17:07 07 Dicembre 2019
Aereo Alitalia in decollo dall'Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma.

"Natale con i tuoi": un lusso che gli emigrati siciliani non possono sempre permettersi

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Prezzi dei biglietti aerei alle stelle nel periodo natalizio, molte le famiglie costrette a rinunciare al Natale con i propri cari. Codacons denuncia: lo Stato deve garantire il diritto alla circolazione e la continuità territoriale.

Di ieri sera la lettera di Musumeci al MIT: le tariffe hanno superato ogni ragionevole limite per i residenti.

Il rapporto Svimez pubblicato la settimana scorsa, ha tracciato un desolante quadro della situazione al Sud. Dal 2000 a oggi, 2 milioni e 15 mila residenti sono stati costretti a lasciare il Mezzogiorno. Più della metà sono giovani al di sotto dei 34 anni, quasi un quinto laureati. Per chi resta l'incubo povertà. In Sicilia e Campania 1 cittadino su 4 è a rischio povertà, secondo Eurostat. Ultimi in Europa, peggio della Grecia.

Per la Sicilia la situazione è aggravata dalla discontinuità territoriale. Quei 4 km di stretto sono un limite alla circolazione dei siciliani. L'insularità si abbatte proprio su chi è stato costretto ad emigrare per studio o lavoro.

I fuorisede siciliani possono contare su pochi collegamenti ferroviari, quindi per lo più viaggiano in areo. Durante l'anno i prezzi dei voli sono abbordabili e si può contare sui biglietti in offerta. Ma durante le ferie, le festività e i ponti, l'aumento della domanda fa schizzare i prezzi dei biglietti. Risultato: un volo Roma – Londra costa la metà che andare a Catania o Palermo.

Eppure lo Stato dovrebbe garantire il diritto di circolazione all'interno del territorio nazionale e dovrebbe garantire la continuità territoriale. E' la denuncia fatta da Codacons, che ha annunciato un esposto alle procure di Palermo e Catania.

Il caro biglietti aerei «viola il diritto costituzionale dei siciliani alla libertà di movimento» e questo potrebbe portare a ipotizzare i reati di «sequestro di persona, estorsione e di altra fattispecie» in quanto «durante il periodo delle prossime festività, a molti siciliani meno abbienti sarà impedito di lasciare o raggiungere l’Isola, a causa delle scandalose tariffe che superano 500 euro a tratta, considerato che il trasporto aereo è l’unico mezzo di collegamento di cui può servirsi un siciliano».

In realtà a non potersi permettere di passare il Natale con i propri cari sono le famiglie della classe media. La gente è arrabbiata: dopo esser stata costretta a lasciare la propria casa per lavoro, è costretta a scegliere tra spendere una fortuna e non vedere i suoi cari. "Ci viene negato anche il diritto di poter godere delle feste con i nostri figli, genitori, fratelli" denuncia Grazia sui social, mentre Mirta racconta di aver dovuto chiedere i soldi alla famiglia, pur lavorando, per poter assistere la madre morente, dopo due anni che non la vedeva. Nelly ci indica una petizione on line per chiedere la continuità territoriale.

La Sicilia non ha una convenzione per la continuità territoriale. Gli emigrati vengono trattati dal mercato dei viaggi alla stregua di turisti. Le tariffe fisse annunciate dall'ex ministro Toninelli, relative agli aeroporti di Comiso e Trapani-Birgi non hanno ancora avuto l'ok da Bruxelles.

La questione è arrivata all'Ars, dove la richiesta di abbattimento dei costi di insularità è trasversale. Dopo l'annuncio dell'ufficializzazione della richiesta di continuità territoriale, ieri sera il presidente della regione Sebastiano Musumeci ha scritto al ministro De Micheli "ultimamente le tariffe aeree tra i principali scali aeroportuali della Sicilia e quelli del continente hanno superato ogni ragionevole limite per i residenti", che impedisce ai siciliani di avere pari opportunità come cittadini europei. Cancellieri ha annunciato l'inserimento della continuità territoriale in manovra, ma l'agevolazione potrebbe non riguardare tutti i "fuorisede", ma solo quelli ancora residenti in Sicilia o appartenenti a determinate categorie.

Da una segnalazione sui social di un utente catanese, ci viene comunicato che il costo che una famiglia di 4 persone deve sostenere per recarsi da Torino a Catania è di 2100 euro. Per verificare andiamo su Skyscanner: una famiglia con due bambini deve spendere 2317 euro per un Torino-Catania a/r, dal 20 dicembre al 6 gennaio. I prezzi lievitano di giorno in giorno, sotto l'effetto delle leggi di domanda e offerta.

