20:32 07 Dicembre 2019
Tribù dei Mursi - Etiopia

Nuove tribù di pensiero: i fobofobici

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Se chi ha paura dei musulmani si chiama islamofobico, chi ha paura degli ebrei, antisemita o giudeofobo, chi degli omosessuali, viene chiamato omofobo, come si chiamano allora tutti coloro che hanno paura di chiunque abbia a sua volta paura di qualcosa?

Fobofobici forse. A seconda dei vari vocabolari la fobofobia è indicata come quella rara tipologia di paura che consiste nella paura di avere paura, la paura di sviluppare una paura ma anche, forse potremmo aggiungere, la paura di coloro che hanno paura.

Il punto di partenza del ragionamento che porta a pensare che questa categoria di persone esista e non sia affatto rara è l’ennesimo rapporto annuale della European Islamophobia Report. Il rapporto del 2018, che, pur essendo un documento in lingua inglese e che studia la situazione dell’Europa intera Paese per Paese e non solo dell’Italia,  ha in copertina Salvini, ci spiega come siano in aumento i casi di intolleranza verso i musulmani. La motivazione di questo fenomeno, secondo il rapporto, sarebbe la crescente islamofobia, cioè la paura dei musulmani. La sezione dedicata all’Italia è redatta dai sociologi Alfredo Alietti dell’Università di Ferrara e Dario Padovan dell’Università di Torino. Nella sintesi di presentazione delle loro 24 pagine si legge:

“Le ultime elezioni politiche del marzo 2018 hanno messo in luce le questioni connesse alla migrazione e ai flussi dei rifugiati politici, rendendoli temi centrali nell'agenda politica e nell'opinione pubblica. Il consenso elettorale della Lega e del suo leader Matteo Salvini sono incrementati nel corso del 2018 a seguito di una retorica anti-migrazione. All'interno di questa cornice discorsiva, le questioni dell'Islam e delle comunità musulmane hanno attirato particolare attenzione attraverso lo stereotipo dell’incompatibilità con le culture cristiane e occidentali, e quello del terrorismo.

Il clima xenofobo e anti-islamico favorito dai principali attori politici dell’ala destra, Lega e Fratelli d’Italia, dai movimenti di estrema destra (Casa Pound e Forza Nuova) e dai rami più conservatori dei mass media, come Il Giornale, hanno causato effetti molto negativi a livello sociale, legittimando comportamenti razzisti.

Attacchi fisici e verbali su immigrati, richiedenti asilo, rifugiati e cittadini musulmani sono aumentati nel nord e sud dell'Italia, portando a eventi drammatici come il ferimento da arma da fuoco di sei migranti dalla Nigeria a Macerata il 3 febbraio e l'omicidio di un venditore ambulante senegalese, Idy Diene (54 anni), a Firenze il 5 marzo. Inoltre, come sottolineato dalla ricerca, il discorso di odio verso le comunità musulmane è aumentato, riflettendo la nascita di una diffusa ostilità nella società italiana nei confronti delle diversità culturali. Le risposte della società civile, delle associazioni democratiche e di una parte importante del mondo cattolico è stata sicuramente coerente, ma sembra essere inefficace in termini di opposizione a questa deriva. La collaborazione tra questi realtà e le ONG musulmane stanno diventando sempre più urgenti per contenere la situazione che sta mettendo a repentaglio le strutture democratiche e il futuro di civile convivenza in Italia”.

In buona sostanza il problema dell’aumento degli episodi di ostilità verso i musulmani sarebbe determinato, secondo i due accademici, dalla crescente islamofobia, la quale derivererebbe a sua volta dalle destre e dai media conservatori che la istigherebbero. L’aumento dell’immigrazione incontrollata, le difficili condizioni sociali, i problemi di inserimento, gli attriti inevitabili con la popolazione autoctona che ai livelli sociali bassi si contende con i nuovi arrivati le medesime risorse scarse, non sarebbero quella la vera arma del crescente razzismo. In pratica l’islamofobia sarebbe una causa, non un effetto. Una visione molto accademica quindi, di chi il mondo lo studia dall’alto e nelle periferie, magari di notte, non ci ha mai messo piede.

