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08:40 15 Ottobre 2019
Missile Avangard

Lotta per l’ipersuono, il killer della difesa antimissilistica USA

© Foto: Ministry of Defence of the Russia Federation
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Stando ai dati a disposizione, l’S-500, a differenza dei suoi predecessori, sarà in grado di intercettare unità di combattimento ipersoniche guidate. Sembra impressionante, ma richiede qualche spiegazione: cosa sono queste unità di combattimento e perché sono importanti?

Il sistema missilistico contraereo S-500 sarà prodotto in serie a partire dal 2020. Questo è quello che ha dichiarato in un’intervista il direttore generale della società Rostekh, Sergey Chemezov.

Va detto che è molto più difficile intercettare i missili ipersonici sganciati da vettori intercontinentali rispetto che quelli balistici. E questo pone nuove sfide dinanzi ai sistemi di difesa antimissilistica.

Come distruggere un missile “tradizionale”?

Un vettore “tradizionale” lancia verso l’obiettivo un missile che non è guidabile e si muove lungo una traiettoria balistica. Il missile si muove come seguendo il moto parabolico di una pietra scagliata verso un punto preciso. Dunque, l’obiettivo dei sistemi di difesa antimissilistica è relativamente semplice: in base al punto di lancio del vettore è necessario stabilire dove quest’ultimo sia diretto, scoprire in fase di avvicinamento quale sia il missile che trasporta grazie ai radar, calcolare la sua traiettoria e distruggerlo in un determinato punto della stessa. Considerate le elevate velocità a cui si muovono i missili e i mezzi di difesa è necessario effettuare con estrema precisione tutti i calcoli del caso. Inoltre, la testata del mezzo antimissilistico deve disporre di un raggio d’azione sufficiente a compensare un eventuale lieve errore di calcolo. Per questo, il puntamento dei mezzi nei sistemi tradizionali di difesa antimissilistica e la loro guida vengono effettuati da terra.

Colpire un missile ipersonico? È più complicato!

Con l’avvento di missili ipersonici guidati la situazione è cambiata notevolmente.

In primo luogo, queste unità di combattimento viaggeranno a quota inferiore rispetto ai missili balistici tradizionali e, dunque, verranno identificati in ritardo dai sistemi di allerta. Di conseguenza, i sistemi di difesa avranno meno tempo per operare.

In secondo luogo, sarà possibile guidare queste unità di combattimento e questo complicherà moltissimo l’operatività dei sistemi di difesa. Un missile comparso nel campo visivo dei radar di un sistema di difesa antimissilistica potrà effettuare una manovra e questo renderà necessario il ricalcolo della sua traiettoria, delle coordinate di un probabile punto di scontro e il ridirezionamento dei mezzi di difesa già lanciati.

È probabile che parte dei mezzi di difesa già lanciati non riusciranno più a collocarsi al momento opportuno nel nuovo raggio d’azione del missile che ci sta attaccando. Quest’ultimo potrebbe, infatti, effettuare un’ulteriore manovra che costringerebbe la parte attaccata a eseguire i passaggi di cui sopra. E questo schema può ripetersi numerose volte. Un comportamento simile da parte di un missile in attacco rende obsoleti i sistemi di calcoli dei tradizionali sistemi di difesa antimissilistica e rende necessari approcci innovativi per la risoluzione del problema. In caso contrario, diverrebbe impossibile garantire una difesa.

(Probabilmente) solo la Russia dispone di armi simili

Nei prossimi messi volgono al termine i test del sistema missilistico russo Avangard equipaggiato con il missile ipersonico guidato 4202. In passato il Ministero russo della Difesa ha dichiarato che Avangard verrà incluso negli armamenti entro la fine dell’anno. Probabilmente diventerà il primo sistema missilistico intercontinentale al mondo dotato di un equipaggiamento simile. Il missile ipersonico 4202 vola a decine di km negli strati densi dell’atmosfera ed è in grado di effettuare modifiche al percorso che segue e alla quota mantenuta. Dunque, la sua traiettoria di volo non sarà prevedibile.

In una prima fase questi sistemi missilistici saranno dispiegati sui missili-vettori SS-19 mod.2 Stiletto in una quantità pari ad alcune decine. Ma in futuro alcuni missili ipersonici potranno essere trasportati anche dai missili intercontinentali termonucleari pesanti Sarmat al momento in costruzione.

Chiaramente questi missili sono destinati a operare solo sugli obiettivi più importanti, come centri di controllo, centri della difesa antimissilistica nemica, arsenali nucleari.

Va detto che la stampa talvolta definisce Avangard il killer della difesa antimissilistica americana e scrive che non basterebbero tutti i missili americani per distruggere questa superarma russa. In realtà, queste affermazioni sono clickbait perché non sarebbe impossibile calcolare “quanti missili servono” per giungere a queste conclusioni. Ci sono troppe variabili. Chiaramente gli esperti hanno la loro opinione. Ma non la pubblicano su Internet perché è classificata come top secret.

Di seguito una trattazione sulle capacità della difesa antimissilistica americana.

Come salvare la difesa antimissilistica?

I nuovi missili rappresentano una nuova sfida per la difesa antimissilistica. Cosa bisogna fare perché la difesa continui ad essere efficace?

In primo luogo, i sistemi di difesa devono disporre di armi da fuoco con puntamento automatico che non dipendano dalle capacità di calcolo e di controllo dei mezzi terrestri.

In secondo luogo, è possibile compensare parzialmente la probabilità di errore incrementando il raggio di azione delle unità di combattimento dei missili difensivi. Il missile attaccante (A) cambia direzione, il missile difensivo (B) non riesce a reagire in tempo per colpirlo con precisione, ma gli passa abbastanza vicino perché la sua testata riesca a danneggiare il missile A.

