16:54 20 Ottobre 2020
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Ne sono, e ne abbiamo anche, dette tante. Ma tante. E non riusciamo a fermarci.

Se vogliamo essere onesti fino in fondo bisogna anche dire che chi vi scrive ci ha impiegato quattro articoli per arrivare a capire che il problema serio non era tanto il coronavirus in sé, ma il fatto che prendendocelo tutti insieme avrebbe fatto saltare uno dopo l’altro tutti quanti i sistemi sanitari del pianeta e alla fine la gente avrebbe rischiato di morire persino per un’unghia incarnita dato che tutti i medici sarebbero stati impegnati a far ben altro e nessuno avrebbe potuto curarla. Se fossi stato in grado di fare l’analisi giusta al primo colpo forse sarei stato utile a qualcosa, invece ho fatto solo un bel po’ di visualizzazioni per aver dato sfogo a critiche che avrebbe potuto fare chiunque. Mi consolano però due cose – la prima è che se fossi andato in giro a dire quello che deduco oggi con il senno di poi, cioè che bisognava subito essere più rigidi ai controlli in entrata, provare a mettere prima di tutto in sicurezza preventiva i nostri anziani e le fasce a rischio, chiudere le attività non necessarie, evitare le concentrazioni sociali, ma al tempo stesso far piuttosto lavorare i giovani anche per i vecchi per cercare comunque di non mandare all’aria il Paese, mi avrebbero dato del deficiente. Ricordate? La fase iniziale era quella in cui si andava a Milano a sostenere la movida e si invitava a frequentare i ristoranti cinesi. Oggi i ristoranti italiani sono chiusi in tutto il mondo – e guarda caso è l’ultimo dei problemi.

L’altra cosa che mi consola è che c’è chi è riuscito a fare di peggio. Ma tanto peggio. In ordine più o meno cronologico e senza pretesa di realizzare una biblioteca completa, perché sarebbe impossibile, provvediamo a segnalare il bestiario:

Zingaretti & Company

Approfittiamo per fargli gli auguri di pronta guarigione ma bisogna pur togliere a Cesare quello che non è di Cesare – questo buonuomo sul coronavirus, oltre a pigliarselo pure, è riuscito a non indovinarle una ma una. Aveva iniziato facendo pubblicare una specie di poster pre-elettorale agli inizi di febbraio sul sito del PD, quando la crisi vera non era ancora iniziata, titolo: “Lo Spallanzani di Roma isola il virus del Coronavirus – Grazie alla ricerca e alla sanità del Lazio” e poi a caratteri cubitali “PRIMI IN EUROPA”. Ecco, dopo poco ‘Primi in Europa’ a proposito di coronavirus ci diventavamo sul serio ma per ben altro e quella pubblicazione veniva cancellata per ovvi motivi. Per fortuna esiste una cosa chiamata ‘screenshot’:

Non parliamo poi della brillante idea di andare a dire NO al rinunciare alla movida che probabilmente gli è costato pure il contagio. Oggi quelli col sorriso arcobaleno che dicevano che non bisognava fermare la ‘fiesta’ sono quelli stessi che vorrebbero mettere in galera ciclisti e podisti che vanno in solitaria ad allenare i polmoni prima dello scontro finale.

Di Maio

Coronavirus in italiano si pronuncia coronavirus, ma lui lo pronuncia coronavairus all’inglese perché fa più fico e perché lo ha sentito dal compagno di scuola che anche lui fa il Ministro degli Esteri o da qualche parte durante la ricreazione. L’Accademia della Crusca, che lo odia per quello ha fatto al congiuntivo, ha detto che si tratta di uno snobismo. Lunga vita all’Accademia della Crusca.

Salvini e il club dei confusi

Salvini 27 febbraio: “Riaprire! Tutto quello che si può. Riaprire, riaprire, rilanciare… fabbriche, negozi, musei, gallerie, palestre, discoteche, bar ristoranti… quindi aprire, aprire, aprire!”

Salvini 10 marzo: “Chiudere tutto e adesso, salvando solo i settori strategici dal sanitario alle forze dell’ordine all’alimentare…”.

Capita, anche il pur brillante Nicola Porro diceva “Toc, toc! Io voglio sapere dal Sindaco di Napoli per quale cazzo di motivo (cit.) ha chiuso le scuole di Napoli”, adesso che se l’è preso (il COVID) e grazie al Cielo è quasi guarito, si limita ad osservare che c’è un problema di libertà civili ma che bisogna ovviamente cercare di fare tutto il possibile per rallentare i contagi.

Peggio Sgarbi che ha pubblicato un video intitolato “il virus del buco del culo” (non censuro mai le citazioni) nel quale sostiene, battendo il suo stesso precedente record di parolacce al minuto, che non esista alcuna epidemia e che vorrebbe essere libero di andare ai musei nelle zone dei focolai. Solo che il video lo ha pubblicato da rinchiuso dentro casa.

