10:09 30 Marzo 2020
Opinioni
URL abbreviato
Di
Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
3111
Seguici su

Nelle situazioni critiche non bisogna farsi prendere dal panico e dalla paura.

Tanto tempo fa, quando la parola “coronavirus” ancora non la sapeva nessuno, ho perso mio padre, morì di una polmonite atipica. Era un uomo sano, robusto, sportivo, non era anziano, aveva poco più di sessant’anni, aveva visto tante cose, aveva perfino combattuto nella Grande Guerra Patriottica (la Seconda guerra mondiale). Mi ha insegnato ad essere onesto, a non aver paura o, se hai paura, a superarla, perché è la cosa peggiore che esista, e perché uccide l’Umanità delle persone.

Non ero vicino a lui e quini non mi ricordo bene se quando è morto c’era una macchina per la respirazione artificiale o no. Solo allora scoprii che si può morire, con una percentuale di probabilità abbastanza bassa, per un’infiammazione ai polmoni. Ogni anno, la polmonite colpisce circa 450 milioni di persone, il 7% della popolazione mondiale, e ciò si traduce in circa 4 milioni di morti (l’1%).

Adesso che tutto il mondo sta impazzendo di paura e (quasi) di panico, io mi ricordo di mio padre, mi ricordo degli anni ’90 in Russia. All’epoca milioni di persone morirono non per il virus, ma a causa della rottura del sistema (il passaggio brusco dal socialismo al capitalismo, il cambiamento nei valori e nelle ragioni che muovevano le persone). Dopo la caduta dell’URSS la qualità della vita diminuì molto, molti si sentirono “gettati fuori dalla vita”, e questo influì sulla loro salute. Soffrirono di frustrazione specialmente gli uomini in età da lavoro. Molti di loro morirono di infarto, ischemia e alcolismo.

L’età media degli uomini diminuì di più di 10 anni. In base a diversi calcoli, negli anni ’90 morirono prima del tempo tra 1 e 11 milioni di persone.

Anche adesso ci stiamo togliendo, con la paura, alcuni anni di vita, mentre azioni ingiustificate stanno uccidendo l’economia. Non ci rendiamo conto che la paura fa in modo che le malattie (gli infarti, i tumori, e anche il coronavirus) ci raggiungano più facilmente e con molta più probabilità. Postiamo sui social network le bare e le pagine dei necrologi sui giornali (qualcuno senza firma, qualcuno con la postilla “morti di coronavirus”), mandiamo alla gente messaggi spaventosi (notizie fake o reali, ormai è difficile capirlo), abbiamo paura noi stessi e costringiamo gli altri ad avere paura. Ci hanno chiuso in gabbia, ma noi ci sentiamo eroi e diffondiamo “informazioni importanti ed esclusive ricevute da un amico del vicino di casa”.

Gli eroi sono i medici e le infermiere che lottano contro il virus. Gli eroi sono coloro che provano a fare il proprio lavoro nonostante le difficoltà. Noi non siamo eroi se non stiamo cercando di guardare avanti e di inventarci qualcosa di utile all’umanità e che possa darci sostentamento nel nuovo mondo che si sta preparando, noi non siamo eroi se restiamo chiusi e abbiamo paura, se non proviamo a reagire.
Primavera
© Foto : Evgeny Utkin
Primavera

Vorrei che non uscissimo soltanto sul balcone, che non facessimo soltanto i flashmob, che non ci limitassimo a guardare quanto è bella la primavera, ad ascoltare la musica, a leggere i libri… Vorrei soprattutto che studiassimo, che imparassimo a pensare a cosa potremmo fare nel nuovo scenario di un’economia che cade a pezzi.

Passare al nuovo mondo, quello digitale. Così come molte scuole e università stanno passando velocemente all’apprendimento a distanza, così a molti di noi toccherà cambiare professione.

E soprattutto vorrei che imparassimo a non avere paura, a non farci prendere dal panico. Il virus c’è, d’accordo, ma non è tanto spaventoso come a volte lo descrivono. Se non ci facciamo vincere dal panico, possiamo restare umani.

Per concludere vi lascio una parabola.


Un giorno un Pellegrino e la Peste si incontrarono lungo la strada.

- Dove stai andando? – chiese la Peste al Pellegrino.

- A La Mecca. E tu, Peste, dove stai andando?

- A Baghdad. Voglio portarmi via 5000 persone – rispose la Peste.

I due si separarono, e dopo un anno si incontrarono lungo la stessa strada.

- Mi hai mentito, - disse il Pellegrino alla Peste. – Avevi detto che volevi portarti via 5mila persone, ma te ne sei portate via 50mila!

- No, - rispose la Peste, - io ho detto la verità. Sono andata a Baghdad e mi sono portata via 5mila persone. Gli altri sono morti di paura.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tema:
Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook