01:46 18 Novembre 2019

Trump e Mattarella – quando per capire la politica bisogna andarsi a leggere le trascrizioni

© REUTERS / Jonathan Ernst
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Lo scalpore per la frase di Trump sugli antichi romani in conferenza stampa dopo l’incontro bilaterale con Mattarella? Niente in confronto a quello che aveva detto prima allo Studio Ovale e a quello che NON aveva detto il nostro Presidente.

Vi stupite per la frase che ha detto Trump sulle relazioni tra Italia e USA che risalirebbero ai tempi dell’Antica Roma? Assolutamente niente di eccezionale rispetto a quello che aveva detto in precedenza allo Studio Ovale e a quello che non aveva detto Mattarella in risposta. Tra l’altro dal punto di vista culturale è verissimo che il legame tra Antica Roma e Stati Uniti esiste – se l’Italia è Italia come nazione solo da un secolo e mezzo, e al tempo dei romani negli Stati Uniti c’erano i capostipiti dei Pelle Rossa e non certo  il Congresso, è pur vero che l’America venne colonizzata dalla cultura occidentale e questa, in gran parte, deriva appunto da quella romana. Stesso discorso potrebbe farsi quindi per quasi tutto il resto del pianeta, comprese Filippine, Nuova Zelanda e volendo Mozambico. Certo, bisogna riconoscere che alcuni concetti tipicamente romani – tipo il ‘dividi et impera’ – meglio degli Stati Uniti non li ha mai reinterpretati nessuno.

Ma lasciamo il lettore analizzare da sé il testo integrale dell’incontro allo Studio Ovale tra Trump e Mattarella, tradotto direttamente dalle trascrizioni ufficiali pubblicate dalla stessa Casa Bianca. E’ giusto che i giornali lascino spazio al giudizio dei lettori senza troppe reinterpretazioni che, spesso, anche non volendo, finiscono per essere manipolazioni. Segnaliamo solamente in neretto i passaggi che ci sono sembrati particolarmente significativi e tra parentesi note o testo in inglese quando la traduzione è dubbia. Con Trump spesso succede. Pubblicati gli originali però, magari in fondo, un commentino lo aggiungeremo. D’altra parte è pur sempre un articolo di opinione.

Osservazioni del presidente Trump e del presidente Mattarella della Repubblica italiana prima dell'incontro bilaterale – Trascrizione ufficiale

PRESIDENTE TRUMP: Beh, grazie mille. È un grande onore avere il Presidente dell'Italia con noi. È una figura altamente distinta (a man of great distinction). È molto rispettato in questo paese. Ed è bello averla (rivolto a Mattarella) alla Casa Bianca. Grazie mille, signor Presidente.

Abbiamo avuto un ottimo rapporto con l'Italia da molto tempo. Non penso che sia mai stato più vicino di quanto non lo sia ora. Come sapete, abbiamo vinto un arbitraggio di $ 7,5 miliardi, suppongo sia stata una notizia piuttosto importante (riferito al sì dell’Organizzazione Mondiale del Commercio ai dazi USA sulle merci europee per l’affare della Airbus). E so che ciò è contrario all'Unione europea e al commercio mondiale - buon commercio mondiale (evidentemente ironico). Per molto tempo hanno approfittato degli Stati Uniti. E so che la Turchia ci parlerà della loro parte perché sentono di non dover pagare così tanto.

E se guardi cosa sta succedendo, l'Italia se ne sta lamentando. La Turchia se ne sta lamentando - tutti se ne lamentano. La Turchia si lamenta di molte cose e la stiamo gestendo molto bene. Ma ci sono molti paesi che si lamentano delle diverse cause che abbiamo vinto recentemente nei tribunali. E il motivo per cui stiamo vincendo è che siamo adeguatamente rappresentati.

Stiamo vincendo, nel caso dell'Unione Europea, $ 7,5 miliardi. E l'Italia ne ha una percentuale da pagare. E anche in altri casi abbiamo vinto. Abbiamo molti soldi in arrivo negli Stati Uniti per la prima volta in assoluto. Enormi somme di denaro in molte forme diverse, comprese le tariffe.

I nostri agricoltori ora se la passano meglio (have been taken care of well). La Cina ha già iniziato i suoi acquisti. Ci sono state alcune dichiarazioni erronee, il che, francamente, non mi trova affatto sorpreso - ma ci sono state alcune dichiarazioni errate che la Cina inizierà ad acquistare quando l'accordo verrà firmato.

