13:28 31 Maggio 2020
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Emergenza Coronavirus - Aiuti russi in Italia (82)
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Si è conclusa il 7 maggio la missione sanitaria militare russa in Italia che era iniziata il 23 marzo scorso suscitando grande sorpresa e clamore.

A destare sensazione era stata soprattutto la circostanza che a giungere nel Bel Paese, uno Stato membro dell’Alleanza Atlantica fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1949, fosse un contingente delle forze di difesa biologica, batteriologica e chimica dell’Armata Russa. 

Atterrati a Pratica di Mare, uomini, mezzi ed equipaggiamenti arrivati da Mosca erano stati immediatamente avviati verso una delle province italiane più gravemente colpite dal Covid-19, quella di Bergamo, nella quale in marzo la mortalità si era sestuplicata rispetto al mese corrispondente dello scorso anno. 

L’autocolonna era stata notata ed anche filmata da molti automobilisti italiani, evidentemente consapevoli delle realtà della politica internazionale quanto basta per comprendere l’eccezionalità della situazione. 

Le reazioni dell’opinione pubblica italiana sono state complessivamente buone. Inizialmente ha forse prevalso la curiosità, ma sul teatro d’operazioni i militari russi hanno saputo distinguersi, effettuando interventi da tempo attesi soprattutto sotto il profilo della bonifica delle residenze assistenziali per gli anziani. 

Non sono mancate purtroppo neppure le insinuazioni, circostanza che ha comprensibilmente amareggiato chi è arrivato nel Bel Paese per portarvi aiuti. In taluni casi, le accuse sono state obiettivamente gratuite e mal argomentate. 

Sono stati spacciati per scoop giornalistici reportage sulla composizione del distaccamento militare russo giunto in Italia che in realtà ricalcavano quanto era stato pubblicato in italiano sul web dalla testata on line Russia Beyond il giorno stesso dell’arrivo del contingente. 

Si è provato persino a generare il timore che la missione russa servisse in realtà alla conduzione di un’attività di spionaggio ai danni delle installazioni militari italiane ed atlantiche situate in Lombardia, come vi fosse poi qualcosa di speciale da osservare, a parte il genoma del ceppo del Covid-19 attivo nel Bel Paese. 

Si è sostenuto che i materiali provenienti dalla Russia in buona parte non servissero, quando invece c’era bisogno di tutto e i bergamaschi lo ribadivano a grandi lettere sui social media.  

Si è infine ipotizzato anche che la scelta del governo italiano d’invitare i soldati russi potesse preludere addirittura ad un cambio di alleanze o quanto meno presupporre una contropartita politica, ad esempio sul versante dell’applicazione delle sanzioni imposte contro la Russia nel 2014 e da allora periodicamente rinnovate dall’Unione Europea. 

Nulla di tutto questo è invece accaduto. L’arrivo del contingente russo, infatti, è stato gestito dai Ministeri della Difesa delle due parti e quello italiano è di gran lunga l’amministrazione più filoatlantica esistente a Roma. 

A quanto si è saputo dalle stesse fonti governative italiane, del passo gli Stati Uniti erano stati inoltre preventivamente informati senza che pervenisse alcun rilievo ostativo da parte loro.  

Anzi, all’inizio della missione sanitaria militare russa in Italia, in più di un’occasione, tanto l’ambasciatore americano Lewis Eisenberg quanto lo stesso presidente Trump avevano confermato la loro piena fiducia a Giuseppe Conte. 

Del resto, aiuti sarebbero stati inviati da Mosca anche al JFK di New York, sulla base di un’intesa diretta tra il Cremlino e la Casa Bianca, a quanto pare dietro il pagamento di un corrispettivo economico. 

Evidentemente, c’è sempre qualcuno che è più realista del re, forse anche perché negli stessi Stati Uniti non c’è una vera unanimità sulle linee da seguire sul terreno della politica estera. 

Ci sono invece cordate contrapposte, alcune delle quali profondamente condizionate tuttora da un primordiale riflesso antirusso cui se ne affiancano altre, però, che mostrano orientamenti più sfumati, differenziando le posizioni assunte nei confronti della Russia, in genere più morbide, da quelle relative alla Cina, ormai accusata di ogni male possibile. 

Dove si trovi l’amministrazione Trump lo ha chiarito in una sua intervista lo stesso Segretario alla Difesa americano, Mark Esper, malgrado il palese tentativo dell’interlocutore italiano di forzarne in qualche passaggio le risposte e il titolo forse un po’ fuorviante (“Cina e Russia usano il virus per avere più potere in Italia”, La Stampa, 4 maggio 2020, di Paolo Mastrolilli). 

Esper, infatti, pur dimostrando di non gradire molto la circostanza che l’Italia avesse avuto bisogno di rivolgersi anche alla Russia per ottenere degli aiuti sanitari nella lotta al Covid-19, era stato molto chiaro nel manifestare la speranza americana che l’assistenza russa fosse stata utile, ostentando anche la fiducia di Washington nell’efficacia della vigilanza degli “apparati per la sicurezza nazionale italiana” sull’attività del contingente inviato da Mosca, effettivamente coordinato in teatro dalla Protezione Civile del Bel Paese e coadiuvato dal VII reggimento Crbn di Cremona. 

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© Foto : Ministero Difesa russo//Vadim Savitskiy

Di contro, lo stesso Esper aveva espresso tutta la propria preoccupazione per l’eventualità che l’Italia assegnasse la commessa per la costruzione dell’infrastruttura del 5G a società cinesi, evidenziando come implicasse il rischio futuro di esporre ad interruzioni, manipolazione e spionaggio i sistemi di comunicazione di cui si servono anche gli alleati atlantici del Bel Paese. Cose diverse, entrambe sgradevoli senza dubbio, ma di gravità assai differente. 

I militari russi che tornavano in patria sono stati pubblicamente ringraziati dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana, presente anche l’ambasciatore Sergey Razov, che rappresenta in governo federale a Roma. Nella circostanza, è stato ricordato anche come tra i soldati russi e la popolazione civile si siano stabiliti eccellenti rapporti. 

Il comprensibile disappunto per qualche polemica di troppo non dovrebbe cancellare quanto è comunque accaduto: un contingente dell’Armata Russa altamente specializzato ha svolto con successo una missione umanitaria e sanitaria all’interno di un paese dell’Alleanza Atlantica, sanificando strade, pericolose residenze socio-assistenziali, case di riposo e lo stesso ospedale di Bergamo, per un totale di 114 edifici decontaminati in decine di località lombarde, dove i morti stanno finalmente iniziando a calare sensibilmente anche grazie a quanto è stato fatto. 

I rapporti bilaterali italo-russi non potranno che migliorare, anche se forse ancora non quanto sarebbe opportuno ed auspicabile, non solo per il Bel Paese ma in vista della costruzione di un clima internazionale più sereno. In qualche modo, un’importante frontiera simbolica è stata abbattuta, anche se a qualcuno non ha fatto piacere. Ed è questo il vero dato nuovo da valorizzare. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Emergenza Coronavirus - Aiuti russi in Italia (82)
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