23:09 19 Febbraio 2020
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Poiché per ragioni politiche la Russia non ha ricevuto le portaelicotteri francesi Mistral, ha cominciato a costruire navi di questa classe da sola. Riuscirà marina russa a conservare la propria posizione negli oceani?

Le Mistral francesi sono "portaelicotteri in bikini": infatti, con il clima russo si bloccano e smettono di funzionare. Questo è quanto ha dichiarato l'allora vice primo ministro Dmitry Rogozin in un'intervista a Sputnik Serbia nel 2017, spiegando che Mosca non aveva perso molto dopo che la Francia si era rifiutata per ragioni politiche di completare la fornitura di due portaelicotteri destinate alla flotta russa. 

Tuttavia, la necessità di tali natanti è rimasta e nel 2019 sono stati resi noti i progetti di costruzione di due navi di questa classe ad opera di società russe. Di recente i media russi hanno riferito che il quartier generale della marina russa ha deciso di assegnare alle prime navi anfibie russe d’assalto (Amphibious assault ship), che saranno dispiegate in Crimea, i nomi di Sevastopol e Vladivostok, precedentemente destinati alle portaelicotteri francesi di classe Mistral. 

Dove sono finite le Mistral francesi?

Nel 2011, il Ministero russo della Difesa e un consorzio che riuniva la società francese DCNS e la russa USC (United Shipbuilding Corporation) hanno sottoscritto un contratto per la costruzione di 2 portaelicotteri francesi della classe Mistral, le quali sono in grado di garantire lo sbarco delle truppe, l’impiego di elicotteri da combattimento e di fungere da centro di comando delle truppe e da ospedale militare. Tuttavia, nel 2014 cominciarono gli eventi che interessarono la Crimea e l’Ucraina sudorientale. Di conseguenza, la Francia sospese la fornitura di navi alla Russia. A settembre dello stesso anno le navi incompiute furono vendute all'Egitto.

L'URSS disponeva di portaelicotteri, ma di altro tipo

L'URSS disponeva di 2 portaelicotteri, Moskva e Leningrad, ma queste erano progettate per l’eliminazione di sommergibili ad opera di elicotteri. Non avevano nulla in comune con le moderne navi d’assalto (come spesso oggi vengono chiamate le portaelicotteri). Negli anni ’80 si è lavorato su quello che oggi si intende per portaelicotteri. Al tempo questa tipologia di natanti aveva appena fatto la sua comparsa e nel Paese non si capiva precisamente in che misura fossero necessari e quale ruolo avrebbero svolto all’interno della Marina. Si passarono al vaglio diversi progetti, ma non fu mai avviata la costruzione di modelli reali. Tra gli anni ’90 e 2000 all’estero fecero la loro comparsa diversi progetti di portaelicotteri d’assalto, fra cui la classe francese dei Mistral. Al momento a disporre di natanti di questa tipologia sono gli USA, la Francia, la Corea del Sud, l’Australia, la Spagna e una serie di altri Paesi.

La Russia vuole rientrare tra queste nazioni. Per il 2020 è prevista l'inizio della costruzione di 2 navi d’assalto presso il cantiere navale Zaliv in Crimea.

E le portaerei?

Alla luce degli eventi riguardanti la nave Admiral Kuznetsov può sorgere spontanea la domanda: perché ci si concentra sulle più esotiche portaelicotteri invece che sulle tradizionali portaerei dato che la Russia ne possiede solo una? Ho già scritto della complicata vicenda relativa a questa classe di navi.

Penso che la questione della costruzione di una portaerei o addirittura di diverse portaerei in Russia verrà risolta nei prossimi 1-2 anni. È stato dichiarato che i lavori per la creazione della prima portaerei nucleare in Russia inizieranno nel 2023. La storia più recente ha dimostrato che è irrealistico rivendicare un posto delle prime 3 potenze marittime mondiali se non si dispone di gruppi di portaerei d’assalto. La Russia pare che abbia ambizioni simili. Dal canto suo, la portaelicotteri è un sistema di armamenti efficace, ma solo qualora abbia già conquistato la superiorità aerea. E di questo aspetto sono responsabili proprio le portaerei.

900 marinai russi

Si dice che la stazza delle nuove portaelicotteri russe Sevastopol e Vladivostok sarà di almeno 25.000 tonnellate e la loro lunghezza di 220 metri. La nave riuscirà a trasportare un gruppo composto da oltre 20 elicotteri, sarà dotata di un compartimento speciale per l'atterraggio e potrà trasportare fino a 900 marinai. È improbabile che la nuova portaelicotteri riesca a portare armamenti d’assalto, ma quasi certamente sarà equipaggiata con strumenti di difesa aerea come sistemi missilistici e cannoni come il "Pantsir-M".

