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15:48 24 Agosto 2019
Bambini in Italia

Bibbiano, i bambini non si toccano!

© Sputnik . Vladimir Astapkovic
Opinioni
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Marina Tantushyan
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Lo scorso 27 giugno i carabinieri di Reggio Emilia hanno messo agli arresti domiciliari 6 persone e hanno notificato misure cautelari ad altre 10 persone nell’ambito di un’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, che riguarda un presunto e illecito “sistema Bibbiano” di gestione dell’affidamento dei minori.

Si parla di una vera e propria rete di funzionari pubblici, assistenti sociali, medici e psicologi attiva in alcuni comuni della Provincia di Reggio Emilia. Secondo le indagini, queste persone abbiano cercato di sottrarre dei minori a famiglie in difficoltà, per poi darli in affidamento ad amici e parenti in cambio di denaro. I bambini sottoposti ai lavaggi del cervello e alle scosse elettriche sarebbero stati indotti a conferire false testimonianze ed informazioni distorte presso i vari tribunali dei minori. 

Qualche giorno fa il tribunale dei minori di Bologna ha disposto il ricongiungimento con le proprie famiglie naturali di quattro bambini coinvolti nell’inchiesta, e ha inoltre riaperto 70 fascicoli riguardanti gli affidamenti nella Val D’Enza. Mentre il 22 luglio il ministro Alfonso Bonafede ha formalmente istituito una squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori.

A un mese dall’inizio dell’indagini “Angeli e Demoni” che ha scosso profondamente l'opinione pubblica italiana, questo clamoroso scandalo continua ad essere uno dei protagonisti del dibattito mediatico e politico. Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista docente di lettere e scrittore Gianluca Marletta.

- Gianluca, quando si è esplosa la notizia sugli affidi illeciti, che emozione hai provato come insegnate ma soprattutto come padre di tre figli?

- Le emozioni di fronte a simili notizie sono –credo- immaginabili; più importanti delle emozioni, tuttavia, sono le riflessioni che tali eventi necessariamente impongono. Innanzitutto, il prendere coscienza che un atto reiterato di una tale arbitrarietà e violenza possa essersi perpetrato nel tempo e per anni senza che trapelasse nulla. L’altra riflessione è che per anni in Italia, nel più perfetto stile da stato totalitario, è potuto accadere che persone qualunque potessero essere sottoposta a violenze arbitrarie e inconcepibili senza alcuna possibilità di far valere i propri diritti più elementari.

- Quale episodio ti ha commosso di più?

- L’episodio che mi ha sconcertato di più è sicuramente quello in cui un padre, accusato di maltrattamento dall’ex moglie (accusa archiviata), si è visto portar via i figli piccoli da due assistenti sociali note attiviste LGBT (Federica Anghinolfi e Beatrice Benati), una delle quali è stata poi adottata da una coppia di lesbiche tra cui figurava l’ex-amante …di una delle assistenti…

Stiamo ad un livello di violenza non solo contro l’individuo ma anche –diciamolo francamente!- contro la natura dell’essere umano, difficilmente immaginabile. Addirittura, pare che il genitore naturale sia stato minacciato dall’assistente con queste parole: “Lei non vedrà più i bambini. Li potrà vedere solo in forma protetta, una volta ogni 21 giorni. Perché è omofobo. Deve abituarsi ad accettare le relazioni di genere, perché la legislazione sta andando in questa direzione e lei se ne deve fare una ragione”.

È la dimostrazione evidente che la lobby LGBT –da sedicente “minoranza oppressa” - si sta trasformando in una mostruosa macchina da guerra rivolta contro l’essere umano, con la connivenza di poteri politici e di certe istituzioni”.

- Il portale Linkiesta sostiene che quasi 200 giudici lungo tutto lo Stivale hanno interessi nelle strutture a cui affidano. Il giornale parla anche apertamente del business fatto sulla pelle dei minori che ha il valore di circa 30 mila euro. A tuo avviso, perché in Italia, dove i bambini sono considerati piccoli santi, questo tema dannoso è stato sottovalutato per molti anni? Non credi che il silenzio potrebbe a volte essere il miglior complice?

- La verità è che oggi in Italia i diritti dei bambini valgono davvero poco. I bambini sono guardati con un generale fastidio …sono una “perdita di tempo”, un impedimento alla carriera. Tranne i casi in cui i bambini non vengano “esibiti” come “trofei” da parte dei cosiddetti difensori dei “nuovi diritti” (come, ad esempio, i sostenitori dell’utero in affitto o delle adozioni “arcobaleno”.

- L’inchiesta “Angeli e Demoni” è appena cominciata e sarà la magistratura a far luce su questi orrori. Secondo te, che pena meriterebbero i colpevoli?

- Non sta a me dire che pena meritano tali persone. Sono però ragionevolmente certo che le conseguenze per i colpevoli saranno piuttosto blande. Il sistema Bibbiano, d’altronde, si è retto sulla connivenza tra magistratura, lobby e determinati partiti politici: vere e proprie metastasi incistate nel tessuto sociale italiano e difficilmente rimovibili.

- Qualche giorno fa il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato l’istituzione della squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini. Credi che la creazione di questa istituzione potrebbe davvero aiutare a prevenire nel futuro episodi simili e difendere chi non si può difendere?

- Sono molto contento di tali dichiarazioni; ma rivendico il diritto di rimanere scettico fin quando certi strumenti non saranno veramente in azione. È una caratteristica molto italiana quella di invocare “misure speciali” sull’onda dell’emozione suscitata da un episodio di cronaca; ma solo il futuro ci potrà dire se dalle dichiarazioni si passerà stabilmente ai fatti.

- Secondo i giornali, quattro bambini sono appena stati restituiti ai genitori naturali. Dopo questa esperienza devastante, cosa, a tuo avviso, devono fare i genitori per riconquistare la fiducia dei propri figli?

 - Un genitore ed un figlio che hanno subito una violenza, possono trovare solidarietà e ricostruire un rapporto forte proprio a partire dal torto subito. Quello che vedo più difficile è che tra genitori, figli e istituzioni possa ricostruirsi un qualsiasi rapporto di fiducia dopo atti del genere. I fatti di Bibbiano –è inutile nascondersi- rappresentano un “punto di non ritorno” nel rapporto tra istituzioni e cittadini. Solo una risposta realmente radicale e implacabile verso i colpevoli e i loro conniventi potrà ricreare in molti un rapporto di fiducia verso lo Stato.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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