In terzo luogo, si sta considerando la possibilità di creare missili difensivi con più unità di combattimento dotate di puntamento automatico: questo approccio permette di coprire più traiettorie possibili e conseguire la distruzione del missile attaccante. Probabilmente, verranno messi in campo metodi innovativi e anche più esotici per distruggere questi missili ipersonici guidati.

Sull’esempio dell’S-500 vediamo che i sistemi di contrasto agli obiettivi ipersonici sono in fase di progettazione anche in Russia. Cosa fanno invece i nostri colleghi americani?

Gli americani hanno Aegis

Il sistema americano di difesa antimissilistica più celebre è già da qualche anno il sistema di combattimento integrato per unità navali Aegis. Considerato che difendere i gruppi da battaglia delle portaerei è una missione all’ordine del giorno per gli USA, le operazioni si sono concentrate sulla creazione di un sistema navale universale che fosse in grado di difendere l’intero territorio statunitense, nonché, come dimostra la storia europea recente, che potesse essere impiegato anche sulla terraferma. La caratteristica principale del sistema è la capacità di adattarsi in maniera flessibile all’obiettivo e alle missioni senza che sia necessario un ammodernamento completo di tutti i sistemi già dispiegati a bordo dei natanti.

Distruggere i missili intercontinentali russi. La Polonia non contribuirà

Proprio il sistema Aegis è legato al programma di dispiegamento dei sistemi antimissilistici americani in Europa: in Romania e in Polonia, ad esempio, sono state installate due piattaforme di lancio equipaggiate con sistemi navali Aegis ufficialmente destinati a difendere l’Europa da potenziali attacchi missilistici provenienti dall’Iran. Chiaramente una motivazione simile oggi, alcuni anni dopo il loro dispiegamento, appare forzata, ma è la ragione ufficiale fornita.
Si è ampiamente discusso del sistema di difesa antimissilistico europeo alla luce delle minacce che esso può rappresentare per le forze strategiche russe. Se immaginiamo una situazione ipotetica in cui vengano lanciati missili intercontinentali russi su obiettivi negli USA, nessun missile difensivo moderno proveniente dalla Polonia o dalla Romania potrebbe essere d’aiuto. Sarebbe, infatti, troppo grande la distanza dalla potenziale traiettoria di volo dei missili russi che attraverserebbero l’Atlantico settentrionale e il Polo Nord.

Ma questi centri difensivi in Romania e Polonia potrebbero essere considerati moderne piazze d’armi per lo sviluppo di un modello di Aegis su terra che possa essere dispiegato in qualsiasi area del globo mantenendo un sufficiente grado di operatività. Anche se non è del tutto chiaro perché farlo dato che Aegis sarebbe installato su una flotta piuttosto nutrita di natanti che potrebbero garantire un buon grado di operatività ovunque nel mondo.

Gli USA stanno imparando a colpire i missili ipersonici

La famiglia di missili difensivi del sistema Aegis si distingue per la caratteristica unità di combattimento con puntamento automatico, ossia un dispositivo missilistico autonomo di piccole dimensioni dotato di una telecamera a infrarossi e un sistema di calcolo proprio. Questo missile intercettatore nella fase finale di volo si dirige verso fonti di calore, nel caso di specie verso il missile attaccante che viaggia negli strati più superficiali dell’atmosfera. Inoltre, grazie ai suoi particolari motori è in grado di effettuare intercettazioni molto precise. I missili SM 3 Block I sono presenti in più modelli negli armamenti delle navi dotate dei sistemi Aegis. Al momento si lavora alla seconda generazione dei missili SM 3 che disporranno di un numero sensibilmente maggiore di funzioni a livello di puntamento, manovrabilità e distruzione degli obiettivi balistici. Le nuove funzioni degli SM 3 Block II permetteranno di distruggere missili balistici intercontinentali a colpo sicuro ed è altamente probabile che saranno in grado di distruggere obiettivi guidati, tra i quali le unità di combattimento ipersoniche.

E poi?

In realtà sono pochi i dati disponibili circa i sistemi in via di creazione in Occidente. La stampa non ha parlato per nulla dei missili di nuova generazione che potranno essere installati sugli Aegis. Tuttavia, è noto che al momento sono in corso ricerche volte alla creazione di altri sistemi, ad esempio di mezzi di intercettazione di armi ipersoniche. I fondi stanziati lasciano pensare che si tratti ancora di studi preliminari che probabilmente permetteranno di formulare proposte di ammodernamento dei sistemi esistenti e proposte di metodologie per la distruzione di nuovi tipi di obiettivi.
Positivo è che gli “intercettatori” già in uso (le unità di combattimento degli SM 3) riescono a distruggere missili che hanno accumulato molto calore per via dell’elevata velocità raggiunta viaggiando nell’atmosfera. Al momento per addestrarli a combattere contro i missili ipersonici, è necessario estendere le loro funzionalità di guida.

A mio avviso un possibile sviluppo degli studi potrebbe essere la creazione di modelli matematici per stimare la probabilità di comparsa di un missile attaccante in un dato punto nello spazio. Dopotutto, se il sistema di difesa è in grado di prevedere la comparsa di un missile in un punto preciso, non resta che dispiegare in quello stesso punto un “intercettatore” e la missione del sistema difensivo è così già compiuta. Questi calcoli sono resi possibili grazie all’impiego delle più moderne tecnologie di elaborazione dei dati e di una grandissima potenza di calcolo. Ma a tendere si prefigura la possibilità di installare su ogni intercettatore un piccolo supercomputer con software annesso. E probabilmente questa sarà la direzione che si seguirà con la creazione di sistemi di contrasto ai missili ipersonici strategici.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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