06:50 25 Settembre 2020
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In Libia i clan dei trafficanti di uomini schierati con Tripoli strappano al generale Haftar la citta costiera di Sabratha e si preparano a riprendere l’attività.E la sanatoria per i migranti irregolari proposta dai ministri Bellanova e Lamorgese rischia di agevolarli moltiplicando il numero dei disperati pronti a tutto pur di raggiungere l’Italia.

La prima a lanciare in Senato l’idea di regolarizzare 600mila migranti irregolari presenti in Italia è stata il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Da lì a coalizzare l’intera sinistra italiana sempre pronta a marciare compatta quando di mezzo ci sono i cosiddetti diritti dei migranti c’è voluto poco.

E al coro s’è riunito anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese seppur specificando che “non si tratterebbe di una sanatoria per 600 mila persone come qualcuno ha detto, ma di un provvedimento per regolarizzare non tutti i presenti,ma solo chi serve, quelli cioè che lavorano in determinati settori, a cominciare dall’agricoltura".

Comunque sia la proposta rischia di trasformarsiin un incentivo alle attività dei trafficanti di uomini. Un incentivo messo sul tavoloproprio nel momento in cui vi sono tutte le condizioni per attendersi una ripresa delle loro attività. E non solo perché labella stagione è alle porte e la guerra limita le attività della guardia costiera di Tripoli. Anzi proprio le “debacle” subite dalgenerale Haftar nelle ultime settimane potrebbero rilanciare le partenze. Sabratha - la città costiera a ovest di Tripoli da dove prendevano il mare, fino al 2017, migliaia di clandestini - è stata strappata al generale Khalifa Haftar è tornata sotto il controllo dei clan di trafficanti di uomini legati a Tripoli. Dunque complici la primavera, il mare calmo e il miraggio di una sanatoria capace di attirare nuove masse di disperati decise a raggiungere l’Europai contrabbandieri di uomini possono tornare a fare affari d’oro. Ma partiamo da Sabratha.

La città,60 chilometri ad ovest di Tripoli famosa per i suoi resti romaniè,fino a tre anni fa, uno dei buchi neri dei territori controllati dal governo di Fayez Al Serraj. Alla sua periferia operano indisturbati i militanti dell’Isis e varie fazioni alqaediste. Il suo porto e le sue spiagge sono invecemonopolio dei clan che gestiscono le partenze per l’Italia.

Non a caso quando nell’estate del 2017 l’allora ministro degli esteri Marco Minnitiordina ai servizi segreti di contenere a tutti i costi gli sbarchi i nostri 007 vanno a Sabratha e stipulano un’intesa con Ahmed Dabbashi, il “deus ex machina” dei barconi meglio conosciuto come “Al Ammu” ovvero “lo Zio”. In base a quel patto il governo Serraj s’impegna a trasferire allo “Zio” e ai suoi accoliti una parte dei fondi devoluti dall’Italia per garantire la formazione e l’addestramento dellaGuardia Costiera. L’accordo con “Zio” Dabbashiè di breve durata.

Nell’ottobre 2017 Sabrathaviene conquistata dalle milizie legate al generale Haftar e Dabbashi e i suoi sono costretti a riparare a Tripoli. Oggi, però,sonodi nuovo sulla cresta dell’onda. Nelle ultime settimane lui e i suoi miliziani guidano l’offensiva di Tripoli culminata a Pasqua con la cacciata dei fedelissimi di Haftar e la riconquista di Sabratha. E i video pubblicati sui social in cui lo si vede rivolgersi alla popolazione di Sabratha come il nuovo leader della città e delle sue coste non fanno ben sperare. Anche perché l’Italia non può certo sperare di riattivare il vecchio patto.

In questi anni l’intesa con i trafficanti di uominiè diventata di dominio pubblico ed è stata sconfessata sia da quel Pd che l’attuò attraverso il ministero di Marco Minniti sia dal Movimento 5 Stelle oggi al governo con il partito di Zingaretti. In compenso la sanatoria richiesta dal ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova sembra il miraggio perfetto per attirareuna nuova ondata di disperati. Il precedente più famoso è quello del 2014. Quell’anno l’avvio della missione di soccorso “Mare Nostrum” organizzata dalla Marina Militare italiana moltiplicò il numero degli arrivi in Italia portandoli dai 40mila del 2013 ad oltre 170mila . Numeri che vennero ridimensionati solo grazie alle misure introdotte nel 2017 da Marco Minniti e incentivate poi con i “decreti sicurezza”di Matteo Salvini. Ma ora grazie alla coppia Bellanova-Morgesetutto è pronto per un ritorno al passato.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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