23:49 06 Aprile 2020
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Il misterioso caso dei vitalizi: perché un partito al governo finisce costretto a indire una manifestazione di fatto contro il Governo? Perché in un Paese che si presume democratico, l’ultima cosa che riesce a fare il popolo è abolire una norma odiata dal popolo? Proviamo a capire e, ovviamente... polemizzare.

Partiamo da questa prima constatazione – ci è stato mai chiesto se siamo d’accordo sulle sanzioni alla Russia e all’altro mezzo mondo? Ci hanno mai chiesto di votare per il Meccanismo Economico di Stabilità europeo (MES), il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), cosa ne pensiamo della partecipazione alle esercitazioni se non addirittura alla vere e proprie missioni NATO di qua e di là? La misura delle vongole, le quote latte, i balzelli di Bruxelles, i capricci di Washington? Immigrazione, ONG? NO. Non mi pare. Eppure sono migliaia le risoluzioni approvate dai nostri governi in tutti questi anni, passate sopra le nostre teste senza consultarci, e che, tuttavia, condizionano di fatto le nostre vite pesantemente e quotidianamente. Poi, una norma che tutti odiano, il popolo non ce la fa ad abrogarla. Al tempo stesso abbiamo passato i migliori anni della nostra vita a criticare le democrazie degli altri.

Seconda considerazione – i vitalizi in sé non cambiano la vita economica del Paese. Si stima che valgano si e no 40 milioni di euro l’anno, un F-35 ne costa 100. 40 mila euro costa ogni uscita. Praticamente tre F-35 se fanno un’esercitazione al giorno costano all’anno solo di mantenimento più dei vitalizi di tutti i politici. Il bello è che i politici magari servono anche a qualcosa (magari) gli F-35 sicuramente no. Per il semplice motivo che la difesa serve quando hai una sovranità da difendere, e nel nostro caso...

Detto questo però, se dal punto di vista puramente di bilancio hanno una rilevanza minima, dal punto di vista della stabilità politica, sociale e, direi sopratutto, psicologica del Paese, la questione dei privilegi ha una rilevanza gigantesca. Rappresenta quello che, per fare un paragone facile, nel calcio si chiama ‘chimica di spogliatoio’. Puoi avere i giocatori migliori, i tecnici migliori, tutto quello che ti pare, ma se nello spogliatoio hai delle ‘prime donne’ che saltano gli allenamenti, guadagnano 100 volte il mediano di spinta che fa tutto il tempo su e giù, e poi magari svirgolano tutte le palle che gli passi, ebbene... capite che il morale della squadra finisce lì. Pian, piano, i giocatori non ci credono più e inutili saranno le parole dell’allenatore quando chiederà sacrificio e abnegazione.

Considerate che tra pensioni d’oro, vitalizi, privilegi, un politico in pensione arriva a prendere tranquillamente una decina abbondante di migliaia di euro al mese. E non c’è quota 100, c’è anzi persino il sistema cumulativo, quello per cui se sei un avvocato che ha fatto un mandato al Consiglio Regionale, uno al Parlamento italiano, un’altro a quello di Bruxelles, pigli 3 vitalizi e 4 pensioni (perché c’è anche quella di avvocato). Certo, poi ci sono le sardine che sono il nuovo che avanza e che fanno il tifo per la casta, pur avendo di fronte a sé un lungo futuro da precari e una pensione a quota 150, però tutti gli altri, si può immaginare, un tantino di disappunto, se non invidia, potrebbero forse anche provarlo.

Ed eccoci arrivati alla questione tecnica – se certi privilegi il popolo non li vorrebbe più vedere, se è stato appositamente votato un partito che tutto questo promuoveva, com’è che si scende in piazza per protestare contro la possibile reintroduzione integrale del sistema dei vitalizi? Semplice – dopo la revisione e riduzione dei vitalizi (non sono mai stati abrogati del tutto, solo ridotti), sono piombati oltre 700 ricorsi presentati da ex parlamentari in Commissione Contenziosa del Senato. Questa Commissione, capite bene, è composta da senatori. Conflitto di interesse? Noooooo.

Il M5S ha capito che aria tira e teme la reintroduzione appunto di questi vitalizi, il che significherebbe vedersi ammazzato e macellato in pubblica gogna il cavallo di battaglia. Ovvio quindi che, per quanto possa sembrare paradossale, si trovano a fare l’unica cosa in realtà logica – scendere in piazza per protestare. Contro sé stessi si potrà dire? Non importa, se reintroducono i vitalizi sotto il loro stesso governo il M5S è finito. Meglio che, se proprio ineluttabile, tutto ciè avvenga sotto loro palese dileggio, di modo che poi si possa fare cadere il Governo sì, ma almeno potendosi poi presentare a nuove elezioni da vittime certificate del sistema e non complici.

Ed eccoci alla manifestazione di piazza. Come andrà a finire? Bhè, intanto che quei pochi privilegiati insistevano a non mollare l’osso e mostravano il massimo dell’egoismo possibile, pur svolgendo il lavoro che avrebbe richiesto al contrario il massimo dell’empatia, centinaia di migliaia di imprese chiudevano, altre svendevano all’estero, tra queste alcune storiche, il reddito medio degli italiani diminuiva, il tasso delle nascite precipitava a livelli da estinzione, oltre centomila italiani qualificati cancellavano la residenza e si trasferivano ufficialmente all’estero. Come volete che finisca se non ci arrivano a capirlo per tempo da soli che i vitalizi Sì, migliorano la vita, ma la modestia la allunga.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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