04:29 31 Marzo 2020
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Ipotesi niente affatto peregrina, almeno stando alle prime dichiarazioni del suo ideatore principale, Matteo Salvini, febbricitante — è il caso di dirlo, dato il momento virologico — di fronte alla possibilità di tornare al governo del paese, con la prospettiva di andare a breve a elezioni anticipate.

Come si configura un tale scenario? “Noi vogliamo che l’Italia riparta. Con Conte non riparte”, ha detto il leader della Lega, mettendo molta carne al fuoco in poche righe. Primo: il coronavirus minaccia di mettere in ginocchio un paese che già vacillava, ultimo nella graduatoria europea. Se dovesse dilagare l’infezione, il governo Conte-2 avrebbe certamente contro l’opinione pubblica. Dunque, sembra pensare Salvini, vengo io a salvare la situazione con la mia popolarità. Bisogna fare un governo di solidarietà nazionale per l’emergenza economica causata dal Covid19.

Si parla solo di questo in tutti i commenti. E non è da sottovalutare il fatto che il Presidente della Repubblica, Mattarella, abbia deciso di ricevere subito Matteo Salvini, su sua richiesta. Qualche cosa da dirsi, evidentemente, ce l’avevano entrambi. Solo che, com’è ovvio, il leader leghista non pensa a un sacrificio. E ha messo sul tavolo le sue condizioni. La prima delle quali è: “via Giuseppe Conte”. Dunque ci vuole un altro premier, cioè Salvini accetta una crisi di governo senza elezioni subito.

Quale premier non si è ancora capito, ma dovrà essere gradito a Salvini e alla destra nel suo insieme. E dovrà essere un “salvatore della patria” del tipo Cincinnato. Di quelli che fanno il lavoro sporco e poi si ritirano un attimo prima di essere gettati nel cestino della carta straccia. Dovrebbe durare poco — sempre nelle intenzioni esplicitate da Salvini: solo otto mesi e poi si andrebbe al voto. Ma con la Lega dentro il governo, assieme a Fratelli d’Italia e a Forza Italia.

Con soddisfazione anche di una parte cospicua dei deputati e senatori 5 Stelle, che, dissanguati come sono dall’alleanza con il PD, troverebbero il modo di smarcarsi in qualche modo e di condividere con tutti le responsabilità che in questo ultimo anno hanno dovuto sobbarcarsi praticamente da soli. Per i 5 Stelle sarebbe una bella occasione per liberarsi del governo attuale senza andare subito a una crisi che significherebbe elezioni anticipate e, cioè , la perdita del posto in parlamento per la gran parte di loro.

Un Governo del virus, distribuirebbe la sua responsabilità su tutto il parlamento e tranquillizzerebbe dunque molti appetiti. Tra i quali, prima di tutto, si è subito collocato Matteo Renzi, anche lui smanioso di liquidare Giuseppe Conte e di mettersi in lizza per la posizione di capo della destra. La replica di Conte non si è fatta attendere. “Il governo c’è ed è unito”, mentre Giorgia Meloni si è affrettata a dichiarare la propria disponibilità a presentare una mozione di sfiducia in tempi brevi.

Il problema è che il Partito Democratico non ha interesse a questa operazione. Perché regalare a Salvini un ruolo salvifico che gli porterebbe prestigio e consensi. E, soprattutto, perché regalargli elezioni anticipate garantite?

Il coronavirus, però, ha cambiato molte carte sul tavolo. La prospettiva di una crisi internazionale, che seguirà — secondo le opinioni di molti — ai colpi inferti all’economia mondiale, potrebbe costringere le classi politiche europee, non solo quella italiana, a rifare molti conti con le rispettive opinioni pubbliche. Le spinte popolari alla protesta, che già incombono, saranno rese più bellicose da una situazione sociale che non permette di prevedere zone di sereno. Come reggere senza reprimere, non essendo maggioranza nel paese reale?

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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