Andiamo in agenzia di viaggio e ci attende Fabio, a cui chiediamo un biglietto Linate/Catania Fontanarassa in data 23 dicembre e rientro 6 gennaio. Il costo è di 430 euro. Andare da Linate a Parigi con la stessa compagnia costa 260 euro. Da Roma invece un biglietto per Catania costa 360 euro, mentre Londra nello stesso periodo costa 160 euro, meno della metà.

Esistono sette compagnie che servono la Sicilia, ma viaggiano su tratte diverse a scapito della concorrenza. Inoltre Vueling ha abbandonato alcune tratte, provocando un ulteriore aumento delle tariffe. Ad esempio solo due compagnie, Alitalia e Ryanair, servono la tratta Catania-Roma.

Fabio gentilmente spiega che esistono biglietti a poco prezzo, esistono tariffe speciali per famiglie, ma hanno disponibilità limitata. Occorre prenotare mesi prima, in primavera suggerisce Fabio, per avere dei prezzi abbordabili.

Ma non tutti hanno la possibilità di programma le ferie sei mesi prima. E' il caso di Graziana, catanese di 32 anni, fuorisede dal 2011, che non può prenotare un biglietto con largo anticipo, perché deve concordare le ferie con i colleghi e il responsabile.

"A me piace vivere a Milano" una città accogliente, piena di opportunità e con standard di vita alti, ammette, "ma vivo il disagio del caro prezzo degli aerei nel periodo natalizio ed estivo. Soprattutto quest'anno ho avuto la sensazione che le compagnie aeree cerchino di tappare i buchi sulla pelle di noi fuorisede. I prezzi quest'anno sono davvero spropositati".

Lamenta enormi oscillazioni dei biglietti, che aumentano di giorno in giorno. "Lunedì guardavo un biglietto aereo Linate-Catania a/r per il 21 di dicembre a un prezzo di 210 euro. Ho controllato lo stesso volo venerdì e il prezzo era raddoppiato a 400 euro. Io ho speso un terzo del mio stipendio mensile per pagare il mio biglietto aereo. Con lo stesso prezzo faccio un weekend in una capitale europea, tutto compreso".

Anche Chiara, studentessa di Biologia a Padova, conferma l'eccessivo incremento dei prezzi. Ci dice di aver passato gli ultimi giorni su SkyScanner per cercare voli convenienti da qualsiasi aereoporto fruibile, come tanti suoi colleghi, e ci mostra gli screen, i risultati delle sue ricerche. Un volo Ryanair da Milano per Catania prenotato per il prossimo 16 gennaio costa appena 11 euro. Lo stesso volo il 21 dicembre costa 291 euro.

"Più volte mi sono trovata, come i miei colleghi, a dover scegliere di non tornare a casa per non perdere un patrimonio". E anche lei sottolinea: "Con cifre irrisorie a confronto volo nelle maggiori capitali europee".

E' il caso di Mattia, dottorando a Trento, che passerà il Natale in Russia, anziché tornare a Palermo. "Nel corso dei 3 anni di dottorato – racconta a Sputnik Italia - sono tornato in Sicilia 7 volte, di cui 3 il primo anno. I tempi sempre incerti della ricerca sono incompatibili con il largo anticipo necessario per comprare i biglietti aerei a prezzi accettabili. Per esempio, l'ultima volta sono tornato ad agosto ma ho dovuto comprare i biglietti ad aprile per pagarli poco più di 250€". Al sacrificio economico si somma quello della lontananza da casa: "Mi piacerebbe tornare un giorno in Sicilia. Purtroppo però al momento la situazione economica è disastrata e non c'è spazio per chi ha elevate competenze in campo informatico".

Daniele, invece ha scelto di andare via, e a 26 anni dopo la laurea, si è trasferito a Roma, dopo lavora in azienda da ormai 4 anni. "Questa situazione mette il fuorisede in una situazione di disagio psicologico. Ti pone di fronte a una scelta: spendo 150-200 euro però sto con i miei famigliari un giorno in più, oppure non me lo posso permettere e spendo cifre più basse, a discapito del tempo. Tempo prezioso perché non abbiamo durante l'anno molti giorni da passare con i nostri cari". Una specie di condanna all'esilio. "Per me è stata una scelta andare lontano da casa, ma per chi non lo è, si è trovato davanti a una scelta obbligata, oltre il danno vive la beffa: non solo sto lontano da casa, soffrendo la lontanza, ho un enorme costo per poter vederli, per di più sono messo davanti alla condizione di dover scegliere se salvare il portafoglio o stare con la mia famiglia un giorno prezioso in più".

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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