L'accordo è in fase di redazione in questo momento. Bob Lighthizer (rappr. Commerciale USA) è con noi. Mike Pompeo è con noi. E si uniranno a noi per la discussione.

Ma ci sono stati alcuni rapporti secondo cui la Cina non acquisterà fino a quando l'accordo non verrà firmato. No, la Cina ha già iniziato ad acquistare dagli agricoltori. Comprerà tra i 40 e i 50 miliardi di dollari, il che è molto più di quanto chiunque pensasse o si aspettasse. È molto per gli agricoltori. Penso che gli agricoltori risulteranno - insieme a molte altre industrie negli Stati Uniti - come uno dei maggiori beneficiari dell'accordo commerciale con la Cina.

Ma hanno già iniziato ad acquistare; infatti, hanno iniziato ad acquistare tre settimane fa. Potete vedere i numeri voi stessi. È fantastico per il nostro paese. È ottimo e penso che sia ottimo anche per la Cina. Ma è qualcosa che ha già avuto effetto, anche se l'accordo non sarà firmato probabilmente fino a quando non incontrerò il Presidente Xi in Cile, dove abbiamo un vertice. Quindi andrà bene.

Ma sul commercio mondiale - come sapete, abbiamo ottenuto 7,5 miliardi di dollari e questo viene distribuito tra vari paesi dell'Unione europea. L'Italia è uno di quei paesi. E so che il presidente italiano vuole discuterne, ed è una delle discussioni.

E l'altra cosa, ovviamente, è il commercio e numerosi aspetti che riguardano l'esercito, il terrorismo e la sicurezza. Quindi discuteremo di tutto. Prego ... (lascia il tempo all’interprete di finire la traduzione).

E sono lieto di riferire che in Siria, in Turchia - al confine - avevamo solo 28 soldati, non 50. Pensavamo fossero 50. Qualcuno ne ha denunciati 50. In realtà erano solo 28. Sono stati rimossi da poco. Tutti i soldati americani sono lontani dal sito.

Siria e Turchia possono combattere. La Siria è amichevole con i curdi. I curdi sono molto ben protetti; inoltre sanno come combattere. E, a proposito, non sono angeli, ma erano con noi. Non sono angeli. Ma stanno combattendo. Siamo in gran parte fuori da quella zona. Siamo molto ben preparati. Abbiamo un contingente abbastanza vicino, di soldati e delle migliori attrezzature del mondo. Non credo che dovremo usarlo.

Quindi, la Siria sta negoziando o parlando con la Turchia. Stiamo anche noi parlando con la Turchia. Abbiamo imposto sanzioni enormi alla Turchia. Le sanzioni funzionano, francamente, meglio che combattere. Sicuramente quando hai solo 28 uomini non vai a combattere. Non volevamo combattere comunque. Non credo che ci sia alcun motivo, dal punto di vista degli Stati Uniti.

Ora, per quanto riguarda la Siria che vuole riprendersi la propria terra, questa è una storia completamente diversa. Se la Siria vuole combattere per la propria terra, dipende dalla Turchia e dalla Siria, come è stato per centinaia di anni, hanno combattuto. E i curdi hanno combattuto per centinaia di anni - tutto quel casino (that whole mess). Va avanti da molto tempo.

La Siria potrebbe avere un po' di aiuto dalla Russia, e questo va bene. È molta sabbia (It’s a lot of sand – nel doppio senso di ‘tanta roba’). Hanno molta sabbia laggiù. Quindi c'è molta sabbia con cui possono giocare.

Ma saremmo dovuti restare lì per 30 giorni; siamo rimasti per 10 anni (quindi erano già lì prima dell’inizio della guerra civile?). Ed è tempo per noi di tornare a casa. Non siamo un agente di polizia ed è tempo che torniamo a casa.

Ma stiamo lavorando con la Turchia. Stiamo lavorando per parlare con tutti nella zona - qualunque cosa possiamo fare per mantenerla stabile o stabilizzarla il più possibile, sapendo che probabilmente non sarà mai molto stabile.

E siamo - penso che siamo in un'ottima posizione in Medio Oriente. Penso che siamo molto, molto forti in Medio Oriente. L'Iran sta andando all'inferno (Iran is going to hell); la loro economia è in gravi difficoltà. Il loro PIL è sceso del 20 percento, nessuno ne aveva mai sentito parlare prima. Probabilmente il 25 percento.

Parleremo anche con l'Iran. Vogliono molto parlare. Le sanzioni contro l'Iran - tutte le cose che abbiamo fatto, tra cui alcune tariffe e diverse cose che hanno a che fare con i paesi interessati (countries that are dealing with them that we put on) - tutte le sanzioni economiche stanno funzionando molto bene.

