19:22 16 Luglio 2020
Opinioni
URL abbreviato
Di
Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
5811
Seguici su

Centinaia di morti, migliaia di infettati e borse a picco alla riapertura dopo il capodanno cinese. Però intanto tirano su due ospedali a tempi record e si fanno gli anticorpi, anche metaforicamente parlando, mentre noi andiamo nel panico e mostriamo tutte le nostre debolezze.

Certo, in buona parte è colpa nostra. Se non fai altro che scrivere del coronavirus è chiaro che la gente finisca per preoccuparsi anche oltre il dovuto. Però, vedete come funziona, i giornali tendono a scrivere ciò di cui la gente si interessa. In fin dei conti cerchi di dare un servizio – se al lettore interessa il coronavirus tu gli fai trovare quante più informazioni sul coronavirus. Io ci avevo provato l’estate scorsa a scrivere un articolo d’informazione sulla grave crisi del nuovo focolare di Ebolavirus riapparso in Africa centrale, ma non se l’è filato nessuno, che devo fare? Eppure quel virus già a quella data aveva fatto circa duemila morti nel solo Congo. Adesso la cifra neppure la aggiorna più nessuno, tanto a chi interessa? Tra l’altro in Congo adesso ci sarebbe anche una straziante epidemia di morbillo che si è portata via quasi quattromila bambini sotto i cinque anni. Gliene frega forse qualcosa a qualcuno? Che poi, a ben vedere, con tutti gli immigrati clandestini che entrano da quelle zone, non sarebbe neppure da dire – non interessa perché non ci riguarda da vicino.

E così si scrive ciò che richiede il mercato. Più scrivi, più la gente si preoccupa e più vuole notizie a riguardo. Un ciclo che si autoalimenta. Un vero e proprio virus che, quello sì, alla fine contagia tutti. Poi, per la verità ci sono anche gli untori mediatici. Coloro cioè che, per qualche visualizzazione in più, sono pronti a pubblicare le foto di un uomo morto in strada, magari di infarto, e titolare il servizio: “A Wuhan morti per le strade”.

Ma intanto che andiamo quantomeno in confusione, se non in certi casi nel vero e proprio panico, boicottando ristoranti cinesi e iniziando a guardare con sospetto chiunque indossi occhi a mandorla, ecco che loro hanno già tirato su un nuovo ospedale a Wuhan. Ospedale di Huoshenshan si chiama, ci lavorano già 1.400 medici militari. Ripeto: millequattrocento. Un secondo ospedale è in costruzione e presto (per presto alla cinese si intende prossimi giorni) sarà anch’esso pronto.

​C’è chi a questo proposito fa dell’ironia dicendo che per loro è facile - perché sono una ‘dittatura’. Però è un fatto che negli ultimi decenni, mentre noi passavamo il tempo a denigrare i Paesi non allineati al nostro contesto euroatlantico, questi realizzavano interi ecosistemi socio-economici alternativi e plausibili.

​Oggi la borsa cinese ha aperto con un -8%? Questa crisi avrà ripercussioni economiche serie per l’economia mondiale? Ma sì certo, e allora? Non appena finita, loro riprenderanno a correre come prima, anzi, rafforzati dai nuovi anticorpi. Noi invece, sempre lì confusi e impauriti di fronte a qualsiasi tremorio dei mercati finanziari o qualsiasi influenza appena un po’ più pesante del solito, a non saper cosa fare, a non saper cosa scrivere. Chiudiamo ospedali pubblici uno dietro l’altro perché sforano i tetti di spesa, preferendo finanziare quelli privati, e chiamiamo tutto questo ‘democrazia’ - guardiamo con malcelata invidia chi gli ospedali li tira sù in 10 giorni, e chiamiamo tutto questo ‘dittatura’.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tema:
Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook