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11:01 22 Agosto 2019
La tomba all’interno del Camposanto Teutonico del Vaticano legata al cado di Emanuel Orlandi

Misterioso caso Orlandi: la verità uscirà presto?

© AFP 2019 / Handout
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Marina Tantushyan
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Dopo anni di ricerche e silenzi, il caso Orlandi si è di nuovo trasformato in un evento mediatico degno di un romanzo di Dan Brown.

Sono passati quasi 36 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, ma il mistero resta fitto. Il 11 luglio scorso, dopo l’apertura richiesta dalla famiglia Orlandi in seguito a una segnalazione anonima, alla ricerca dei resti di Emanuela scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, le tombe delle due principesse tedesche sono state ritrovate vuote. Nove giorni dopo, il 20 luglio, all'interno del Cimitero Teutonico, nella Città del Vaticano, sono state trovate “migliaia di ossa” che verranno analizzate e studiate dal noto esperto di medicina legale professor Giovanni Arcudi e dal suo staff.

L’ispezione della tomba: nuova pista o depistaggio? Vale davvero la pena andare avanti dopo 36 anni di ricerche disperate senza successo? Sputnik Italia ne ha parlato con il vaticanista dell’agenzia Askanews Iacopo Scaramuzzi.

- Iacopo, perché il Vaticano ha dato l'ok per l'apertura delle tombe solo adesso, dopo 36 anni di ricerche? Secondo te, adesso si vede la luce in fondo questo lunghissimo "tunnel"? 

- La decisione del Vaticano di aprire le due tombe del Camposanto Teutonico arriva in risposta ad una richiesta presentata per la prima volta dall'avvocato della famiglia Orlandi a marzo scorso. Una richiesta peraltro singolare perché fondata sulla segnalazione di una fonte della famiglia Orlandi che con il Vaticano e con l'opinione pubblica è voluta rimanere anonima. Va ricordato che nel 2012 il Vaticano accettò che venisse aperta la tomba di un boss della banda della Magliana, Enrico "Renatino" De Pedis, nella basilica di Sant'Apollinare, e che ad ottobre scorso è stato lo stesso Vaticano a promuovere l'analisi di resti scheletrici trovati nel sottosuolo della nunziatura apostolica presso l'Italia. Non si è trovata Emanuela Orlandi in questi due casi precedenti e non credo che la si troverà adesso.

- Quanto tempo bisognerà attendere per l'esame dei resti ritrovati?

- Da quello che capisco, a causa di lavori avvenuti alla base del muro del Camposanto Teutonico negli anni Sessanta, le tombe sono state rotte e le ossa ammassate insieme. Ci sono quindi migliaia di ossa che vanno analizzate, il che, immagino, prolungherà le analisi più di quanto si sperava. Sicuramente non basteranno pochi giorni.

- Alla scomparsa di Emanuela molte inchieste giornalistiche collegarono la quasi contemporanea sparizione di un'altra adolescente romana, Mirella Gregori, scomparsa il 7 maggio 1983 e mai più ritrovata: anche il caso Gregori rimane a tutt'oggi un giallo irrisolto. A tuo avviso, le ossa appena rinvenute potrebbero essere compatibili con le due 15enni, Emanuela e Mirella?

- Faccio una premessa: quando Emanuela Orlandi e Mirella Gregori scomparvero, io avevo 7 anni. Si tratta dunque di vicende piuttosto antiche, sulle quali ho cercato di farmi un'idea a posteriori, quando sono diventato giornalista, senza però avere la possibilità di una testimonianza diretta. E devo dire che, forse in modo un po' naif, mi sembra che la spiegazione più plausibile sia la più semplice: purtroppo a volte scompaiono delle persone. Succedeva in quegli anni e continua a succedere, a Roma e altrove, tanto che una delle più longeve trasmissioni televisive italiane, "Chi l'ha visto?", è dedicata alle persone che scompaiono. È un dramma, ci possono essere le spiegazioni più inquietanti (traffico di esseri umani, abusi sessuali, criminalità organizzata) ma non per forza si tratta di un mistero di Stato. Credo che la famiglia Orlandi abbia provato un senso di drammatica frustrazione nel corso dei decenni e non dubito che in passato il Vaticano abbia avuto un atteggiamento di riservatezza sospetta (senza dimenticare, però, che Giovanni Paolo II ha fatto pubblicamente appello otto volte in un anno per la sua liberazione), ma a me sembra che negli ultimi anni il Vaticano abbia dimostrato fattivamente il desiderio di aiutare la famiglia a trovare la verità e non riesco a intravedere nell’attuale leadership l’intenzione di nascondere qualcosa.

- Per anni, le ricerche di Emanuela Orlandi portarono a diverse piste, dal presunto collegamento del caso all'attentato del 1983 al Papa - con contatti e trattative fra chi si dichiarava rapitore di Emanuela e il Vaticano - fino alla banda della Magliana. A che punto stavano le indagini ufficiali, riaperte nel 2016? Quale ipotesi era più credibile fino ad oggi?

- La domanda che mi pongo è: chi ha rapito Emanuela Orlandi sapeva che la ragazza era cittadina vaticana, o no? Personalmente non escludo che qualche monsignore sapesse qualcosa della sparizione della ragazza, ma non escluderei neppure che solo dopo, magari dopo che è morta, si è capita la sua identità, e allora sono iniziate pressioni, ricatti, depistaggi. Penso, insomma, che il fatto che fosse figlia di un commesso pontificio possa aver spinto a posteriori qualcuno a millantare un ruolo nel rapimento, per esercitare un'influenza o magari semplicemente per soldi. Quanto alle ipotesi investigative, in una lunga nota del 14 aprile del 2012, l'allora portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha raccontato che nel periodo successivo al rapimento "le Autorità vaticane, in base ai messaggi ricevuti che facevano riferimento ad Ali Agca ... condivisero l’opinione prevalente che il sequestro fosse utilizzato da una oscura organizzazione criminale per inviare messaggi od operare pressioni in rapporto alla carcerazione e agli interrogatori dell’attentatore del Papa". Ma anche quella pista non ha dato risultati.

- Il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi è stato ricostruito dal documentario del fratello di Emanuela, Pietro. Nella serie "Scomparsi", trasmessa da Sky, Pietro Orlandi ha raccontato decenni di disperata ricerca della verità fra omissioni, misteri, messaggi anonimi e rifiuti a collaborare da parte delle autorità vaticane. Hai avuto possibilità di vederlo?  

- Sinceramente non l'ho visto.

- La famiglia Orlandi ha indubbiamente il diritto a sapere tutto e a chiedere giustizia. Ipotizziamo che l'esame dei resti non porterà nuovamente a nessun resultato, secondo te, avrebbe senso continuare a cercare ancora la verità o dobbiamo arrenderci? 

- La famiglia Orlandi ha sofferto un dramma terribile ed ha pieno diritto di reclamare la verità e chiedere giustizia. Mi sembra di capire che la madre di Emanuela Orlandi abbia sofferto particolarmente e, da ultimo, non fosse a conoscenza dell'apertura delle tombe al Camposanto Teutonico. Il fratello Pietro, all'uscita del Vaticano, ha detto l'altro giorno di essere tuttora convinto che "personalità all'interno del Vaticano e personalità all'interno dello Stato italiano" sappiano come è sparita Emanuela. Personalmente spero che alla fine esca la verità, in Vaticano o in Italia, ma temo che sia difficile da trovare, a prescindere dal Vaticano.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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