” già arrivati da Vienna ad Helsinki contribuiscono ad alimentare i dubbi. Ma almeno sappiamo che l’Europa non esiste. Che le sue istituzioni, dalla Commissione al Parlamento fino al Consiglio Europeo sono sogno e non realtà. O meglio sono un teatrino messo in piedi per realizzare la volontà di Parigi e Berlino. Questo, e null’altro, ci fanno capire Macron e Merkel annunciando d’aver trovato un’intesa per far approvare ai sudditi europei quel progetto. E tra le righe, non perdono l’occasione d’inviare un messaggio quanto mai esplicito al premier Giuseppe Conte e ad un governo italiano che da settimane chiede la concessioni di aiuti devoluti non a prestito, ma a fondo perduto.

“Te li diamo - sembrano dire Angela e Emmanuel - ma decidiamo noi, e soltanto noi, il come e il quando”.

Insomma quei soldi, se mai arriveranno non saranno il frutto di un negoziato o d’una discussione paritaria con l’Italia, ma una carità ostentata ed estremamente pelosa. Il gesto clemente di due sovrani nei confronti di un suddito petulante e squattrinato. Un suddito messo a tacere illudendolo di avergli allungatoun generoso regalo. L’illusione di una presunta concessione è contenuta in quel “non devono pesare sui debiti” sottolineato da Angela Merkel.

Ma quei 500 miliardi, se mai arriveranno, non saranno un dono. E soprattutto non usciranno soltanto dalle tasche dei francesi, dei tedeschi o di altri cittadini europei pronti a privarsene per regalarli all’Italia. No, quei 500 miliardi da suddividerci con la Spagna e altre regioni martoriate dal Corona virus saranno il frutto di un’operazione finanziaria in cui i soldi italiani giocheranno un ruolo determinante.

Grazie ai 14 miliardi versati nelle casse europee l’Italia è infatti il terzo contribuente del bilancio europeo dopo la Germania (23,7 miliardi) e la Francia (17,9 miliardi). Olanda, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia, i “fantastici cinque” sempre pronti a rinfacciarci debiti e inadeguatezze sono tutti dietro a noi. E questo non è proprio irrilevante. Le obbligazioni da emettere per ottenere i 500 verranno garantite con i soldi del bilancio europeo. E alla fine verranno ripagate sempre grazie ai denari del bilancio europeo.

Al di là degli illusionismi finanziari dell’Unione l’apporto dell’Italia - terzo contribuente europeo - sarà dunque fondamentale per far sì che i 500 miliardi si materializzino. E sarà altrettanto fondamentale per garantirne la restituzione a chi ha acquistato le obbligazioni. Quindi quel “dono” sarà soltanto apparente visto che per ottenerlo saranno essenziali i soldi versati da noi italiani nel salva danaio europeo. Questa elementare realtà ci permette però anche di valutare la sproporzione tra il peso economico e il peso politico giocato dall’Italia.

Nonostante l’entità del contributo versato veniamo trattati da Francia e Germania alla stregua di una Slovenia o di un Lussemburgo. Senza che dagli uffici del premier Giuseppe Conte esca il benché minimo moto d’indignazione o d’insofferenza. Insomma il nostro premier e i suoi ministri non solo si sono abituati ad esser presi a schiaffi da Macron e dalla Merkel, ma un po’ incomincia pure a piacergli.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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