15:25 11 Dicembre 2019
Vice President Joe Biden speaks as he campaigns for Democratic presidential candidate Hillary Clinton at Bucks County Community College in Bristol, Pa., Friday, Oct. 7, 2016

Affaire Biden: i democratici avviano un procedimento per l'impeachment del presidente Trump

© AP Photo / Matt Rourke
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Con l’America ormai già immersa in una campagna presidenziale che si annuncia persino più rovente di quella del 2016, la Speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, ha deciso di avviare un’inchiesta contro il presidente Trump allo scopo di valutarne la messa in stato di accusa.

Alla base della scelta, l’esplosione di un nuovo scandalo: il tycoon avrebbe esercitato indebite pressioni nei confronti del governo ucraino per ottenere la riapertura di indagini che riguarderebbero un figlio di Joe Biden, Hunter. A Trump viene soprattutto contestata una telefonata fatta lo scorso 25 luglio al neoeletto Presidente ucraino Vladymir Zelensky.

Secondo Pat Buchanan, che ha ricostruito la vicenda nei giorni scorsi nel suo blog, Hunter Biden sarebbe stato cooptato fin dal 2014 nel consiglio d’amministrazione di una tra le più potenti società energetiche ucraine, la Burisma, subito dopo l’affidamento al padre Joe della responsabilità di gestire gli aiuti americani diretti all’Ucraina.

Per l’espletamento delle proprie funzioni dirigenziali, il giovane Hunter avrebbe ricevuto uno stipendio mensile pari a non meno di 50mila dollari.

La Burisma era però successivamente finita nel mirino dei giudici del proprio paese e nel maggio 2016 l’allora vicepresidente Biden, durante una visita a Kiev svoltasi per perfezionare la concessione di un prestito da un miliardo di dollari, ne avrebbe subordinato l’effettiva erogazione alla condizione che il governo ucraino provvedesse all’immediata rimozione del procuratore che stava investigando proprio sull’azienda al cui vertice il figlio Hunter occupava un’importante posizione da due anni.

Joe Biden ha sempre sostenuto in seguito di non essere al corrente dell’attività del figlio Hunter in una delle imprese più importanti dell’Ucraina. Sta di fatto che il magistrato che si stava occupando della Burisma venne subito rimosso come richiesto dal Vicepresidente americano, dimostrando tra l’altro anche quanto Kiev fosse debole nei confronti degli Stati Uniti e quanto profondamente l’amministrazione Obama la influenzasse.

Il 25 settembre scorso, con il consenso della Casa Bianca la trascrizione della telefonata di Trump a Zelensky è diventata di pubblico dominio. Non è chiaro se Trump pensi di trarne un vantaggio. Sembra in effetti più verosimile che la divulgazione del testo del colloquio finisca con l’imbarazzare il Presidente in carica tanto sul piano interno quanto su quello internazionale.

L’invito ad indagare su un cittadino americano rivolto da Trump ad un capo di Stato straniero non solo non riuscirà gradita ai nazionalisti che hanno sostenuto con il loro voto l’ascesa del tycoon nel firmamento della politica statunitense, ma indebolirà significativamente anche la credibilità di una narrativa che del principio di non ingerenza negli affari interni degli altri paesi aveva finora fatto un articolo di fede. 

A dispetto degli sforzi dei Democratici, è difficile che si giunga effettivamente all’incriminazione di Trump. Anche se la Camera dei Rappresentanti proponesse il deferimento del Presidente, sembra infatti improbabile che il Senato a maggioranza repubblicana possa approvarlo, anche se qualche notabile del Grand Old Party potrebbe intravedere in quanto sta accadendo un’opportunità per recuperare il controllo del proprio partito, specialmente qualora il tycoon risulti in crisi di consenso nei sondaggi.

L’approfondimento del nuovo caso che scuote la politica americana dovrebbe peraltro danneggiare anche Joe Biden, che è ancora il front runner tra i candidati alla nomination democratica. Rafforzerà infatti il sospetto che il figlio Hunter abbia sfruttato il peso politico del padre per trarre dei vantaggi altrimenti al di fuori della sua portata. A quel punto, la proverbiale dedizione di Biden alla propria famiglia assumerebbe inevitabilmente altri risvolti, trasformandosi in un severo handicap.

Non è quindi escluso che la promozione dell’impeachment serva a colpire simultaneamente tanto l’attuale Presidente quanto l’ex Vice di Barack Obama.

Di questa nuova sconcertante vicenda americana non può essere infine taciuta un’ulteriore implicazione, che concerne direttamente le prospettive del dialogo tra Stati Uniti e Russia.

Il tono familiare e le rassicurazioni offerte da Trump a Zelensky non passeranno infatti inosservate a Mosca, dove non saranno in pochi a chiedersi su quali basi la Casa Bianca potrà cercare di negoziare in futuro un accordo di compromesso con il Cremlino che sia soddisfacente anche a proposito dello spinoso contenzioso ucraino.

Inoltre, come l’Ucraina comprenderà di avere nelle proprie mani le chiavi che possono aprire o chiudere le porte della Casa Bianca ai due uomini politici americani attualmente più quotati ad occuparla tra il 2017 ed il 2021, è presumibile che proverà ad alzare la posta, proprio per evitare che vada in porto la riconciliazione con la Federazione Russa cui anelerebbe il presidente Trump.

L’affaire ucraino può avere conseguenze davvero rilevanti.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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