16:38 05 Dicembre 2020
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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In realtà sono tante le cose che non quadrano.

Ci sono aspetti molto strani in questa sequenza della diffusione del coronavirus in Italia, sopratutto se confrontiamo la nostra situazione con quella degli altri Paesi europei. Nelle altre nazioni riempiono gli stadi, partecipano ai carnevali, la vita va avanti come sempre. Da noi zone rosse, fiere ed eventi internazionali cancellati, partite annullate, altre forse a porte chiuse, ordinanze per chiudere scuole, Regioni che litigano con il Governo, Governo che litiga con Regioni, ospedali e Protezione Civile, parlamentari europei italiani messi in quarantena da Bruxelles, l’Organizzazione Mondiale della Sanità che prima dice che siamo indisciplinati (quando senza panico gli abbiamo comunicato il numero dei casi), ora dice che siamo bravi (ora che siamo nel panico), la RAI che manda in onda la Botteri da Pechino vestita da ‘Morte Nera’ con tanto di cappuccio e mascherina a pendant, giusto per rassicurare i bambini, ma, sopratutto, almeno 200 milioni di euro già persi nel solo settore del turismo e un’intera economia, per altro non brillante negli ultimi anni, ora di fronte ad uno strapiombo.

Un quadro apocalittico. Tutto questo tuttavia potrebbe essere anche giustificato, se veramente ci trovassimo effettivamente sull’orlo dell’abisso. Un virus misterioso e altamente mortale capace di falciliare la popolazione ed al quale nessuno possa sottrarsi. Il panico, il caos, sì, tutto sarebbe giustificato. Poi però leggi di questa signora in provincia di Padova che è finita in quarantena non perché accusasse particolari sintomi ma solo perché conosceva il povero Adriano Trevisan, il primo decesso avvenuto in concausa al coronavirus, e aveva deciso di sottoporsi al tampone. Risultata positiva se l’è cavata con quella che lei stessa ha definito i sintomi della solita influenza e ha rilasciato un’intervista al Corriere dove si è scandalizzata piuttosto del tanto panico, sostenendo che il male ce lo staremmo facendo da soli per nulla. Cosa pensare? E’ il Corriere che si sta inventando una fake news per imbonire la popolazione ora, dopo che nei giorni precedenti aveva contribuito come tutti noi a gonfiare il caso mediatico non parlando d’altro? Oppure sarebbe più opportuno iniziare a chiedersi se forse veramente la questione non stia sfuggendo di mano, sopratutto dal punto di vista psicologico. Analizziamo allora alcuni dati e cerchiamo di capire dove non tornino i conti.

Pochi casi di coronavirsu negli altri Paesi ma tanti di influenza

Prendiamo i dati dell’ultima settimana registrati sul sito ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Mentre Germania e Francia sono rimaste fisse nella loro contabilità a 16 e 12 casi rispettivamente (18 e 13 solo ieri), noi siamo passati dai 3 casi di venerdì 21, ai 9, 76, 124, 229, ai 322 fissati ieri. Tutta dovuto al fatto che tedeschi e francesi sono tanto più disciplinati di noi? Colpa dell’ospedale di Codogno come sostiene il Primo Ministro Conte? Oppure c’entra qualcosa il fatto che da noi appena scoppiata la paura tutti quelli che volevano hanno fatto il tampone e quelli che non volevano glielo hanno fatto fare per forza? Stiamo parlando di un virus che ha circa 14 giorni di incubazione, chiaro che se fai il tampone prima ancora che si manifestino i sintomi sei in anticipo rispetto alle rilevazioni degli altri. E se poi molti si prendessero il virus e non facessero neppure il tampone? Se lo scambiassero per semplice influenza e se lo tenessero senza neppure accorgersene? O se addirittura negli altri Paesi fossero semplicemente più furbi e dichiarassero solo i casi lampanti non comuffabili con le comuni influenze?

