02:40 30 Marzo 2020
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La conferenza sulla Libia a Berlino (29)
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L’Italia in prima linea per favorire la soluzione diplomatica alla crisi libica? Nelle intenzioni e nelle ambizioni forse, nei fatti alla conferenza di Berlino sulla Libia si è discusso di tutto tranne dell’unica cosa che interessava veramente al nostro Paese – la questione immigrazione clandestina.

La berlina era una pena infamante. Di origine barbarica, utilizzata durante tutta l’epoca medioevale, consisteva nel condurre il condannato in luogo pubblico, ‘alla berlina’ appunto si diceva, per accattivarne il dileggio del popolo. Spesso lo sventurato era trascinato con la gogna. Sinonimo – prendere in giro. Per trasposizione oggi si dice ‘mettere (o anche mettersi) alla berlina’ ogni volta che si fa una figura tapina pur senza essersi lasciati mettere un cartello infamante al collo in senso letterale. Per questo il vertice di Berlino si potrebbe dire, con gioco di parole che però non fa ridere, per il nostro Paese sia stato piuttosto un vertice ‘alla berlina’. Perché sì, diciamola – è vero che c’è l’ENI e anche a noi interessa il gioco di spartizione delle sfere di influenza del ricco sottodeserto cirenaico, ma è anche vero che la partita politica italiana oramai ci siamo ridotti a giocarcela tutta sulla questione immigrazione clandestina. Persino il PD di quelli che vorrebbero continuare a governare, non quello dei ‘progressisti’ alla vegana tipo sardine, che ci credono veramente nella teoria dei ‘porti aperti’ e nei migranti che attraversano il deserto e rischiano la vita in mare per venire a pagarci le pensioni a noi, quel PD amministrativo, dicevo, quello sicuramente vorrebbe risolta la questione immigrazione non meno dei cosiddetti ‘sovranisti’ e ‘populisti’. Figuriamoci quindi il M5S.

Certo, questo Governo qui non può per regola di coerenza minima respingere in mare le varie Carola che vengono ad autosantificarsi speronandoci le motovedette, ma possono sperare di venire tolti d’imbarazzo almeno da una guardia costiera libica e un sistema d’ordine sul continente africano.

Sistema d’ordine che però non c’è e non ci sarà. Per una serie di motivi – uno perché se neppure affronti il tema alle conferenze è chiaro che non se ne farà mai nulla, due perché comunque finché c’è una guerra civile fatta di fazioni, milizie frammentate, ingerenze esterne e corpi mercenari di tutti i tipi legati ai pozzi di petrolio e gli interessi che ci girano intorno, è chiaro che non ci saranno le condizioni per il controllo del territorio, tre perché sul traffico umano girano tanti di quei soldi che, sopratutto in tempi di guerra civile, fanno gola a troppi.

Traffico umano approfittando del disordine, quindi introiti facili per le milizie, quindi risorse per finanziare la guerra, quindi ancora più disordine e possibilità di affari. Figurati se finisce. E intanto che il nostro Governo rivendica un ruolo di prima linea nella risoluzione diplomatica che non c’è, Conte la prima linea non la vede neppure nella foto di gruppo della conferenza e il video fa il giro del web, trascinato per la collottola dai social con cartelli didascalici per il pubblico dileggio. Appunto, alla berlina.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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La conferenza sulla Libia a Berlino (29)
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