04:34 16 Dicembre 2019
Pinocchio

Pinocchio, il Gatto, la Volpe... il MES

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C’è un modo complicato e uno semplice per spiegare il Meccanismo Europeo di Stabilità. A quello complicato ci arriveremo passo passo, per quello semplice invece ci aveva già pensato Carlo Collodi.

Iniziamo dal modo semplice, quello descritto da Collodi nel capitolo 18 delle Avventure di Pinocchio, quando il burattino ritrova il Gatto e la Volpe e va con loro a seminare le monete nel Campo dei miracoli.

“Eccoci giunti; — disse la Volpe al burattino — Ora chinati giù a terra, scava con le mani una piccola buca nel campo, e mettici dentro le monete d’oro. Pinocchio obbedì. Scavò la buca, ci pose le quattro monete d’oro che gli erano rimaste e dopo ricoprì la buca con un po’ di terra”.

Fine della spiegazione semplificata di cosa sia il MES. Adesso passiamo a quella complicata la quale, tuttavia, si avvalorerà della forma semplificata utilizzandola in veste di metafora di tanto in tanto.

Origine del MES

Detto anche Fondo salva-Stati (in inglese European Stability Mechanism), è un meccanismo presentato in origine proprio come una sorta di ‘Campo dei Miracoli’ in cui gli Stati avrebbero dovuto mettere le monetine per poi, in caso di necessità propria o di altri Stati della comunità, poter andare a raccogliere i frutti dall’albero degli Zecchini. Venne istituito nel 2011 in occasione della crisi del debito pubblico di alcuni Paesi europei come Grecia, Cipro, Portogallo, Irlanda.

Perché è molto probabile che sia una fregatura e Pinocchio non lo dovrebbe firmare?

Per prima cosa perchè sono il Gatto e la Volpe ad insistere a fartelo firmare, cioè Germania e Francia, già questo dovrebbe far sospettare che c’è qualcosa che non va. In secondo luogo perchè già in passato c’è costato non poco – esperienza del sostegno alla Grecia – e gli zecchini seminati non li abbiamo più rivisti. Il punto è che fondamentalmente, chiunque voglia costruirsi delle garanzie per il futuro, non mette i soldi sotto terra e li lascia in custodia al Gatto o alla Volpe. Se vuoi premunirti per i tempi bui metti sì i soldini da parte, ma in una banca di cui ti fidi, te li ridà quando chiedi e al limite se non bastano chiedi prestito a parenti e amici non agli strozzini. Il MEC invece prevede, almeno nella formula aggiornata e che vorrebbero farci sottoscrivere (ammesso che non sia già stata di fatto sottoscritta da Conte e già non ci sia più nulla da fare) che noi mettiamo a disposizione del Consiglio dei Governatori del MES (nessuno di questi italiano) la bellezza di circa 120 miliardi di euro (che non abbiamo) e che questi possano pretendere da noi sull’unghia entro 7 giorni. Però se dovessero servire a noi, non ce li darebbero certo altrettanto sull’unghia e comunque ci costerebbero un occhio della testa di interessi.

Riassumendo – Pinocchio non può spendere 20 zecchini per creare posti di lavoro, risanare, investire in scuole, ospedali, ponti, ferrovie, combattere il dissesto idrogeologico, rimettere in moto l’economia con la spesa pubblica, però ne può versare 120 in un fondo che poi, se e quando vogliono gli amministratori del fondo, in modo per altro insindacabile, glieli ridà indietro a condizioni da strozzo e se invece non gli servono, li può comunque perdere perchè li prenderanno per sanare i debiti a strozzo di altri.

Allora a chi è che conviene?

