21:22 06 Aprile 2020
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Già da un po’ di tempo era fissata la data di apertura del gasdotto TurkStream a Istanbul, in presenza dei presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan: il giorno prescelto è stato l'8 gennaio, appena dopo il Natale ortodosso.

Ma nessuno poteva immaginare che il nuovo anno avrebbe portato anche sorprese così amare. La complicazione del conflitto in Libia, l'uccisione del generale Qasem Soleimani, la risposta iraniana con i razzi sulle basi americane in Iraq e la caduta dell’aereo ucraino vicino a Teheran.

Così, tutto il mondo si è trovato ad attendere l’incontro dei due presidenti non per l’apertura del gasdotto, ma per un chiarimento delle relative posizioni su quanto accaduto nelle diverse zone nevralgiche: Iran, Iraq, Siria, Libia.

Mentre la stampa parlava di divergenze tra Putin ed Erdogan nei confronti della Libia e di una possibile spartizione di questo paese tra le due forze, i due leader hanno fatto invece una dichiarazione comune, sia per la Siria che per la Libia: "ribadiamo il nostro impegno per la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale”. E hanno esortato al cessate il fuoco in Libia, che si auspica entri in vigore alle ore 00:00 del 12 gennaio.

Già questo sarebbe stato sufficiente per sancire il successo dell’incontro, ma non dimentichiamo che i due presidenti si sono riuniti per aprire il gasdotto TurkStream, che porterà 31,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno, energia equivalente a quella prodotta da 39 reattori nucleari.

“L'interazione tra Russia e Turchia si sta sviluppando costantemente in quasi tutte le aree. Nonostante la difficile situazione mondiale e i tentativi di numerosi attori internazionali di impedire l'espansione della cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra i nostri paesi, la cooperazione va avanti", ha dichiarato Putin.

"La fornitura di gas russo attraverso TurkStream sarà senza dubbio di grande importanza non solo per l'economia della Turchia e della regione del Mar Nero, ma avrà anche un impatto positivo sullo sviluppo di molti paesi dell'Europa meridionale e contribuirà a migliorare la sicurezza energetica dell'intera Europa”, ha proseguito il presidente russo. Anche Erdogan è apparso notevolmente soddisfatto. Ha inserito infatti un altro tassello per la realizzazione del suo sogno, far diventare la Turchia un hub energetico per l’Europa.

“Nessun progetto nel Mediterraneo orientale che escluda la Turchia ha alcuna possibilità di essere realizzato da un punto di vista economico, legale e diplomatico”, ha esordito il presidente turco. Ankara, ha detto Erdogan, “ha la più estesa linea costiera del Mediterraneo e può dire la sua in ogni tipo di progetto in questa regione”, giacché “intende diventare un hub energetico globale, come dimostra il gasdotto Tanap dal Caspio".

La parte sottomarina del gasdotto appena inaugurato ha lunghezza di 930 km ed arriva a una profondità di 2200 m. Vi sono due linee da 15.75 miliardi di mc all’anno ognuna, la prima sarà usata per soddisfare il fabbisogno turco (e, di fatto, cancellerà il trasporto tramite gasdotto TransBalcanico via Ucraina), un'altra sarà usata per portare gas russo a clienti europei, bulgari, serbi ed in futuro tanti altri.

Non per caso, alla cerimonia di apertura hanno presenziato anche il primo ministro bulgaro Boyko Borisov e il presidente serbo Aleksandr Vucic, che saranno i primi a ricevere il gas russo (i serbi, ovviamente, dopo il completamento del tratto di gasdotto che, dalla Turchia, attraversa la Bulgaria e finisce in Serbia). Il premier bulgaro ha assicurato al presidente russo il completamento dei lavori in tempi brevi.

Da ricordare che il progetto TurkStream è nato dalle ceneri di South Stream, progetto simile che avrebbe dovuto passare attraverso il Mar Nero ma con sbocco in Bulgaria: la stessa Bulgaria, dopo numerosi ritardi, non diede il permesso di posa dei tubi e il progetto è stato dunque ridisegnato con punto di arrivo in Turchia. Ma nel South Stream l'Italia aveva un ruolo fondamentale: Eni era azionista del progetto, Saipem doveva posare i tubi sotto il Mar Nero. E con il TurkStream l’Italia ha perso tutti i ruoli.

Il gasdotto sottomarino è stato affidato alla svizzera Allseas, e il progetto è diventato russo-turco. Sputnik Italia ha chiesto a Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia, cosa pensa del TurkStream appena inaugurato e cosa significa questo progetto per l’Italia:

“Il primo pensiero va alla cancellazione del South Stream che per anni i governi italiani, fino a metà 2014, hanno fortemente sostenuto. Il TurkStrream l’ha sostituito con la differenza che è stato costruito da imprese diverse dalla Saipem che aveva già preso gli ordini. Da lì poi ha compromesso anche i rapporti con Gazprom, uno dei grandi costruttori di gasdotti e LNG terminal nel mondo. Per l’Italia e per le imprese italiane non è proprio una bella esperienza da ricordare. Tuttavia, visto l’abbondanza di gas che c’è in Italia, l’Eni ha evitato di acquistare altri volumi che adesso non saprebbe dove mettere, peraltro magari acquistato a prezzi alti legati al petrolio. Detto questo, la struttura è importante, rafforza e diversifica le forniture verso l’Europa dalla Russia, il paese al mondo con le più alte riserve e, cosa non meno importante, con i costi di produzione più bassi in assoluto, molto più bassi di quelli degli USA che stanno mandando carichi di GNL verso l’Europa. Più infrastrutture in Europa significa anche più mercato e più competizione, l’Europa ha bisogno di gas nei prossimi anni per sostituire carbone e nucleare e per integrare le rinnovabili. In definitiva una bella notizia perché unisce ancora di più la Russia e l’Europa”.

Con questo progetto si conclude il cerchio di gasdotti che arrivano dalla Russia dal nord (Nord Stream) fino al sud (TurkStream), aumentando dunque la sicurezza energetica dell'area. Per usare le parole di Putin, “i tentativi di numerosi attori internazionali di impedire l'espansione della cooperazione” hanno avuto poi parziale successo nel caso di Nord Stream 2. Il gasdotto è quasi completato ma a causa delle sanzioni americane l’operatore Allseas ha interrotto la posa di tubi sottomarini mentre mancavano solo 160 km al completamento dei lavori.

Tuttavia gli esperti sono sicuri che Nord Stream 2 sarà completato, anche usando navi russe, seppur con un rallentamento. In particolare, il ministro dell'Energia russo Alexander Novak ha detto che il gasdotto potrebbe essere completato usando la nave russa "Akademik Chersky" entro il 2020.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Gas, Energia, Italia
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