03:20 30 Marzo 2020
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Questa notte la Gran Bretagna uscirà ufficialmente dall’Unione Europea. Cosa cambierà da domani?

Siamo al ‘The Final Countdown’, il conto alla rovescia finale, come cantava quel gruppo degli anni ’80 che, ironia della sorte, si chiamava proprio ‘Europe’? Oppure sarà solo una falsa partenza e la vera Brexit rimandata alla fine del cosiddetto ‘periodo di transizione’? Di certo c’è il fatto che, a tutti gli effetti formali, dal 1 febbraio la Gran Bretagna non sarà più nell’Unione Europea. Analizziamo quindi cosa sappiamo per certo cambierà da domani, cosa possiamo supporre accadrà durante il periodo di transizione, e proviamo a fare delle congetture su quello che sarà l’aspetto della Brexit definitiva che vedremo il prossimo anno.

Cambiamenti formali – bandiere, seggi, vertici europei

Dai luoghi di potere britannici spariranno le bandiere europee come dai palazzi di Bruxelles e delle istituzioni europee sparirà la Union Jack. I 73 deputati del Regno Unito lasceranno liberi i seggi al Parlamento europeo i quali verranno redistribuiti tra gli altri Paesi (3 li prenderà l’Italia), altri verranno tenuti da parte per per i prossimi futuri membri che dovrebbero entrare. I rappresentanti del Governo britannico non avranno più diritto a partecipare ad alcun vertice europeo. Londra continuerà tuttavia a contribuire al bilancio comunitario fino a fine periodo di transizione.

Turismo

Per fare un week-end a Londra per ora non cambierà nulla. Prima o poi però servirà quantomeno il passaporto. Forse anche il visto ma sarà un visto elettronico tipo l’ESTA americano. Non sarà difficile da compilare e stamparsi da soli ma avrà un costo (quello USA costa 14 dollari). Tutti soldini che faranno comodo alle casse di Sua Maestà e che i turisti pagheranno senza batter ciglio, esattamente come si paga per New York. Non sappiamo se il cambiamento avverrà alla fine del periodo di transizione o prima, dipenderà più da Londra che da Bruxelles. Di certo non cambierà domani.

Assicurazioni sanitarie

Le tessere europee di assicurazione malattia registrate nell'UE non saranno più valide, sarà necessario sottoscrivere un’assicurazione di viaggio se la propria assicurazione non copre. Per tutto il periodo di transizione tuttavia dovrebbe continuare ad essere sufficiente la tessera sanitaria italiana.

Roaming telefonico

Problema tutto sommato dall’importanza marginale e di facile soluzione ma che varrà la pena tener presente se non si vorranno incorrere in bollette sconsiderate per aver fatto un viaggio a Londra e qualche chiamata di troppo a casa con la SIM italiana. Meglio comprarsi una SIM del posto con l’internet oppure agganciarsi a qualche wi-fi gratuito per chiamare magari con tanto di video chiamata e senza sorprese.

Permessi di lavoro

Per ora si va avanti così, non cambia nulla, ma è chiaro che presto delle novità importanti ci saranno. Sappiate che il massimo di un visto per turismo è di tre mesi e che l’intenzione del Governo è quella di avere manica larga solo con i lavoratori altamente qualificati. Per medici, ricercatori, docenti, e tutti i professionisti altamente qualificati, non sarà certo un problema ottenere un permesso di lavoro della durata di 5 anni, alla scadenza poi trasformabile in residenza. Camerieri, baristi, pizzaioli e ragazzi che vorranno sbarcare il lunario a Londra, praticamente la maggior parte degli italiani presenti attualmente, sarà invece un problema. La cosa più logica da fare per le nuove giovani generazioni di avventurieri che vorranno subentrare sarà quella di entrare con visto turistico e poi, nei tre mesi di tempo, trovarsi un impegno con contratto ufficiale. Sappiamo però anche che in base all’accordo di ‘divorzio’, tutti gli espatriati già registrati come residenti o che faranno in tempo a registrarsi entro la fine delle transizione e addirittura oltre (30 giugno 2021), manterranno i diritti acquisiti nei rispettivi Paesi di accoglienza. Questo varrà quindi sia per i 3,6 milioni di cittadini comunitari in Gran Bretagna che per gli 1,2 milioni di britannici in UE.

Affari, merci, commercio

I colloqui tra le due parti negoziali si prevede entreranno nel vivo non prima di marzo. Da una parte l’UE rappresentata dal gruppo di Michel Barnier, dall’altra Downing Street guidata dal negoziatore David Frost. Il Governo Johnson punta a un trattato di libero scambio alla ‘zero dazi e zero quote’ ma non sarà facile. Pensare che Bruxelles abbia qualcosa ‘da far pagare’ a Londra per l’insubordinazione è da maligni, sì, ma è umano.

Backstop Irlandese e relazioni con la Scozia

La questione chiamata del ‘Backstop’ irlandese, il confine tra Irlanda comunitaria e Irlanda del Nord invece britannica, sarà un problema un po’ più complicato da risolvere in questo periodo di transizione. Anche la questione della Scozia indipendentista e al tempo stesso europeista appare non secondario. Questioni delle quali avevamo già parlato e alle quali rimandiamo ma che, detto molto egoisticamente, sono problemi loro – a noi italiani non tangono direttamente.

Politica estera

Già ieri l’Economist, il famoso settimanale d’informazione politico-economica edito a Londra titolava “Una Gran Bretagna indebolita dalla Brexit guarda all'America”. Per farla breve diciamo quindi che non sarebbe un rischio scommettere che anche con la Brexit non ci saranno grandi novità in fatto di Euroatlantismo.

Rischi per la UE

Il sospetto, per altro mai nascosto nei precedenti articoli sul tema, è che l’unica a rischiare sul serio sia proprio l’Unione Europea. Se alla fine di tutta la fiera questa Brexit, da paventato dramma socio-economico intercontinentale, si dovesse trasformare in null’altro che una serenissima routine, molti altri Paesi europei potrebbero iniziare a domandarsi se valga la pena fare tante rinunce in tema di sovranità nazionale quando tanto c’è l’esempio di chi se ne sta per conto suo e in fondo non se la passa poi così male. Insomma se non dovesse cambiare nulla, neppure dopo la transizione, allora, quello sì, per paradosso, potrebbe cambiare tutto.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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