Quindi, l'Iran sarà un caso interessante, ma vedremo. Vogliono parlare. Vedremo se parleranno o no. Se parlano, bene. E se non parlano, va bene lo stesso. Ma penso che stiamo facendo un ottimo lavoro nel senso strategico del fatto che la Siria stia parlando della propria terra. Non è la nostra terra. La Turchia è andata in Siria. E, se la Turchia va in Siria, è tra Turchia e Siria; non è tra la Turchia e gli Stati Uniti, come vorrebbe un sacco di gente stupida - vorrebbe farti credere.

E ho visto, ieri sera – che un paio di persone hanno capito. In realtà, un paio di democratici - non dirò quali - ma un paio di democratici più competenti in realtà hanno capito cosa stavo facendo e qual è il piano.

Ma, davvero, il piano è uscire da guerre infinite, riportare i nostri soldati a casa, non essere agenti di polizia in tutto il mondo. Se guardi altri paesi - Russia, Cina - non hanno paesi di cui occuparsi. Abbiamo - siamo vicini a 90 paesi, in un modo o nell'altro.

Siamo in 90 paesi in tutto il mondo con attività di polizia e - francamente, molti di quei paesi, non rispettano nemmeno ciò che stiamo facendo, non gli piace nemmeno quello che stiamo facendo e non gli piaciamo noi.

Quindi, stiamo guardando in tutto il mondo. Ci sono enormi quantità di denaro, forza lavoro, vite che salviamo facendolo in modo molto diverso. Se le persone non rispettano ciò che faremo, è un peccato.

Leggi dove stiamo inviando alcune truppe in Arabia Saudita. È vero. Perché vogliamo aiutare l'Arabia Saudita. Sono stati un ottimo alleato. Hanno accettato di pagare il costo di quelle truppe.

Hanno concordato di pagare integralmente il costo di tutto ciò che stiamo facendo laggiù. È qualcosa che non si era mai sentito prima, credo. Penso che voi - i media, non l’avevate mai sentito prima.

Ma l'Arabia Saudita ha gentilmente accettato di pagare l'intero costo di tutto ciò che stiamo facendo per loro. Stiamo inviando alcuni tremendi missili (We’re sending some tremendous missiles over). Stiamo inviando un grande potere in Arabia Saudita (inteso come forza militare). L'Arabia Saudita sta pagando il 100 percento del costo, compreso il costo dei nostri soldati. E quella negoziazione ha richiesto un tempo molto breve - come, forse, circa 35 secondi.

E vorrei ora presentare il Presidente della Repubblica affinché possa dire alcune parole. E sono sicuro che avrete molte domande per lui. Grazie.

PRESIDENTE MATTARELLA: Bene, signor Presidente, la ringrazio molto per il suo gentile invito e per il caloroso benvenuto alla Casa Bianca. Grazie per le osservazioni molto interessanti che ha appena fatto. Sono sicuro che discuteremo di tutte queste questioni durante i nostri colloqui in seguito in uno spirito di piena lealtà e cooperazione, che è ciò che gli amici e gli alleati devono fare.

L'Italia e gli Stati Uniti condividono un insieme di valori, un patrimonio di cultura. Il nostro legame è favorito dalle nostre relazioni umane. E sono molto felice di essere qui in questo momento mentre celebriamo il Mese del Patrimonio italo-americano.

E ancora, sono molto felice di essere qui per incontrarla, signor Presidente. È un piacere rivederla dopo esserci incontrati al vertice del G20 a Taormina, in Sicilia. Il nostro incontro, ancora una volta, è la prova dell'amicizia tra i nostri paesi, come testimoniato anche dalla nostra comune appartenenza all'Alleanza Atlantica e, naturalmente, dai legami umani che i nostri paesi condividono e dalla lunga amicizia e alleanza che abbiamo.

E come ricorderete, signor Presidente, quando ci siamo incontrati al vertice di Taormina, il tempo è stato meraviglioso. È stato bello anche qui ieri. E, naturalmente, il fatto che possiamo incontrarci in diversi luoghi nel mondo testimonia quanto siano solidi i nostri legami.

PRESIDENTE TRUMP: Penso che i legami tra Italia e Stati Uniti non siano mai stati più solidi. Ho tanti amici italiani. Non posso dire quanti amici italiani. E ne abbiamo molti anche nel suo governo. Abbiamo molti grandi amici nel suo governo.

