14:31 11 Dicembre 2019
Bambino al mare

L’arte del seghino: ovvero - come farsi manipolare e vivere felici

© Foto : Pixabay CC0
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Bella giornata, temperature sopra i venti gradi, il Ministro giustifica, l’occasione è mondiale, la causa è Santissima, come non approfittarne? Poi tutti di nuovo nel tritacarne.

Facevo così anche io quando andavo a scuola. Sprecavo le ore migliori del mio sviluppo psico-fisico a studiare inutilità assolute facendo a gara a prendere il voto più alto solo perchè il sistema ci aveva stampato già allora nel DNA il principio dell’accumulazione fine a sé stessa. La maggior parte dei professori provava ad insegnarci cose poco chiare a loro stessi e vivevamo perennemente parcheggiati in un enorme hangar sapendo già che non ci avrebbero mai lasciati volare sul serio. Già allora c’erano le proxy war, le ingerenze esterne, l’imperialismo, guerre e ingiustizie ma quello che cercavano noi era una scusa qualsiasi non vere cause. Lo sciopero (seghino si diceva da noi allora). Una motivazione qualsiasi andava bene. Avremmo fatto finta di crederci. Sopratutto tra settembre e ottobre, quando il tempo era ancora buono e a Senigallia si poteva andare ancora al mare. Magari pure a fare il bagno.

Oggi non è cambiato nulla. Si sarebbe potuto scioperare per Assange, se solo qualcuno avesse organizzato lo sciopero, ma non c’era nessun potere forte interessato, quindi niente. Si sarebbe potuto scioperare per l’espansione della NATO ad est, per le bombe atomiche nelle basi – anche quelle inquinano e ci tolgono il futuro no? No, non c’era nessuno che organizzava. Magari per l’immigrazione clandestina? Si sarebbero potute fare due squadere di sciopero e due giorni di seghino con una fava – uno a favore, uno contrario. NO, troppo complicato, poi qualcuno si sarebbe chiesto come mai ci sarebbero stati gli stessi partecipanti sia al primo che al secondo sciopero.

Qui invece c’è ‘Fridays for Future’ e problemi organizzativi non ne hanno. Questo è già il terzo megaseghinogalattico che fanno, dopo quelli del 15 marzo e 24 maggio. Si parla di 160 città italiane e 26 nazioni nel mondo. Quasi tutti Paesi già sviluppati e appartenenti allo schieramento occidentale.

Quindi ecco, lo sciopero per l’ambiente e i cambiamenti climatici. Ma non dibattiti in classe sul tema dello sviluppo o devoluzione sostenibile, sui Paesi emergenti che anche loro avrebbero bisogno di energia e non si sa come dargliene dato che chi lo sviluppo lo ha ottenuto adesso dice che lo sviluppo inquina, non domandarsi a cosa si è disposti a rinunciare per avere un mondo più equilibrato e onesto per tutti. No. Seghino.

L’antica arte del seghino, come ai vecchi tempi. Poi si va tutti al mare, figurati, 23 gradi, c’è il Sole.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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