18:19 10 Luglio 2020
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Il futuro del Mediterraneo tra geopolitica e sicurezza, economia e sviluppo, società civile e cultura. Roma ha ospitato la quinta edizione della conferenza MED-Mediterranean Dialogues, appuntamento annuale che vede sempre più partecipazione. A Roma nasce il dialogo sulle sfide e sulle opportunità del Mediterraneo.

Si è aperta a Roma la quinta edizione della conferenza MED Dialogues, promossa dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Ispi a partire dal 2015. La conferenza sul Mediterraneo vede la partecipazione di oltre 50 leader tra presidenti, primi ministri e ministri e circa 1000 imprenditori, accademici, esponenti delle maggiori organizzazioni internazionali. All’appuntamento ha partecipato fra gli altri ospiti il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Tra i temi strategici al centro del dibattito le principali crisi regionali, con un focus su Libia e Siria, il terrorismo, la gestione dei flussi migratori, l’impatto geopolitico dei cambiamenti climatici e i nuovi scenari energetici.

MEDITERRANEO ALLARGATO, IMPORTANZA STRATEGICA PER L’ITALIA

 Nel suo discorso d’apertura il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato delle sfide e delle opportunità della regione. “Dal Mediterraneo allargato prendono origine molte delle crisi globali che interessano il nostro Paese. La prosperità e la stabilità della regione sono condizioni essenziali per la stabilità e la prosperità dell’Italia e dell’Unione Europea. La collaborazione dei Paesi dell’area ha una rilevanza strategica, per questo ho effettuato la mia prima visita bilaterale come ministro degli Esteri in Marocco, partner di riferimento su tanti temi di interesse comune”.

RUOLO DELL’UE E DELLA RUSSIA NEL MEDITERRANEO

“La minaccia terrorista, lo sfruttamento dei flussi migratori irregolari che arrivano ai nostri confini sono due problematiche che riguardano tutti ed esortano l’Europa a governare le sfide, invece di subirle. Il Mediterraneo con le sue sfide e le sue opportunità deve diventare la nuova missione storica dell’Unione Europea, la sua priorità strategica. Come ricordava Aldo Moro – L’Europa intera è nel Mediterraneo.” ha sottolineato il Ministro Di Maio.

Di Maio ha definito la Russia invece “interlocutore ineludibile” nella regione.

CRISI NEL MEDITERRANEO: SIRIA, IRAN, LIBIA

Il ministro Di Maio sulla Siria ha posto l’accento sull’importanza di ogni iniziativa diplomatica inclusiva, bollando come inaccettabile l’opzione militare nel golfo.

“Siamo preoccupati per il graduale disimpegno iraniano dall’intesa sul nucleare, che resta per noi uno strumento importante in chiave di non proliferazione”, ha continuato Di Maio.

In merito alla minaccia terroristica nella regione del Mediterraneo il titolare della Farnesina ha accennato al prossimo importante appuntamento nel 2020: la riunione ministeriale della coalizione anti Daesh con oltre 80 Paesi presieduta dall’Italia.

Il ministro si è espresso così sulla Libia:

“L’interesse nazionale italiano in Libia è ancorato ai principi dell’unità, della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese. Questo obiettivo è possibile solo promuovendo il dialogo fra tutte le diverse anime politiche libiche e tutti gli attori internazionali maggiormente interessati”. Inoltre il ministro ha ricordato che l’Italia è l’unico Paese europeo ad effettuare corridoi umanitari per l’evacuazione di rifugiati dalla Libia.

In conclusione al suo discorso Di Maio si è soffermato sull’importanza degli investimenti per le imprese nella regione, sulla diversificazione dell’energia, sulle rinnovabili e sull’innovazione tecnologica, visto che il 50% della regione del Mediterraneo allargato è composta da cittadini minori di 25 anni.

A suscitare grande interesse della platea è stata la partecipazione ai Dialoghi del ministro degli esteri russo Sergey Lavrov, accompagnato dal giornalista del Corriere della Sera Franco Venturini e dal vice direttore del Tg3 Riccardo Chartroux.

IL MEDITERRANEO SECONDO LAVROV

“Risolvere le numerose crisi regionali è possibile solo attraverso i principi del diritto internazionale, una rispettosa cooperazione fra Paesi basandosi sugli strumenti della diplomazia. L’esempio di una diplomazia multilaterale efficace è la Siria: grazie al lavoro dei negoziati di Astana, con la partecipazione della Russia, dell’Iran e della Turchia, è stato possibile innescare un processo politico”.