Penso che il premio OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) sia stato testimonianza di un buon lavoro svolto dall'amministrazione Trump. Non avevamo mai vinto con l'OMC, o essenzialmente, non avevamo mai vinto o molto raramente abbiamo vinto. E ora stiamo vincendo molto. Stiamo vincendo molto perché sanno che se non siamo trattati in modo equo, ce ne andiamo via. Perché eravamo un salvadanaio che ogni altro paese derubava. E la Cina è diventata ricca grazie all'OMC. Questo è quando la Cina è davvero ascesa. Questo è quando la Cina è salita. Fu allora che fecero la loro grande ascesa. Erano schierati, e poi, all'improvviso, intorno al 2000, 2001, quando furono coinvolti con l'OMC, divenne una storia completamente diversa.

E la Cina prendeva 500 miliardi di dollari all'anno dagli Stati Uniti, oltre al furto di proprietà intellettuale e molte altre cose. Ed è stato - do molto credito alla Cina. Non do credito alle persone che gestivano il nostro paese. Li do discredito per quello che hanno permesso e accettato.

Ma l'OMC - che è l'Organizzazione mondiale del commercio - è stata molto ingiusta nei confronti degli Stati Uniti. Sanno che mi sento così, e penso che dal momento che sanno che mi sento così, all'improvviso, stiamo iniziando a vincere grandi cause.

Verranno discussi i $ 7,5 miliardi che abbiamo vinto. La percentuale - una percentuale che deve essere pagata dall'Italia. E l'Italia pensa che li stiamo caricando troppo e di sicuro lo prenderemo in considerazione. E ne discuteremo oggi.

Stiamo inoltre discutendo alcuni importanti affari commerciali. In realtà, l'Italia è un partner commerciale molto importante per noi. Facciamo molti scambi insieme. E fanno un prodotto incredibile. Compriamo e loro comprano. E abbiamo un ottimo rapporto - a volte ostacolato dall'Unione europea, che è, francamente, molto difficile da trattare e sono negoziatori molto difficili, negoziatori molto ingiusti. Sanno che mi sento così. E vedremo cosa accadrà, in definitiva, con l'Unione Europea. Ma sono stati molto ingiusti con gli Stati Uniti. L'Italia, d'altra parte, è stata un ottimo partner. Prego (Trump accetta le domande dei cronisti).

Domande dei giornalisti

Seguono domande quasi esclusivamente a Trump e una sola a Mattarella sulla questione dei dazi per via della ritorsione USA sull’affare Boeing. Il nostro Presidente replica dicendo sostanzialmente che bisognerebbe cercare un metodo di “confronto collaborativo che eviti una spirale di ritorsioni... Nello spirito dell’Alleanza Atlantica e nello spirito dell’amicizia che c’è sempre stata, sarebbe meglio discutere di queste cose e cercare mutua comprensione”. Poi però Trump gli farà notare che c’è poco da fare ritorsioni con gli Stati Uniti e che “in teoria, non ci possono essere ritorsioni perchè questo è un riconoscimento che abbiamo ottenuto dall’OMC” e fa capire che l’Italia non sarà in condizioni di fare altro se non cercare di ammorbidire la propria quota di dazi. Il resto della preconferenza non è stata altro che un susseguirsi di domande poste a Trump su questioni tipo l’affare Giuliani, la caccia alle streghe della Pelosi e temi minori che interessano più che altro agli americani e riuguardano la fase pre-elettorale in vista delle prossime presidenziali del 2020. Gli unici passaggi di rilievo sono stati ancora su Siria e Turchia dove ad un certo punto Trump si è lasciato sfuggire:

“Abbiamo pagato un sacco di soldi per i curdi, per farli  combattere con noi, e va bene. Hanno fatto bene quando hanno combattuto con noi; non hanno fatto così bene quando non hanno combattuto con noi”.

Conclusioni

Ma discorsi del genere oramai non impressionano più nessuno. Oramai questa è la normalità se vai a leggere le trascrizioni. I più ottimisti possono sperare che almeno nella fase privata dei colloqui Mattarella possa aver trovato il coraggio di dire a Trump una cosa del tipo: “ascolta, ci avete fatto fare le sanzioni alla Russia, quelli in risposta ci hanno fatto le controsanzioni ai nostri prodotti alimentari di eccellenza, adesso voi per ringraziarci della fedeltà ci caricate di dazi su quegli stessi prodotti per la faccenda della Boeing che con noi manco c’entra niente?”. Certo, i più ottimisti possono sperare.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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