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12:15 21 Agosto 2019
Matteo Salvini ringrazia i suoi elettori per il sostegno alle Europee 2019Polemica social - Salvini Macron

Salvini su Marcinelle e non solo: quando non ti piace ma non riesci a dargli torto

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Alessio Trovato
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Il personaggio sarà pure controverso ma bisogna ammettere che conosce un’arma micidiale – la semplicità. Mentre gli altri si scervellano con opinionisti, consiglieri, think tank e ‘intellettuali’ vari, lui colpisce gratis e solitario via twitter o fb. E tante volte il colpo fa male.

Quella di ieri in occasione dell'anniversario della tragedia di Marcinelle per esempio, sarà pure populista quanto vi pare, farà pure storcere il naso a molti, ma c’è poco da fare – i dati storici quelli sono.

​Quel giorno in Belgio, 8 agosto 1956, la miniera di carbone si portò via 136 nostri connazionali. Erano andati lì per lavorare, spendendo gli unici risparmi per emigrare, accolti perchè serviva manodopera, non per carità d’animo, senza ricevere nulla dal Belgio se non le facilitazioni minime sociali ma dopo aver iniziato a pagare i contributi. La crisi dell’immigrazione clandestina ci è costata lo scorso anno circa 4,7 miliardi di Euro secondo i dati ufficiali, lo stesso Salvini arrotonda a 5 miliardi ma persino l’arrotondamento è superiore a quanto riceviamo di contributo dall’Unione Europea80 milioni appena, da ridere.

Basta quindi un semplice tweet per mettere in ridicolo chi, con prose auliche e prolisse, sostiene che i migranti clandestini siano da paragonare in tutto e per tutto ai nostri emigrati del secolo scorso. Belgio, come USA, Australia o Canada, tennero a lungo le loro porte aperte, vero, ma l’inserimento fu sempre a spese degli ospiti e l’apertura fu motivata da necessità assolutamente contingenti – il bisogno di manodopera. Terminata quella necessità le porte si richiusero. Punto. Vai adesso a vivere in Australia con il ‘No Way’ e l'operazione Sovereign Borders o in America. Il nostro Occidente è sempre stato egoista, egocentrico e utilitarista. Nessuno s’è mai fatto scrupolo, nessuno s’è mai sentito particolarmente in colpa. Perchè dovremmo noi? Salvini lo sa e giustamente ne approfitta. Certo, il suo sarà pure populismo, ma un populismo che la gente capisce. Quello che oppongono gli altri cos’è, analisi intellettuale?

Guardate, questa anche è di ieri:

I suoi avversari sono gente come Saviano, Boldrini, Bonino, non c’è un intellettuale vero che ponga un contraddittorio degno di questo nome, i social gli sono più che sufficienti per asfaltare questo tipo di opposizione. E il consenso cresce e cresce. Talmente cresciuto oramai che, pur già in possesso di cariche elevatissime – Ministro dell’Interno e co-Vice Primo Ministro, sa benissimo di non dover aver paura di alcuna crisi di Governo perchè alle prossime elezioni farebbe il pieno.

Un'altra recente, sempre dal suo account twitter:

​Riuscireste a dargli torto, a parte il fatto che per arrivare in Spagna alla Open Arms di giorni ne sarebbero bastati anche solo 4?

I nostri antenati latini per queste situazioni avevano un’espressione geniale: “Beati monoculi in terra caecorum” – beati quelli che ci vedono da un occhio solo nella terra dei ciechi. Salvini sarà pure in politica nazionale populista, primitivo e spesso gretto, in politica internazionale doppiogiochista, Salvini sarà pure cieco da un occhio, ma gli altri non ci vedono proprio. Un occhio solo contro zero diottrie. E ogni volta che una Open Arms, una Diciotti, una Carola o un Saviano ci riprova... i consensi aumentano. Beati monoculi...

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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