19:04 30 Marzo 2020
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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È molto probabile che mi manchi la conoscenza di tanti fattori, ma ho la forte sensazione che sulla questione del coronavirus tutti i conti non tornino.

Cominciamo dalla presunta origine dell’infezione avvenuta in Cina. Se è vero, come è stato da alcuni sostenuto, che il primo caso sia stato notato lo scorso novembre e che il tempo di incubazione sia di soli quindici giorni, come è stato possibile che la consapevolezza di una epidemia si sia avuta solo verso la fine di gennaio? Lasciamo pure da parte l’ipotesi (poiché non vi sono affidabili conferme e potrebbe anche trattarsi di una fake new - per quanto io possa saperne) che la diffusione sia cominciata esattamente quindici giorni dopo una visita a Wuhan di 300 militari americani in occasione de Military World Games.

Come è possibile che si sia notata in Europa e più esattamente in Italia solo all’inizio di febbraio? Inoltre, se da noi tutto è cominciato a Codogno e il presunto paziente 0 non fu il manager inizialmente individuato come proveniente da Shangai, chi può esserne stato il portatore? E, soprattutto, come e perché in quella zona e non altrove? Se veramente gli unici pazienti 0 sono coloro che sono stati in Cina o hanno avuto contatti con cinesi, perché inizialmente non se ne è avuta traccia in Germania, in Francia o negli Stati Uniti dove i rapporti commerciali e la presenza di cittadini cinesi è notoriamente maggiore che da noi? Forse, come sembra dimostrato dalle ricerche dei medici del Sacco, siamo di fronte non allo stesso virus, né a una sua “mutazione”, bensì a un ceppo tutto italiano. Perché, allora, bloccare le frontiere in entrata e non quelle in uscita?

Ma veniamo a quello che ci tocca più da vicino e cioè al comportamento delle varie autorità italiane, siano esse nazionali o regionali. I casi sono due: O il virus è veramente pericoloso, oppure è molto poco differente, nei suoi effetti sull’organismo umano, di un qualunque altro virus influenzale.

È indubbio che, nei periodi di picco delle normali influenze che ci colpiscono ogni anno, se si procedesse con il metodo dei “tamponi” usato in questo frangente, tra malati e portatori sani si raggiungerebbero le stesse cifre, di quelle che oggi circolano a proposito del coronavirus. E quei numeri riguardano, più o meno nelle stesse proporzioni, sia i guariti sia i morti. È infatti risaputo che durante le normali epidemie influenzali i soggetti più vulnerabili a rischio di decesso sono le persone anziane e quelle già vittime, contemporaneamente, di altre malattie. Dove sta la particolare pericolosità di questo nuovo virus oltre il fatto che fino a poco fa non se ne conoscesse l’esistenza (sempre dando per buono che quelle riferite da Lombardini siano supposizioni arbitrarie)?

Nel caso il Covid -19 abbia la stessa pericolosità e causi il rischio di mortalità percentualmente simile ad altre forme influenzali, perché tutto questo can-can in tutto il mondo? Forse, si può immaginare che la causa dell’allarme sia non tanto la sua pericolosità quanto una eccezionale facilità di contagio. Tuttavia, se le conseguenze per chi lo contrae non sono particolarmente pericolose, diventano assurde, in questo caso, tutte le preoccupazioni ventilate e le misure prese da noi e in varie parti del mondo. Basti pensare alle disastrose conseguenze sociali ed economiche che abbiamo sotto gli occhi.

Diamo invece per scontato che si tratti di un virus solo cinese, nemmeno in mutazione, molto più pericoloso di quelli che l’hanno preceduto e aggiungiamo pure che tra le sue caratteristiche c’è anche quello di essere particolarmente contagioso. Le incongruenze che saltano agli occhi allora sono altre e sono tutte responsabilità delle autorità italiane. Vediamone alcune.

Cominciamo con la decisione di bloccare i voli diretti da e verso la Cina. La decisione avrebbe avuto un senso se, contemporaneamente, si fosse deciso di sottoporre a quarantena tutti i passeggeri che fossero arrivati in Italia da quel Paese pur avendo fatto, negli ultimi quindici giorni, uno o più scali in qualunque altra parte del mondo. Così non è stato.

Sembrerebbe che i bambini, per motivi sconosciuti, siano meno propensi ad ammalarsi. Nessuno ha però potuto escludere che essi possano essere “portatori sani”. Ha un qualche senso la disposizione del ministro Speranza di lasciare alla decisione discrezionale delle famiglie il fatto che studenti e scolari appena rientrati dalla Cina in occasione del locale capodanno rimanessero a casa per due settimane o si recassero normalmente a scuola? Sempre supponendo la pericolosità di un possibile contagio, come avrebbero dovuto comportarsi i genitori degli altri bambini che si fossero trovati nella stessa scuola, o addirittura classe, di quelli appena rientrati? 

E quale è il motivo che ha spinto la Regione Lombardia a dichiarare la chiusura dei bar dopo le ore 18? Probabilmente si volevano evitare le ore serali o di happy hour giudicate di particolare assembramento. Ma avete mai visto come si riempiono bar e tavole calde nell’intervallo di mezzogiorno in tutte le città? Non è anche quello un momento di grande assembramento? Forse che durante la luce del giorno il virus sia meno forte? Risulta un po' più comprensibile aver deciso la sospensione di tutte le manifestazioni fieristiche, ma soltanto perché con l’immagine dell’Italia che si è proiettata nel mondo sarebbero ben pochi, se non addirittura zero, i clienti stranieri disposti a venire nel nostro Paese.

Se gli originali portatori del virus fossero davvero e soltanto i cinesi, l’Africa è il continente che ne ospita la maggior parte e continuamente in spostamento. È quindi presumibile immaginare che, se anche ogni paese africano dovesse applicare con la nostra stessa densità il metodo dei “tamponi”, i numeri degli “infetti” siano perfino maggiori di quelli riscontrati qui da noi. Come è possibile che ci sia qualche sconsiderato che, più attento a ingraziarsi le ONG che alla salute degli italiani, abbia pensato che tutti i clandestini imbarcati da queste navi complici dei trafficanti debbano fare la loro quarantena a terra e non sulle navi? Se così fosse stato fatto (e fortunatamente il Presidente siciliano Musumeci vi si è opposto), per essere certi che tutti costoro rispettassero la quarantena avremmo messo delle guardie armate fuori dai campi di accoglienza? E se qualcuno avesse voluto comunque uscirne i soldati di guardia avrebbero avuto l’ordine di sparare? Lo avrebbero fatto?

È meglio stendere un velo pietoso sulle penose dichiarazioni di chi, da una parte e dall’altra e alla rincorsa della demagogia più becera, ha voluto spendere parole a vanvera. Tuttavia, la netta impressione che resta è che, di là dal danno economico che stiamo subendo, la cosa peggiore successa in questi giorni è la consapevolezza che ci siamo trovati di fronte a un diffuso dilettantismo, a una enorme superficialità, alla dimostrazione di una totale incapacità.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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