10:06 29 Maggio 2020
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Il grande filosofo della politica Leo Strauss scriveva che un governo può, e forse deve, mentire ai propri cittadini ogni volta che lo reputi necessario. Dubito che Conte e i suoi ministri lo abbiano mai letto e forse nemmeno lo conoscono. Tuttavia, probabilmente per istinto, applicano questo suo dettato in modo mirabile.

Il Presidente del Consiglio ci ha deliziato numerose serate apparendo contemporaneamente in numerose reti televisive per annunciare l’elargizione di fondi a persone che, a distanza di mesi, non ne hanno ancora nemmeno sentito l’odore.

Lo stesso ha fatto con le aziende, parlando di un’enorme quantità di danaro che sarebbe loro arrivata per garantire il prosieguo della loro salute finanziaria messa a rischio dall’obbligo della chiusura. Niente si è ancora visto.

Ha mentito sapendo di mentire o si è trattato solo di una non conoscenza della viscosità della macchina burocratica e delle casse del Tesoro?

Personalmente, nonostante sia nota la sua specifica impreparazione, propendo per la prima ipotesi poiché mi sembra impossibile che nessuno, nella marea di consulenti di cui si circonda, lo abbia pre-avvertito. D’altra parte, se il bugiardo non fosse lui, lo è allora il Ministro Gualtieri.

Chi, però, ci sembra battere ogni record di menzogne fino ad arrivare ai limiti dell’ipocrisia è la Ministro Bellanova.

La dolce signora minaccia addirittura dimissioni (che mai arriveranno) se non verrà accolta la sua idea di regolarizzare tra i 400.000 e i 700.000 clandestini attualmente presenti in Italia. Il suo ragionamento è che le nostre aziende agricole hanno indispensabile bisogno di lavoratori stranieri per poter garantire i raccolti e che, se non li si regolarizza, le tavole degli italiani saranno a rischio.

  • La signora Ministro ci vuole forse comunicare di essere al corrente che tutto questo ingente numero di stranieri abusivamente presente in Italia stia già lavorando ed ha lavorato anche nel passato senza mai apparire né all’INPS né ad altri enti preposti?
  • Se le cose stanno come lei sostiene, e se la cosa è risaputa, come mai INPS e Guardia di Finanza non sono mai intervenute presso quelle aziende che, magari da lungo tempo, evadono i contributi, il fisco e, più in genere, le nostre leggi?
  • Forse, qualcuno deve aver pensato che l’assumere lavoratori in nero fosse l’unica condizione possibile alle nostre imprese agricole per far fronte alla concorrenza di prodotti in arrivo da altri Paesi. Allora, se questo fosse il motivo, intende la signora Ministro decretarne la chiusura, se pur indirettamente, mettendo i loro prodotti fuori mercato a causa di un aggravio dei loro costi?
  • Oppure si tratta solamente di imprenditori spregiudicati che volevano accrescere i loro redditi personali attraverso lo sfruttamento di manodopera assunta in “nero”?

Lascio volentieri ad altri rispondere a questi interrogativi ma, a questo punto, mi sorgono altre domande.

Il sottoscritto, come tutti i contribuenti italiani dotati di un reddito da piccolo a grande, paga attraverso le proprie tasse una certa cifra ogni mese a un milione di altri concittadini: i fruitori del “reddito di cittadinanza”. Oggi l’attuale Governo promette che verranno addirittura allargati i criteri per poterlo concedere.

In cuor mio sono sinceramente contento di poter contribuire a dare un minimo di dignità di vita agli sfortunati che per i più svariati motivi non possono garantirsela da soli.

Ho qualche dubbio sul fatto che tutti, ma proprio tutti, gli attuali percettori siano veramente in una situazione di bisogno ma sono disposto a chiudere un occhio confidando che chi di competenza sappia sorvegliare e, eventualmente, intervenire in caso di scorrettezze.

D’altra parte, il concetto alla base del reddito di cittadinanza mi sembra sia quello di retribuire chi è disoccupato e, contemporaneamente, di cercare di procurargli un lavoro.

Proprio a questo proposito è stata creata la figura degli “accompagnatori” (o, più pomposamente “Tutor”) che avrebbero il compito di cercare un lavoro per quei percettori di reddito pubblico e di proporglielo. Per intanto, sappiamo che qualche migliaio di “accompagnatori” è stato assunto e ben retribuito e quindi una piccola parte del problema è stata risolta.

Quanto al resto, cioè il trovare lavoro per il restante milione di persone era certamente un compito arduo già prima della pandemia. Oggi, con l’imperversare delle misure restrittive conto il Coronavirus la situazione potrebbe essere ancora peggiore.

Per fortuna, si fa per dire, sembra ci siano quei tra 400.000 e 700.000 posti di lavoro vacanti in agricoltura che la Ministro Bellanova aveva pensato dover necessariamente coprire con manodopera straniera.

Perché mai se ne abbiamo ben di più che manteniamo gratuitamente in attesa che trovino lavoro? Cosa di meglio che, finalmente, offrire loro la possibilità di emanciparsi dal sussidio pubblico svolgendo un lavoro, benchè temporaneo, comunque dignitoso?

Qualcuno sostiene che i lavoratori italiani non siano in grado, per mancanza di esperienza e know how, di diventare raccoglitori di frutta e verdura. Siamo certamente ai limiti dell’insulto e non posso che ricacciarlo nella bocca di chi l’ha pronunciato. Tuttavia, se io mi sbagliassi del tutto e veramente così fosse, si potrebbero sempre creare altri posti di lavoro inventandosi corsi di formazione professionale ove si insegnerebbe ai nostri attuali disoccupati quale debba essere il movimento delle braccia e delle mani per far sì che un frutto si stacchi dall’albero o che il coltello tagli le insalate al giusto livello.

Possibile che un italiano disoccupato non sappia fare come e meglio di uno straniero che è in Italia da fuorilegge?

Possibile che un Ministro della Repubblica italiana abbia più a cuore dei clandestini dalla provenienza indeterminata rispetto ai cittadini italiani che le pagano i suoi compensi e le sue indennità?

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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