08:39 16 Dicembre 2019
Swedish environmental activist Greta Thunberg watches as U.S. President Donald Trump enters the United Nations to speak with reporters in a still image from video taken in New York City, U.S. September 23, 201916-year-old Swedish Climate activist Greta Thunberg speaks at the 2019 United Nations Climate Action Summit at U.N. headquarters in New York City, New York, U.S., September 23, 2019

L’Assemblea Generale, il Summit sul Clima e la Fiera delle Vanità

© AP Photo / Andrew Hofstetter © REUTERS / CARLO ALLEGRI
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Tre grandi appuntamenti internazionali in un colpo solo – Assemblea, Summit e Fiera - culminati nell’epica dichiarazione di Greta: “E’ tutto sbagliato. Non dovrei essere qui. Dovrei essere a scuola”. Sì è vero, Greta sarebbe dovuta essere a scuola. Ma anche tutti gli altri... era meglio se se ne restavano a casa.

Diamo sfogo alla bestia inquinante e politicamente scorretta che c’è in noi, siamo su Sputnik Italia santo Cielo, non è mica EuroNews! (cit. EuroNews del 24.09.19: “Le parole di Greta sono destinate a restare nella storia e a pesare sulla coscienza di chi ha il potere di cambiera le cose”). Certo, certo, l’inquinamento è brutto, brutto, tutti d’accordo, le emissioni... no, non bisognerebbe emettere, verissimo, però dai dite la verità, quando sentite un discorso del genere (cit. Greta Thumberg discorso al Summit sul Clima della Nazioni Unite del 23 settembre 2019):

“È tutto sbagliato. Io non dovrei essere qui. Dovrei essere a scuola dall’altra parte dell’oceano. Eppure venite da noi ragazzi per avere speranza? Come osate! Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote. Ciò nonostante, io sono una delle più fortunate. C’è gente che soffre. C’è gente che sta morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E voi non siete capaci di parlare d’altro che di soldi e di favoleggiare un’eterna crescita economica. Come osate!”,

Quando sentite un discorso del genere, non viene voglia anche a voi di emettere un altro po’ di CO2 in più, giusto per accellerare l’estinzione? Certo Greta, ci sei venuta in barca a vela perchè gli aerei inquinano ed emettono CO2, ma, retorica per retorica, ce l’hai un’idea di quanta energia serva e quanto si inquini per produrre lo scafo in fibra di  carbonio del Malizia II, lo yacht da 40 milioni di euro che ti ha portata fino a New York? E le vele al Kevlar? Per non parlare dei costi. Quante risorse dovremmo consumare su questo pianeta per poterci permettere tutti quanti dei viaggi di quel tipo invece dei più economici voli aerei? Oppure dovrebbero poter viaggiare solo coloro che possono permettersi dei viaggi del genere. Il che sarà pure una soluzione, ma una soluzione per ben pochi.

Anche io ho una figlia più o meno dell’età di Greta, ma né mi sento io di farle tanta retorica a lei, né me ne va che me ne faccia lei a me – la mia generazione ha fatto schifo, sì, ok, ma la generazione che viene su adesso non mi pare intenzionata a fare miracoli. Non mi pare che consumino o emettano meno di quello che consumavamo o emettavamo noi all’età loro. Alzi la mano chi la vede tutta questa coscienza ecologica quando va a fare spesa con i propri figli. Certo, una soluzione prima o poi la dovremo trovare, non è che potremo continuare a infognare gli oceani di plastiche, appuzzare l’aria con emissioni che, magari fossero solo di CO2, e continuare a consumare, chiedere, pretendere, bramare, comprare, sperperare e poi buttare in un circolo continuo e senza fine che non satura mai di vera soddisfazione. Un pianeta in cui da una parte c’è una minoranza che ha ottenuto lo sviluppo e adesso vorrebbe trovare una soluzione ai problemi creati dal suo stesso consumo, dall’altra una maggioranza che lo sviluppo ancora non l’ha neppure avuto e non vede l’ora di poter iniziare a sua volta ad inquinare.

La teoria della ‘decrescita’ non è una cosa nuova e inventata dai ‘giovani’, come per qualche motivo si ritiene oggi, risale in realtà almeno al  1972, quando il filosofo e giornalista francese André Gorz la enunciò per la prima volta. Subito dopo Serge Latouche, professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi, iniziò a cercare di diffonderne la filosofia battezzando la teoria chiamata della ‘decrescita felice’. Tutto questo non venne mai seriamente preso in considerazione da nessuno né a livello politico ma neppure a livello filosofico. I cardini delle nostre civiltà sono sempre saldamente rimasti consumismo e capitalismo. C’è qualcuno che quando segue un Gran Premio di Formula 1 si chiede quanta benzina e quante emissioni se ne vadano? Qualcuno che quando ha freddo combatte con la coperta della nonna piuttosto che accendere i termosifoni? Oppure qualcuno che si sia domandato come mai in 5 anni di guerra in Yemen con bombardamenti su civili, colera e crisi umanitaria non sia mai volato un fiato però non appena hanno toccato i pozzi di petroli sauditi sia successo un finimondo? Chissà se parleranno anche di queste cose all’Assemblea delle Nazioni Unite. Vediamo. Conte è atteso per il giorno 26 settembre, magari ci potrebbe provare lui a spiegare che anche le guerre inquinano.

Tutto questo per dire a Greta che questo non è uno scontro generazionale, siamo tutti sulla stessa barca. Abbiamo un pianeta con oltre 7 miliardi e mezzo di abitanti, tutti che vogliono energia, cibo, vita. Grandi e piccoli. Una soluzione ce l’abbiamo? No, non ce l’abbiamo. E allora sì, è proprio vero, bisogna tornare a casa a studiare. La mia generazione ha fatto schifo? D’accordissimo con Greta, allora propongo la seguente – noi lavoriamo provando ad ‘emettere’ il meno possibile per finanziarvi gli studi e voi ragazzini vi mettete a studiare, e studiate sul serio, per trovare una soluzione. Lasciate perdere le Nazioni Unite. Tra l’altro lo yacht sul quale hanno portato Greta, il Malizia II, prima si chiamava Mono60 e faceva le gare per la Edmond de Rothschild, e sottolineo Rothschild. Per dire che è tutto molto più complicato di quanto si possa esprimere a proclami.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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