06:39 11 Agosto 2020
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Se non si è responsabili delle decisioni da assumere è sempre facile criticare o fornire ipotetiche soluzioni ai problemi del Paese. A tutto però c’è un limite e quando la situazione si aggrava oltre l’immaginabile, non si può più esimersi dal dire cosa realmente si pensi.

Io penso, confortato da tutti i commenti altrui che sento, che il Governo italiano che ci troviamo oggi è il peggiore che mai abbiamo avuto dalla nascita della Repubblica. Non solo la maggioranza dei suoi componenti è composta da notori incapaci, ancora più grave è che la loro inettitudine toglie ogni autorevolezza non solo a loro (che mai l’hanno avuta) ma anche alle stesse Istituzioni che rappresentano.

La maggioranza che regge l’attuale Governo è intrinsecamente non democratica sin dal suo inizio. Non perché, come sostiene qualcuno, non sia stata votata dagli elettori. Nemmeno perché il Presidente del Consiglio Conte non fu eletto dal popolo.

La Costituzione prevede che i governi (e così i ministri collettivamente) trovino la loro legittimazione in Parlamento e, indubbiamente, ciò è avvenuto.

Il motivo che ci fa dire che questo Governo esiste contro ogni corretto sentimento democratico è il perché della sua nascita: impedire le elezioni che avrebbero certificato la vittoria della Lega di Salvini. L’alleanza tra i 5 Stelle, quel che resta del PD e i vari cani sciolti (più o meno organizzati tra loro) non ha mai avuto, ne ha, un qualunque collante ideale e lo si vede ogni giorno. La sola cosa che accomuna tutti costoro è proprio impedire che l’elettorato si esprima.

Il colmo del ridicolo lo si ha avuto con le dimissioni del Ministro 5 Stelle Bonafede che ha lasciato l’incarico con squillare di trombe sostenendo che non poteva più continuare a far parte di un Governo di cui non condivideva le scelte.

  • Quale senso o coerenza può esserci, allora, nel suo continuare a far parte di una maggioranza che sostiene proprio quel Governo che lui stesso ha giudicato così “sbagliato” tanto da abbandonarlo?
  • La stessa cosa vale anche per tutti gli altri fuoriusciti grillini. Che può significare non condividerne le scelte ma continuare a sostenerlo?

Potremmo anche limitarci a considerare quanto sopra una questione che riguardi personalmente i soggetti coinvolti e la loro coerenza, ma il fatto è che ogni giorno che passa rende le decisioni di questa maggioranza sempre più difficilmente reversibili.

Appena il Conte 2 fu formato sembrò che di positivo c’era, se non altro, un possibile ristabilirsi di rapporti virtuosi con l’Europa ma, come si costata quotidianamente, questo presumibile punto di forza si è dimostrato del tutto vano e non c’è nessun momento decisionale di livello europeo in cui il nostro Paese sia veramente coinvolto. L’incapacità personale e politica dei nostri ministri è troppo evidente anche oltre le Alpi e di là delle nostre coste e quando vengono coinvolti in un qualunque incontro internazionale lo è più per rispetto delle forme che per i contenuti implicati.

La questione libica

La questione libica è uno dei punti più critici ed è inutile arrampicarsi sugli specchi per trovare scusanti alla nostra insignificanza davanti agli eventi che sono maturati. I nostri militari in quel territorio sono in numero più grande subito dopo gli americani, i nostri interessi economici ed energetici sapientemente coltivati fino all’ultimo governo Berlusconi sono notori, il legame storico tra le due sponde è altrettanto conosciuto.

Eppure, è evidente che oggi la Libia resta soltanto una questione a due, tra Turchia e Russia. Di là dalla gaffe diplomatica occorsa nel voler convocare lo stesso giorno (senza informarli reciprocamente) Haftar e Al Sarraji, l’idea che Conte fosse un novello Clinton che fece stringere le mani tra Arafat e Barak può solo fare sorridere.

Erdogan e Putin possano anche aver accettato un incontro a tre (o a due per volta?) con il nostro Presidente del Consiglio ma è un’illusione pensare che quell’incontro porti a qualche soluzione che tuteli tutti i nostri interessi in territorio libico.

Conte o non Conte, ad entrambi quei Capi di Stato interessa fingere di dare importanza all’Italia per tutt’altri motivi: per l’uno i rapporti con la Nato e per le sanzioni e, per l’altro, i rapporti con l’Europa.

Politica interna

Nella politica interna, se fosse possibile, l’incompetenza di questo Governo è ancora più evidente. Il perpetuarsi della agonia senza fine di Alitalia, la gestione sciagurata del tema delle concessioni autostradali, il disastro dell’ILVA (ancora più grave dopo l’assoluzione processuale di Fabio Riva) e la continua fuga di aziende e investitori dal nostro Paese sono solo alcuni degli aspetti che dimostrano la non credibilità dei nostri ministri come interlocutori.

Come non bastasse l’ignoranza dei grillini, la complicità colpevole degli ignavi piddini arriva a fare strage di qualunque forma di diritto approvando per pura demagogia perfino  normative di carattere retroattivo riguardanti, ad esempio, i vitalizi degli ex parlamentari e delle stesse concessioni autostradali. Il colmo, tuttavia, i nostri malaccorti governanti  lo hanno raggiunto abolendo la prescrizione nei processi penali.

In un Paese dove la giustizia è da anni vilipesa o negata da una lunghezza dei processi che non ha eguali in nessun Paese civile al mondo si è deciso, anziché accorciare i processi, di eliminare la prescrizione del presunto reato, con la conseguenza che un accusato potrà rimanere tale vita natural durante o, magari, trovare una assoluzione decenni dopo essersi rovinato inutilmente la vita e le tasche per il costo degli avvocati cui è costretto ad affidarsi.

Qualcuno imputa ai 5 Stelle di avere abbandonato le proprie origini e spiega così il calo dei loro consensi. Costui non si rende conto che le loro manchevolezze stanno proprio nelle origini e cioè nel loro principio del “uno vale uno”. Sono nati “su e per” la demagogia che ha negato ogni valore alla competenza e all’esperienza e si è arrivati così, in modo del tutto naturale, al totale dilettantismo ignorante dei loro esponenti di vertice tra cui primeggia l’ “incompetente totale” Luigi di Maio, né studente né lavoratore, eppure dapprima Ministro dell’Industria e del Lavoro e poi, addirittura, Ministro degli Esteri .

Non che il PD possa essere considerato l’anima “saggia” di questa maggioranza. Il populismo, la rincorsa demagogica , la totale assenza di una qualunque “visione” o proposta per il futuro permeano totalmente il partito di Zingaretti. Il voler addirittura abbracciare le recenti “sardine” dimostra una volta di più la loro incapacità di trovare, o almeno cercare, soluzioni complesse ai problemi che sono complessi. Come se le piazze potessero affrontare e dare risposte a situazioni che richiedono razionalità, coraggio e soprattutto lungimiranza.

Considerata la grave situazione internazionale che ci sta di fronte, con i rischi di guerra in medio oriente e il problema libico, se fossimo stati in tempi normali sarebbe stato meglio non affrontare una nuova campagna elettorale. Tuttavia, ogni giorno che passa nelle mani di questi incapaci che governano con la “pancia” e senza la “ testa” e non si rendono  conto delle conseguenze di ciò che fanno, peggiora irrimediabilmente la situazione e le elezioni sono, a questo punto, il male minore.

Si spera che gli italiani innamorati del proprio Paese sappiano votare selezionando una prossima classe dirigente che sia almeno un poco più competente.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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