LAVROV SULLA LIBIA: RUSSIA DIALOGA CON TUTTE LE PARTI

 “Ovviamente il conflitto può essere risolto esclusivamente attraverso la politica e un dialogo libico inclusivo. E’importante che la comunità internazionale favorisca la partecipazione di tutte le forze politiche libiche e tutti i player esterni interessati, ivi inclusi i Paesi vicini, l’Unione Africana e la Lega degli Stati Arabi” ha sottolineato Lavrov.

Alla domanda del giornalista del Corriere della Sera Franco Venturini sui presunti mercenari russi in Libia, Lavrov ha risposto ironizzando: “Quando accade qualcosa viene subito accusata la Russia. Leggevo che in Francia hanno trovato una cellula di spie russe, poi però si è scoperto che non erano affatto delle spie. La notizia sulla cellula di spionaggio è rimasta però”.

Rispondendo in merito sulla Libia il ministro Lavrov ha ricordato come la Russia sia “uno dei pochi Paesi che dialogano con tutte le parti coinvolte”. Inoltre ha espresso stupore per quanto riguarda l’assenza alla conferenza di Berlino delle parti libiche e dei Paesi vicini. “È stata un’occasione persa in questo senso. Speriamo in passi più inclusivi in futuro” ha affermato Lavrov.

LAVROV: PARTNER OCCIDENTALI E NATO INAFFIDABILI

Nel corso del dibattito rispondendo alla domanda sulle politiche americane nella regione Sergey Lavrov ha così descritto i rapporti fra la NATO e Mosca:

“Abbiamo sempre avuto dei rapporti normali di lavoro, rapporti pragmatici. Non siamo stati noi ad interrompere queste relazioni. La NATO ha chiuso ogni canale di comunicazione con noi, comprese le riunioni fra militari e decine di appuntamenti annuali che avevano l’obiettivo di migliorare gli sforzi comuni contro il terrorismo. Questo rimane sulla coscienza della NATO. Noi non vogliamo supplicare nessuno, siamo ormai abituati all’idea che possiamo contare solo su di noi. I nostri partner occidentali non sono affidabili”.

© Sputnik . Aleksandr Scherbak
L'intervento di Lavrov al MED di Roma

LAVROV SULLA “DEMOCRAZIA” VOLUTA DALLA COMUNITA’INTERNAZIONALE

Rispondendo a una domanda del giornalista Chartroux sulle crisi che stravolgono diversi Paesi della regione dall’Iraq al Libano Lavrov ha commentato l’effetto della “democrazia” così voluta dalla comunità internazionale:

“La comunità internazionale deve capire che cosa vuole. Una democrazia come quella in Libia? Per quanto fosse stato autoritario il regime di Gheddafi la stabilità del Paese era indubbia. L’Europa non aveva alcun problema derivante dalla Libia. Lo stesso discorso riguarda il Libano, l’Iran, l’Iraq. I risultati sono sempre gli stessi: distruzione di uno Stato, esplosione del terrorismo, flussi migratori inarrestabili. Abbiamo visto uno scenario simile anche in Ucraina, dove ha avuto luogo un colpo di stato, appoggiato dai nostri colleghi americani. Al posto della stabilità otteniamo invece caos, chiamato “democrazia”.

UCRAINA E ACCORDI DI MINSK

E proprio l’Ucraina è stato l’ultimo tema toccato durante il dibattito. Il giornalista Chartroux ha chiesto quali siano le aspettative per il prossimo vertice del quartetto di Normandia a Parigi. Lavrov ha precisato che gli accordi di Minsk devono essere attuati dalle parti che hanno firmato, cioè Kiev, Donetsk e Lugansk:

“L’attuale presidente ucraino Zelensky sembra volersi impegnare per una soluzione pacifica del conflitto. Ogni tipo di soluzione era ostacolato dall’ex presidente Poroshenko. Per Parigi siamo in attesa di ulteriori accordi che permetteranno di risolvere la crisi garantendo la sicurezza e i diritti di statuto speciale degli abitanti nel Donbass. Aspettiamo di sentire in merito il presidente Zelensky, perché nel suo entourage diversi ministri rilasciano dichiarazioni contrastanti”, ha concluso il ministro Lavrov.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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