11:20 03 Giugno 2020
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L’insostenibile pesantezza del ‘politically correct’ colpisce ancora, in una società oramai esausta, in cui le scorrettezze vere passano inosservate, mentre battute e innocua satira finiscono immolate alla pubblica gogna affinché siano di monito a tutti i potenziali, aspiranti e futuri trasgressori del ‘pensiero unico’.

Due a stretto giro, oramai è un bollettino di guerra. Due disegnatori. Uno di questi è Mario Improta, in arte Marione, vignettista satirico e dirigente di Vox Italia. Per intenderci Vox Italia quella lanciata da Fusaro, che ora è un vero e proprio partito ma fino a poco fa era solo una pagina di controinformazione, aveva già subito la tremenda vendetta del ‘pensiero unico dominante’ quando a settembre era stata bannata da tutti i social compresa persino la presunta ‘imparziale’ Wikipedia.

Cos’ha fatto di tanto grave Marione questa volta per essersi guadagnato la cacciata dalla sindaca Raggi e la pubblica gogna mediatica? Semplice, in occasione del trionfo di Boris Johnson, preludio ad una vera e propria Brexit, aveva disegnato il Primo Ministro britannico in fuga da una UE rappresentata come Aushwitz. Metafora, per altro quella di Aushwitz, utilizzata spesso e da più parti per rappresentare qualcosa resosi orribile e dal quale meglio scappare. Noi stessi avevamo pubblicato poco tempo fa una vignetta in tema simile in occasione della notizia proveniente dagli Stati Uniti in cui, a quanto pare, prigionieri nelle carceri verrebbero costretti a produrre componenti per missili da crociera. La cosa ci ricordava appunto i lavori forzati e avevamo pubblicato una vignetta volutamente provocatoria che ricordasse per associazione mentale qualcosa di ben più grave. Si chiama iperbole, è la figura retorica più utilizzata in satira. Nel caso di Marione gli è costata un fiume di polemiche e la perdita della collaborazione con la giunta Raggi.

​Mentre La Repubblica ed altri ‘turboeuropeisti’ per dirli alla ‘Vox’, si sono ‘limitati’ ad usare il termine ‘vergogna’ già a partire dai titoli, c’è addirittura chi ha accusato Marione di ‘figuraccia in mondovisione’ titolando “Un fumettista grillino ha preteso di spiegare al Memoriale di Auschwitz una vignetta sui lager”, arrivando persino a descriverlo come null’altro che un povero fallito infatuato della ‘creatura’ di Fusaro (Vox Italia appunto) dopo essere stato scartato persino dai ‘grillini’. Un trattamento da miserere già, ma non pochi sui social e il mondo della controinformazione si sono chiesti, con giusto punto di diritto, se tutto questo crucifiggi fosse dovuto ad un improprio accostamento tra il dramma di Auschwitz e la ben più morbida (almeno per ora) vicissitudine britannica nella compagnia EU, oppure se il grado di tanta acredine non fosse determinato piuttosto o proprio dal fatto che si fosse messa in discussione la sacralità della nostra intoccabile Unione Europea.

Per altro, a proposito di politicamente corretto e Aushwitz, segnaliamo un recente servizio RAI in occasione della morte di Piero Tarracina, superstite dell’olocausto.

Ad un certo punto nel ‘documentario’ mandato in onda si sente dire “...non poteva non commuoversi Pietro Terracina quando ricordava la vita e sopratutto la morte dentro Aushwitz, ma allo stesso modo non poteva non continuare a ricordare. La memoria per lui è sempre stata l'unico antidoto all'orrore subito.... c'è anche lui in queste immagini sbiadite filmate DAGLI AMERICANI ARRIVATI A LIBERARE AUSHWITZ”. A proposito quindi non solo di politicamente corretto ma anche di ‘memoria’.

L’altro episiodio, praticamente concomitante con quello di Marione, è quello di un altro disegnatore - Simone Fugazzotto. Questi, incaricato dalla Lega Serie A di creare una campagna contro il razzismo proponendo un’idea design, era riuscito a inventare qualcosa di veramente innovativo e finalmente provocatorio. Con una tattica antica quanto il mondo, nota già ai tempi di Sun Tzu, ma sempre valida, aveva rivolto l’odio contro l’odiatore – rispondere alla violenza mostrando a chi la manifesta quanto questa stessa sia stupida e inutile. L’idea era – fai il verso della scimmia contro il giocatore nero? Bene, allora io ti disegno tre scimmie, una con gli occhi marroni e caratteri africani, una con gli occhi a mandorla, e una con gli occhi azzurri e caratteri più europei. Ecco, vedi? Siamo tutti scimmie, cretino!

Risposta della Federazione Italiana Gioco Calcio? Si è dovuta scusare. Capito. Si sono dovuti scusare. Ma scusare di cosa? Non ha forse ragione Fugazzotto a dire che tutti siamo scimmie. Ma più scimmie di così?

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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