La figura che ci hanno fatto fare certi media italiani dopo gli aiuti della Russia

Conte telefona a Putin e, pur se non letteralmente, gli fa un discorso del tipo: “Vladimir, siamo messi male, ma tanto”, Putin gli fa: “Va bene, ti mando i miei migliori mezzi e specialisti, così proviamo a darvi una mano e intanto ci studiamo meglio il nemico che tra un po’ toccherà anche a noi”.

Risultato, invece di un grazie, La Stampa, Il Foglio, Formiche.net, e altri che per altro godono di finanziamento pubblico, sparano a zero e dicono che è tutta una macchinazione che a noi non serve a niente e che ai russi invece serve per carpire i nostri segreti militari e fare propaganda anti NATO e UE.

Poi l’ambasciatore russo a Roma, Razov, prova a scrivere una lettera aperta a La Stampa, fin troppo garbata, e quelli invece di scusarsi, gliela pubblicano tagliata e con una risposta a firmata Ja.ia. nella quale viene denigrato e conclude con la seguente saccente e autocelebrativa: “non sussiste alcun dubbio che La Stampa continuerà ad attenersi al principio fondamentale del giornalismo sull’imparzialità e obiettività dell’informazione, come non c’è dubbio che in Italia e a La Stampa continueremo a non farci dire da nessuno cosa un giornalista avrebbe dovuto fare o non fare”.

Ja.ia. sta ovviamente per Jacopo Iacoboni, autore tre le altre cose del ‘prezioso’ saggio “I cavalli di Troia del Cremlino: l’influenza russa in Italia”. Opera commissionata dal The Atlantic Council che è un think tank americano con sede a Washington il cui scopo dichiarato e spudorato è "Promuovere la leadeship americana e gli accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell'affrontare le sfide del XXI secolo”. I media russi sono rimasti allibiti. Una figura di M con la maiuscola.

La lunga teoria dei complotti

E qui c’è dentro di tutto e di più. Ognuno ha caricato il file con tutto quello che odiava già in partenza. E’ stata Big Pharma per poi fotterci con i vaccini, no gli americani, russi, cinesi, extraterrestri per colonizzarci. S’è sentito di tutto.

Prima erano gli americani perché si sa che stavano facendo degli studi sui virus tarati specificatamente su certe caratteristiche genetiche. In pratica si diceva che erano riusciti a creare un virus specifico per mandare in crisi i cinesi e vincere la competizione globale a mani basse, poi quando s’è visto che il COVID-19 non bada affatto agli occhi a mandorla si è detto che era tarato su cinesi e italiani del nord per devastare il progetto della ‘Nuova Via della Seta’. Poi si è diffuso ovunque ma sono stati gli americani lo stesso (tra l'altro oggi i più infettati di tutti) perché si sa che ai giochi militari di Wuhan la delegazione USA ha fatto schifo. Evidentemente erano tutti già ammalati – ce li avevano mandati apposta. Adesso invece è uscita questa storia del TG Leonardo di 4 anni fa che dice che sono stati i cinesi e gli è sfuggito dal laboratorio.

Filo atlantici, sinofobici, russofobici incolpano cinesi o russi, i non allineati gli americani, chi nel dubbio Big Pharma e va in giro a dire che bisogna prendere le vitamine. A proposito, se provi a dire che anche l’eccesso di vitamine è dannoso per l’organismo ti dicono che sei pagato dalle lobbit internazionali per farci vaccinare tutti e metterci il microchip nel cervello.

Ma voi pensate veramente che se anche non fosse stata la natura ma l’uomo, sarebbe il caso di prendersela con cinesi, russi o americani? Per quanto vi possano essere antipatici per esempio gli americani (esempio non del tutto a caso vista la tendenza prevalente tra i nostri lettori) pensate veramente che l’americano medio sia contento di quello che sta succedendo o voterebbe mai per qualcuno che proponesse una cosa del genere? Che differenza c’è tra un deep state americano, cinese o paraguajano? E che rilevanza ha di che nazionalità possa essere un eventuale scienziato pazzo alla ‘Esercito delle 12 scimmie’?

Volete una teoria del complotto interessante su cui far lavorare la fantasia durante la noia della quarantena? Suggerisco questa:

Diciamo che Dio esista ma si sia reso conto di aver perso miliardi di anni per arrivare a questa specie umana che dice solo cazzate e adesso abbia deciso di metterci alla prova – se riusciremo a mantenere la calma, rimanere uniti e dimostrargli che non siamo un esperimento andato a male, allora continua con noi, in caso contrario liquida tutto e ricomincia da capo magari su Andromeda. E’ una cretinata, certo, ma almeno una cretinata che serve a responsabilizzarci e comunque non più inverosimile di tante altre sentite finora.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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