Chi compra il debito di uno Stato in sofferenza, come successo con la Grecia che fu il Pinocchio di turno poco fa e ancora ne paga le conseguenze, non lo fa per bontà d’animo. Lo fa perchè più uno Stato rischia l’insolvenza, più è conveniente acquistare i suoi debiti. Questo per il semplice meccanismo che, proprio perchè è a rischio il recupero del credito, questo credito diventa appetibile solo quando ci sono interessi molto alti per chi compra detto credito. Ora, Francia e Germania sono stati i Paesi che si sono presi i rischi maggiori per finanziare il debito greco, ma sono stati anche coloro che ci hanno guadagnato di più proprio grazie agli alti tassi di interesse delle obligazioni statali greche. Adesso però il rischio è che il nostro Gatto e la nostra Volpe si siano esposte troppo ed ecco appunto perchè spingono i vari altri Pinocchi di turno (noi per primi) a sottoscrivere il MES – se Grecia e altri dovessero risultare insolventi, ecco che i soldi li prenderebbero dagli zecchini sepolti nel Campo dei Miracoli dai fessi di turno e loro potrebbero continaure a godersi gli alti interessi a rischio zero. L’Italia dà i soldi alla Grecia - se la Grecia non ce la fa a pagare i debiti con i soldi propri - la Grecia salda i debiti comunque nei confronti di Francia e Germania con i soldi presi dall’Italia. Felici e coglionati come Pinocchio che torna a casa dal Campo dei Miracoli dopo averci lasciato gli ultimi risparmi sognando di essersi costruito un futuro.

La questione del presunto tradimento di Conte

Claudio Borghi e Alberto Bagnai, il primo responsabile economico della Lega, il secondo Presidente della Commissione permanente Finanze del Senato, sempre della Lega, nonchè poi lo stesso Salvini e la Meloni nei recenti interventi al fulmicotone in Parlamento, hanno accusato più o meno direttamente il Premier Giuseppe Conte niente meno che di tradimento. In che cosa consisterebbe questo presunto tradimento? Consisterebbe nel fatto che, come ampiamente specifica Borghi nel video postato sul suo profilo facebook e che qui alleghiamo, a giugno di quest’anno, Alessandro Rivera (il nuovo Direttore Generale del Ministero dell’Economia), Giovanni Tria (Ministro delle Finanze al tempo dei fatti) e Giuseppe Conte, erano stati inviati in rappresentanza dell’Italia alla riunione di Bruxelles con il preciso mandato politico concordato con la maggioranza di NON firmare nessun accordo sul MES.

Essendo per altro il Governo Conte stesso null’altro che una emanazione della maggioranza che si era andata faticosamente formando dopo le ultime elezioni, e non essendo Conte stesso stato votato direttamente da alcuno, era chiaro che questi dovesse attenersi rigidamente alle direttive della maggioranza che lo aveva ‘creato’ dal nulla. Ora, invece, a quanto pare, risulta che Conte si sia esposto fin troppo nei confronti dei colleghi europei e addirittura Roberto Gualtieri, nuovo Ministro dell’Economia succeduto a Tria, ha fatto sapere che oramai il MES è in fase avanzata e non più reversibile.

Chi mente? Il Primo Ministro, il Ministro dell’Economia o l’opposizione che accusa?

Gli interventi di ieri alla Camera sia della Meloni, arrabbiatissima, che quello di Salvini, semplicemente arrabbiato, puntano tra gli altri su un punto che sembra inequivocabile – se è vero quello che dice il Premier Conte, cioè che è falso che sia stato preso alcun impegno definitivo riguardo al MES, allora deve essere per forza falso quello che dice il suo Ministro dell’Economia Gualtieri, il quale al contrario afferma che il MES oramai non sarebbe più reversibile.

La terza ipotesi non può essere che gli stessi Salvini, Meloni e opposizione tutta a loro volta mentano quando affermano che erano state date precise istruzioni allo stesso Premier di non procedere oltre con l’avvallo del MES in sede europea.

