23:52 02 Giugno 2020
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Il presidente francese Macron in un’intervista al Financial Times ha detto che "ora si decide se l'Unione è un progetto politico o solo di mercato".

Ha detto anche che è esclusa ogni scelta diversa dalla creazione di un fondo che “possa emettere debito comune con una garanzia comune” per finanziare gli Stati membri in base alle loro necessità e “non in base alla dimensione dell’economia”. Potrebbe essere un intervento decisivo per sbloccare l’Unione europea in merito alla realizzazione futura degli eurobond

Sperando che ancora una volta non cambi idea in mezzo al guado, non sarà certo la poco affidabile Olanda a bloccare la realizzazione degli eurobond. Quell’Olanda che è diventata una sorta di paradiso fiscale per le grandi corporation europee e internazionali, che operano sull’intero territorio Ue ma che sono fiscalmente domiciliate nel Paese dei tulipani.

Tutto si gioca in Germania, dove, però, le carte non sono per niente chiare e definitive. Il mondo politico tedesco è spaccato nettamente sull’argomento e sul concetto di solidarietà. Forse è una delle contrapposizioni interne più importanti dopo la riunificazione tedesca.

Il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, nel suo primo discorso televisivo alla nazione in tre anni, ha detto: “Noi tedeschi non siamo semplicemente chiamati a mostrare solidarietà all’Europa, siamo tenuti a farlo… Questo è un test di umanità… Mostriamo alle persone il meglio che è dentro di noi. E, per favore, mostriamolo anche a tutta l’Europa”.

La campagna contro il “rigorismo” è stata sostenuta anche da Der Spiegel, il più importante settimanale nazionale, che in un suo editoriale ha affermato: “Il rifiuto tedesco degli eurobond è gretto, vigliacco e non solidale”. E ha aggiunto: “Forse conviene ricordare per un momento chi è stato a cofinanziare la ricostruzione della Germania nel dopoguerra”.

Anche il mondo industriale tedesco è molto attento alla questione. Reinhold Wuerth, uno dei maggiori imprenditori dell’utensileria meccanica e plastica con filiali anche in Italia, ha affermato che il no tedesco agli eurobond, “dimostra l’ottusità con cui il governo federale lavora”. Secondo lui, dovrebbero essere emessi gli eurobond, per un valore di almeno “cinquemila miliardi di euro”. In forme più sfumate un simile messaggio è venuto anche dalla Federazione industriale tedesca (BDI) e dalle imprese automobilistiche che hanno Nell’Italia il partner produttivo più importante.

Matteo Salvini
© AP Photo / Alessandra Tarantino

Così ha fatto anche l’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schoeder. Un'altra iniziativa molto significativa è venuta dal socialdemocratico Martin Schulz, già presidente del parlamento europeo, che ha guidato una delegazione di parlamentari tedeschi a manifestare la loro solidarietà davanti all’Ambasciata italiana di Berlino.

Sul fronte opposto il quotidiano Die Welt, quello che invitava Merkel a resistere sugli eurobond perché “la mafia attende solo una nuova pioggia di denaro da parte di Bruxelles”, si è fatto portavoce dei “duri” e degli intransigenti. Ha scritto che “la solidarietà è un’importante categoria europea, ma anche la sovranità nazionale e la responsabilità dei politici nei confronti dei loro elettori sono fondamentali”. E avverte che le obbligazioni europee sarebbero «una gigantesca perdita di miliardi di euro per i contribuenti tedeschi». Anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung sostiene che gli eurobond sarebbero un “falso strumento”. 

“Voi sapete che io non credo che si dovrebbe avere una garanzia comune dei debiti e perciò respingiamo gli eurobond”, ha affermato Angela Merkel, sostenendo che ci sono, però, altri strumenti per dimostrare la solidarietà tra i Paesi europei, ma “nel quadro dei Trattati europei attualmente in vigore”.

Si moltiplicano, però, gli appelli alla cancelliera di cambiare rotta. 200 scienziati e studiosi europei e internazionali le hanno scritto una lettera aperta in cui, tra l’altro, dicono che “gli European Bonds, collegati a questa emergenza, ma con un significato storico più ampio, sono la necessaria garanzia a completamento degli sforzi compiuti dalla Banca Centrale Europea e dai singoli Stati. Come suggerito da economisti tedeschi ed europei, questa proposta consentirebbe di affrontare un’emergenza che potrebbe altrimenti trasformarsi in una crisi dell’eurozona per finire in una tragedia sociale ed economica”.

Un altro appello per gli eurobond sottoscritto da sette importanti economisti tedeschi è stato pubblicato dal quotidiano FAZ di Francoforte.

Una dichiarazione congiunta italo-tedesca “Solidarietà europea adesso!”, indirizzata ai governi e alle istituzioni europei, è stata iniziata in Germania da un gruppo di parlamentari del partito dei Verdi e firmato da quasi 25.000 politici ed esperti europei. Tra gli italiani ci sono molte importanti e note personalità. Il documento afferma che “dobbiamo dimostrare ora di essere una comunità di valori in cui ci si aiuta vicendevolmente e con un destino comune nel quadro di in un mondo globale turbolento. È il momento dell’unità europea e non della divisione nazionale. Auspichiamo quindi l’emissione di European Health Bonds (Titoli Obbligazionari Europei a supporto della Sanità) che abbiano un obiettivo comune, chiaro, definito e soggiacente a linee guida stipulate congiuntamente. Ciò permetterebbe di sostenerne l’intero onere congiuntamente e democraticamente”. Si tratta di un passo importante, anche se parziale, verso la piena realizzazione degli eurobond.

Forse ha ragione il quotidiano economico tedesco Handelsblatt quando riconosce che “coloro che condividono una valuta necessitano anche di una politica economica comune, di un bilancio comune e di obbligazioni comuni nel lungo periodo, almeno per una piccola parte del debito pubblico complessivo. Ma i governi non si arrischiano a dirlo ai propri cittadini”. E termina con un monito: “Alla fine l’eurozona potrebbe lacerarsi e sarebbe una catastrofe anche per tutti quegli Stati che in questa crisi si sentono ancora grandi e forti”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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