Se la causa è l’islamofobia allora, bisognerà aver paura dell’islamofobia, non delle cause. Paura della paura. Ecco la soluzione. Quindi no a Salvini, alla Meloni, ai giornali che non seguono ‘la corrente’, a tutti coloro che hanno paura dei porti aperti, dell’accoglienza. Fobofobia appunto.

Eppure la fobia, la paura, non è altro che una componente dell’instinto di sopravvivenza. Certo, può trasformarsi in razzismo, integralismo, odio, ma non di per sé è maligna. Se qualcuno bussa alla tua porta è normalissimo avere paura, potrebbe essere chiunque. Se poi parla un’altra lingua, ha un’altra religione, altre abitudini, a maggior ragione è normalissimo essere quantomeno sospettosi. E’ proprio quell’instinto naturale che poi ci permette magari di conoscere piano piano chi abbiamo di fronte fino a diventarci amico, se ne vale la pena, oppure a rifiutarne la convinenza perchè, anche questo è bene notare, non sempre chi entra a casa tua merita di essere benvenuto. Il razzismo e l’odio sono un’altra cosa. Quelli subentrano quando ad una paura giustificata chi di dovere non fornisce le giuste rassicurazioni.

Quindi, mi dispiace per gli esimi sociologi delle due Università italiane, ma la loro conclusione non mi trova d’accordo – non è colpa di Salvini, Meloni, Feltri o Sallustri se sta aumentando l’islamofobia, è colpa al contrario della società che loro definiscono civile, in contrapposizione con quell’altra che evidentemente presumono incivile, che non sta dando le dovute rassicurazioni. Anche quelle stesse ONG musulmane alle quali viene fatto riferimento, se invece di fare propaganda politica si impegnassero a spiegare un po’ meglio che non c’è nulla da temere, che non è vero che tra trent’anni le nostre donne andranno anche loro al mare in burkini invece che bikini, che anche quando dovessero arrivare ad avere una loro rappresentanza al potere non ci imporranno mai limitazioni sulla braciola, ecco, forse sarebbero meglio quel tipo di discorsi lì invece che aprire un sito apposito chiamato islamophobiaeurope.com nel quale si parla di tutto meno che di queste cose, oppure compilare report sociologici che incolpano la politica partitica e non quella sociale e che partecipano al circuito SETA (Foundation for Political, Economic and Social Research) –  think tank politico che si definisce indipendente, senza scopo di lucro e apartitico ma che ha sedi ad Ankara, Istanbul, Il Cairo e Washington e si dice sia controllato da Recep Tayyip Erdoğan.

Per altro, se vi fosse ulteriore necessità di specificare per quale motivo certe analisi siano fin troppo semplificate, vi è la recente pubblicazione della Agenzia Anadolu, media di proprietà diretta del Governo turco che, per voce del deputato turco Faruk Kaymakci, spiega di come l’unico antidoto all’islamofobia sarebbe quello di far entrare la Turchia nell’Unione Europea. Guardacaso.

Quindi riassumendo questo schema – l’islamofobia sarebbe una causa, non un effetto, andrebbe quindi combattutata quella, magari facendo entrare la Turchia nella UE, favorendo le ONG musulmane, contrastando la società ‘incivile’ delle destre e, sopratutto, dato che è l’islamofobia in sé il centro del problema, bisogna averne paura. Islamofobia, antisemitismo, fascismo, omofobia – non vanno analizzati per quello che sono, le cause che le generano e aiutare chi ha queste paure a ridurle grazie alle giuste rassicurazioni che dovrebbero arrivare dalla società e dai diretti interessati stessi con in giusti argomenti, NO, bisogna temere tutto questo e basta. La nuova tribù di pensiero che sta emergendo e che si sta incoraggiando – i fobofobici.

Già, ma cosa c’è di più semplice da controllare e manipolare di un fobofobico, uno che ha paura persino delle paure altrui? Prova a parlare serenamente di islam, ebraismo, sessualità, ideoogie politiche varie nel momento in cui vengono posti sempre nuovi paletti e tabù, se oltre un certo livello di analisi non puoi andare perchè altrimenti subentra l’accusa suprema di fronte alla quale tutti devono tremare e fermarsi: Islamofobico! Antisemita! Razzista! Fascista! Comunista! Omofobo! Eccola lì la fobofobia, la paura delle paure. E stai sicuro che non ti muovi più.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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