Sarà un caso ma per esempio in Germania, dove da una parte ci sono così pochi casi di coronavirus dichiarati, dall’altra parte c’è un’insolita ondata influenzale. La stessa televisione di Stato Deutsche Welle, citando i dati del report del Robert Koch Institute di Berlino, ha parlato di 80mila casi di influenza questo inverno con la metà dei quali apparsi solamente nelle ultime due settimane. Forse un certo numero di casi di coronavirus manifestatisi in forma leggera sono stati classificati come semplice influenza? Corrisponde al vero oppure è fantasia che solo in questa settimana in Francia, dove il tabellino del coronavirus è rimasto fisso a 12 per tutto il tempo, ci sono state più di 7mila persone con sindrome influenzale andate al pronto soccorso? Ed è o non è plausibile l’ipotesi caldeggiata dal Sole24Ore, secondo la quale negli Stati Uniti ci sarebbero pochi casi rilevati (53 a ieri) semplicemente perché

“...non si fanno i controlli. Con i costi elevati del sistema sanitario, gli americani si recano dal medico o al pronto soccorso solo se davvero stanno male”.

E se veramente tutto dipendesse semplicemente dalla differente metodica di rilevamento? Noi fin troppo apprensivi, ingenui e attenti, gli altri più superficiali da una parte, più furbi dall’altra?

La teoria del professor ‘Della Vecchia’

Ultimamente tiene molto banco il professor Borioni, con le sue teorie pandemico-apocalittiche che si appresta a portare all’incasso con il suo nuovo libro in cui già nel titolo fa bella mostra di sé la parola ‘Coronavirus’. Molti meno però conoscono un’altro professore, il Dr. Carlo La Vecchia, ordinario di epidemiologia all’università degli Studi di Milano. Questi in un’intervista pubblicata una settimana fa dichiarava che secondo lui la mortalità di questo virus potrebbe essere anche dieci volte inferiore rispetto a quello calcolato finora. Se infatti questa malattia si presentasse spesso in forma anche lieve o addirittura asintomatica, come da alcuni ritenuto, allora è chiaro che verrebbero a conoscenza di averla solo i casi che si manifestano in forma sufficientemente grave da distinguersi dalla comune influenza. Quindi tutti casi già dal rischio esponenziato. A quel punto però egli sostiene:

“Può sembrare un paradosso, ma dal punto di vista epidemiologico meno una condizione patologica è grave e più è difficile da controllare, proprio perché molti malati potrebbero non arrivare all’attenzione di medici e ospedali”.

In quel caso quindi il virus sarebbe già abbondantemente tra noi da settimane e sarebbe del tutto inutile chiudere scuole, hotels, conferenze, manifestazioni, incontri di lavoro e massacrarsi quel po’ che ci resta di economia con le nostre stesse mani mentre il resto del mondo zitto, zitto, va avanti con un concorrente tra i piedi in meno, tra l’altro.

La pantomima pandemica

E intanto che questa ipotesi di autocastrazione si insinua, insidiosa non meno della stessa ipotesi di un virus letale al 3% che possa colpire mezza nazione, ecco che assistiamo alle scenate di Conte contro gli ospedali, della lite furibonda tra lo stesso Primo Ministro e il Governatore della Lombardia Fontana, che con tanto di video esplicativo si esclude dalla mischia mettendosi in auto-isolamento operativo, che sembra anche una forma di protesta e rivendicazione nei confronti del potere centrale, vediamo PM che indagano i poveri medici ospedalieri, colpevoli di aver dimesso pazienti che stavano bene invece di isolarli come nei film distopici sui virus da fine del mondo, e assistiamo ad un teatrino di tutti contro tutti dove i più rapaci si gettano alla ricerca di consenso elettorale sfruttando la disgrazia. Ma se veramente avesse ragione quella signora di Padova. Se veramente non ci stessimo facendo altro che del male da soli?

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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