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07:04 26 Agosto 2019
Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Fratelli d’Italia-Lega, il “matrimonio” si avvicina?

© AP Photo / Gregorio Borgia
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Marina Tantushyan
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Dopo l’ottimo risultato (6,5 %) ottenuto alle elezioni europee del 26 maggio Fratelli d’Italia (FDL) e si sente in grande forma e sta per rilanciare il partito tramite la creazione di un grande movimento sovranista e conservatore.

«Il progetto di allargamento di Fratelli d’Italia è stato ampiamente premiato dai cittadini col voto. Ora proseguiamo su questo percorso a passi spediti, per costruire un grande movimento sovranista e conservatore, alleato ma distinto dalla Lega e che possa riportare il centrodestra al governo», – lo ha detto nel corso di una intervista all’Agenzia Vista il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Cosa sta per accadere a Fratelli d’Italia? Con l’apertura della nuova crisi di governo, il partito potrà entrare a pieno titolo nello scacchiere politico nazionale? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto l’On. Carlo Fidanza – Сapo delegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento Europeo.

– On. Fidanza, potrebbe spiegare di che cosa si tratta la vostra nuova iniziativa “grande movimento sovranista e conservatore”? Quali saranno le linee guida per questa nuova forza politica?

– Abbiamo definito il percorso di crescita e di allargamento di Fratelli d’Italia per creare un nuovo grande movimento sovranista e conservatore. “Sovranista” vuol dire che il nostro obiettivo principale è la difesa dell’interesse nazionale italiano in tutti settori e in tutti campi. E “conservatore” vuol dire che noi vogliamo difendere i valori tradizionali: per esempio, tutela della famiglia e della nostra identità culturale e religiosa. È un percorso che Georgia Meloni ha lanciato rivolgendosi a tutti soggetti che si riconoscono in questi idei e in questi valori per allargare il perimetro di FDI e contribuire alla nostra crescita. È un percorso che sta andando molto bene perché alle elezioni europee noi abbiamo raggiunto il massimo storico per un voto nazionale (6,5 %) e subito dopo abbiamo eletto dei sindaci importanti, come sindaco di Cagliari, sindaco di Catania, abbiamo da poco il nostro primo presidente di regione che è Marco Marsilio (regione Abruzzo). Quindi, è un momento molto positivo per noi per cui continuiamo a crescere e ad aggregare persone, associazioni e realtà che condividono i nostri valori.

– Il vostro leader Giorgia Meloni ha accennato che presto ci saranno importantissime novità, con l’adesione di nuove personalità. È possibile rivelare qualche nome?

– In parte abbiamo già presentato alcune personalità tre settimane fa. Parlo di sindaco di Catania, dei nostri parlamentari siciliani e dell’ex sindaco di Ascoli Piceno che si chiama Guido Castelli e che ha un ruolo importante all’interno dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Inoltre, nei prossimi giorni adireranno a Fratelli d’Italia più di 10 consiglieri regionali di diverse regioni, principalmente del sud d’Italia, e man mano li presenteremo di volta in volta.

Il nostro obiettivo è avere per l’autunno un’ulteriore crescita con l’adesione di tante altre personalità. 

– Voi avete rivendicato il vostro “no” a Ursula von der Leyen. Potrebbe spiegare perché avete deciso di andare controcorrente?  Quale commissione si profila?

– Noi ritentiamo che l’inizio del mandato della von der Leyen sia in sostanziale continuità con Junker che noi all’epoca abbiamo fortemente criticato. Non ci sono segnali di novità dal punto di vista politico-economico: si continua sulla linea di austerità e della linea franco-tedesca che ha impoverito gran parte dell’Europa, soprattutto l’Italia.  E non ci sono novità nemmeno dal punto di vista di immigrazione perché la linea della von der Leyen è molto simile a quella precedente, e quindi si continua a ragionare di come ridistribuire immigranti che arrivano, mentre per noi da sempre l’obiettivo principale sarebbe quello di bloccare le partenze. Noi proponiamo il blocco navale, una missione militare per impedire ai barconi della morte di partire dall’Africa. Insomma, è una Commissione che va nella stessa direzione. È frutto di un accordo franco-tedesco molto forte, mentre noi vogliamo smontare questa asse in Europa. E anche frutto di cosiddetta maggioranza europeista che in realtà è una ammucchiata perché in questa legislatura non c’è più soltanto l’accordo popolari-socialisti (perché non basterebbero i loro numeri per avere una maggioranza in parlamento), questa maggioranza si è allargata anche ai liberali e in parte anche ai verdi. E quindi è una alleanza di forze politiche che non possono governare insieme perché su tutti temi principali, dall’economia, all’industria, all’ambiente e all’immigrazione pensano in maniera troppo diversa. È semplicemente un'ammucchiata fatta contro i movimenti sovranisti per cercare di tenerli fuori da tutte le cariche, come lo abbiamo visto in questi giorni durante le votazioni al parlamento europeo. 

– Torniamo di nuovo in Italia, sono molte le tensioni in governo in questi giorni. A Suo avviso, sono solo voci in giro o stavolta l’esecutivo cadrà sul serio?

– No so se cadrà o meno, ma quello che è veramente difficile spiegare dal punto di vista politico è che cosa aspetti Matteo Salvini a staccare la spina a questo governo? È un esecutivo che non può andare avanti perché non c’è una unità di intenti tra le due forze politiche che sono sempre più divise, più spaccate su tutto. L’Italia non può più perdere tempo, abbiamo bisogno di un governo che abbia una coesione, un governo composto dai partiti che hanno lo stesso programma o un programma simile.

– Cioè, un governo di Lega e Fratelli d’Italia?

– Assolutamente sì, potrebbe essere un governo tra noi e la Lega perché noi possiamo governare insieme con una maggioranza chiara. Per noi questo governo è arrivato a capolinea. Ci auguriamo che Salvini utilizzi questi pochi giorni che mancano per staccare la spina e per andare alle urne presto, a fine settembre-inizio ottobre.

– In caso di crisi di governo e elezioni anticipate, quale prospettiva vede per il nuovo centrodestra con una Lega fortissima e FI in grande crescita e la Forza Italia in ricerca della sua identità?

– I dati delle europee mostrano che un’alleanza Lega-Fratelli d’Italia avrebbe già oggi la maggioranza dei seggi in tutte le due camere. Forza Italia per noi deve chiarire un po’ le ambiguità, hanno un momento di dibattito interno, vediamo dove porta. Certamente se stanno perdendo un po’ di consensi perché gli elettori hanno premiato la coerenza di FDI e non hanno premiato i messaggi ambigui di Forza Italia. Noi speriamo che facciano chiarezza per poi sedersi al tavolo con noi. Però anche senza di loro c’è la possibilità con la Lega-Fratelli d’Italia di avere un governo solido.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Lega, Fratelli d'Italia
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