L’ipotesi della ‘ristrutturazione del debito’

Alle obiezioni dell’opposizione, Conte, Gualtieri e tutti gli altri coinvolti nell’affaire MES, abbozzano giustificando che ‘tanto’ non sarà l’Italia ad aver bisogno di questo meccanismo salva Stati e che non ci sarebbe alcunché da temere. In questo modo tuttavia ammettono implicitamente che sarebbe un guaio dover attingere a questi fondi perchè sarebbero a condizioni di strozzinaggio, e in secondo luogo, non spiegano il concetto di ‘ristrutturazione del debito’ che ci attenderebbe nel caso ci venissero chiesti effettivamente i miliardi sull’unghia per il MES entro i fatidici 7 giorni come spiega Borghi nel suo secondo video educativo sul tema (video) e spiega anche la Meloni nel suo intervento in Parlamento (intorno al minuto 6.00). In effetti è facile prevedere che anche solo l’ipotesi di ristrutturazione del debito pubblico potrebbe scatenare effetti devastanti sui mercati finanziari. Chi se la sentirebbe di acquistare obligazioni statali italiane sapendo che oggi compri 100 e domani, non si sa mai, te ne potrebbero confermare solo 70 invece di garantirti 100 più i giusti interessi? E’ chiaro che esiste la possibilità di innescare un meccanismo a catena da ‘Campo dei Miracoli’ in cui non solo non cresce l’albero degli zecchini ma neppure ti ritovi più quelle monetine che avevi sepolto tanto speranzoso sotto terra.

Posizioni in campo, chi rischia (opinione)

Descritti quel po’ di fatti raccontati finora, estrapolati per altro null’altro che dalle testimonianze degli attori diretti della vicenda che abbiamo linkato nei video di modo che ognuno si faccia una propria idea e da sé valuti, ecco che ci concediamo un piccolissimo spazio per azzardare ipotesi nostre. Chi rischia di più dal punto di vista politico, posto che il rischio più grave rimane sempre e comunque quello per i risparmi dei cittadini? Iniziamo da Conte.

Conte

Conte è in trappola comunque. (Ripeto, ipotesi mia personale, per quello che vale).

Se farà un passo indietro verrrà divorato da Bruxelles. Conte di suo non ha nulla in mano – è un semplice avvocato messo lì per compromesso, non ha un consenso suo. Se perde anche l’appoggio dell’establishment europea è finito. Se invece insiste con il MES è finito comunque perché verrà divorato dagli italiani che del MES non vorranno neppure sentir parlare, altro che sardine in piazza.

Il Movimento5Stelle

Di Maio ci ha già provato a mettere le mani avanti con l’ultimo post su facebook (link), spiegando la posizione di forte dubbio del Movimento.

Ma oramai è troppo tardi. O smentirà Conte, determinandone la fine politica, oppure verranno trascinati dentro anche loro e non ne usciranno più. D’altra parte però se smentiscono Conte gli tocca andare alle elezioni, trasformando la mossa estiva di Salvini, da avventata a lungimirante, subendo un colpo durissimo dal punto di visto politico. Posizione difficilissima. Potrebbero finire costretti ad andare fino in fondo e abbracciare il MES, sperando che quei miliardi poi le banche tedesche non ce li chiedano sul serio. Ma sarebbe come sperare di ritrovare gli zecchini una volta messi nel campo controllato dal Gatto e la Volpe.

Il PD

Il PD è felice e contento così. Viva il MES, viva l’Europa, porti aperti, jus solis, jus culturae, jus di qua, jus di là, Sardine, Saviano, la Vita è bella, l’amore vince sempre, abbasso i fascisti. Non c’è niente da analizzare col PD.

Salvini, Meloni, Borghi, Bagnai

Il momento d’oro per loro. Tanto più dovesse andare tutto in malora, tantopiù potranno continuare a dire – “ve l’avevo detto”. Il problema anche per loro però è che prima o poi vinceranno tutto e gli toccherà governare. E anche se gli zecchini non ce li metti nel Campo dei Miracoli, il Gatto e la Volpe sempre lì sono, a volerci tanto bene in questa Europa comune di cari alleati che ci danno sempre buoni consigli.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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