Una nave di questo tipo è un vero e proprio campo aerodromo galleggiante per elicotteri da sbarco e d’assalto. I primi garantiscono lo sbarco dei gruppi di paracadutisti di prima linea in qualsiasi località. Un gran numero di unità della fanteria di marina ben equipaggiate possono effettuare lo sbarco da questi natanti con l’aiuto di imbarcazioni galleggianti come gli aeroscafi.

L'elicottero Ka-52K

Il fiore all’occhiello del natante sarà la versione navale dell'elicottero Ka-52, che qualche anno fa è stato creato appositamente per le Mistral. Questi elicotteri, il cui nome completo è Ka-52K Katran, possono condurre operazioni volte a isolare il teatro del conflitto, distruggere obiettivi fermi e in movimento del nemico e possono essere impiegati con successo sia contro la fanteria sia contro i carri armati. La versione navale è già stata testata in Siria: lì i Katrans erano in servizio sulla portaerei Admiral Kuznetsov nel Mar Mediterraneo. I Katrans hanno anche un "fratello maggiore", ossia il Ka-52 Alligator, ideato per l'aviazione militare. Il Ka-52K presenta una serie di vantaggi: eliche pieghevoli (per un posizionamento più compatto su una portaerei o portaelicotteri), nonché il potente sistema radar e missilistico Hermes-A con una gittata massima di tiro pari a 20 km.

Quartier generale e ospedale militare

Le portaelicotteri che saranno costruite dalla Russia possono garantire lo svolgimento di diverse operazioni aeree, navali e terrestri praticamente a qualsiasi distanza dalla base. Ad esempio, possono diventare il centro operativo in conflitti lungo le coste della Siria o nel Sud-Est asiatico. Probabilmente il vantaggio principale della nave è la presenza a bordo del complesso di locali appositamente attrezzati a quartier generale dell'operazione dotati delle opportune attrezzature di comunicazione e di analisi. La collocazione del quartier generale il più vicino possibile al luogo dell'operazione riduce significativamente i rischi di eventuali ritardi di ricezione, elaborazione e analisi delle informazioni, nonché ritardi nel processo decisionale e nella comunicazione delle decisioni prese alle unità militari.

Inoltre, una nave così versatile può diventare una vera e propria base per le operazioni lontano dalle coste patrie. La nave vanta un ospedale militare, magazzini e un centro logistico. Una nave di questo tipo può ospitare, collocare nei propri locali e, se necessario, inviare personale, attrezzature o anche solo carichi via mare e aria ovunque. In questi casi, la nave può tenersi a distanza di sicurezza dalle forze costiere nemiche.

Chi proteggerà la portaelicotteri?

La portaelicotteri (così come, in realtà, anche la portaerei) deve essere protetta. Naturalmente, è improbabile che una nave di questo tipo operi da sola: sarà accompagnata da navi di guardia e, dove necessario, da natanti e sommergibili dotati di armamenti missilistici. A tal proposito, gli equipaggi delle portaelicotteri possono anche darsi il cambio con i colleghi presenti a bordo.

La moderna flotta russa dispone di una vasta gamma di navi e imbarcazioni, che possono garantire la sicurezza di una simile portaelicotteri. Ad esempio, nelle acque costiere a sua protezione vi possono essere sommergibili non nucleari come Varshavyanka o Sankt Peterburg (progetti 636 e 677), navi di superficie come le corvette del progetto 20380 e persino le piccole navi missilistiche Karakurt e Buyan-M. Nell'oceano, il loro posto sarà preso da affidabili cacciatorpedinieri come il Leader e dalle fregate del progetto 22350, nonché dai sottomarini nucleari multiruolo Yasen-M.

Sottomarino nucleare russo del progetto Yasen
© Foto : Press-service of JSC "PO "Sevmas

Da un lato, la portaelicotteri stesso sarà un bersaglio abbastanza facile, ma dall'altro è stato ideato tenendo in conto l’eventuale distruzione di parte dei suoi compartimenti.

Dalla Russia al Sudamerica

Possiamo supporre che navi versatili come Vladivostok e Sevastopol saranno integrate rispettivamente nella flotta del Pacifico e in quella del Mar Nero. Nell'Oceano Pacifico, questo natante sarà l'ammiraglia della flotta e costituirà il "nucleo" della futura squadriglia che potrà operare non solo nella zona costiera, ma potrà condurre operazioni indipendenti anche in oceano aperto. La Sevastopol garantirà lo svolgimento di operazioni non tanto nel Mar Nero quanto al largo della Siria ed eventualmente in altre aree del Mar Mediterraneo, così come nell'Atlantico: ad esempio, al largo delle coste africane o sudamericane. La presenza di questi natanti permetterà di condurre operazioni a un livello totalmente diverso: nella storia recente dell’URSS e della Russia non vi sono stati natanti che hanno assicurato un ventaglio così ampio di potenzialità come quelle di cui godrà la flotta russa dopo l’inserimento di queste nuove navi.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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