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13:13 24 Agosto 2019
Gli aerei  US Air Force F-16 Fighting Falcons sono situati alla base miltare ad Aviano

Armi nucleari USA in Italia, un segreto di Pulcinella

© REUTERS / US Air Force
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Tatiana Santi
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Per una fuga di notizie sono state rivelate informazioni contenute in un rapporto riservato della NATO in merito alle 150 bombe atomiche a stelle e strisce dislocate in Europa.

In Italia ben due basi militari ospitano armi nucleari americane. Non si tratta di uno scoop, ma di una realtà conosciuta da anni nonostante il silenzio dei governi.

La presenza di armi nucleari americane in Europa e in Italia non è di certo una novità, ma a confermarlo è un rapporto della NATO diffuso per errore che rivela il numero e l’ubicazione degli ordigni dislocati in Europa, di cui la parte più grande si troverebbe proprio in Italia, nelle basi di Ghedi e Aviano.

Ebbene, quanto sono sicure le basi che ospitano le bombe atomiche? Che senso hanno oggigiorno armi nucleari e basi militari dislocate in Europa in funzione anti-russa? Quando i politici italiani romperanno il silenzio fornendo ai cittadini informazioni in merito alle basi e agli ordigni stanziati nelle città italiane? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Fabrizio Di Ernesto, saggista, autore del libro “Portaerei Italia. Sessant’anni di NATO nel nostro Paese” (Fuoco Edizioni).

Fabrizio Di Ernesto
© Foto : fornita da Fabrizio Di Ernesto
Fabrizio Di Ernesto

— Un rapporto dell'Assemblea Parlamentare della NATO rivela la presenza di armi nucleari americane localizzate in Europa svelando il luogo esatto in cui si trovano, citando anche due basi italiane. Si sapeva già da tempo, non è proprio una novità. Fabrizio Di Ernesto, perché il governo italiano non l'ha mai affermato esplicitamente?

— Quello svelato nei giorni scorsi è un segreto di Pulcinella. Sono anni che si sa della presenza di testate nucleari Usa in Italia ed in Europa, questa volta stranamente è stata data più enfasi alla notizia che però se andiamo a vedere bene non è “in Italia ci sono bombe nucleari” ma “svelata per errore la presenza di ordigni atomici nel nostro paese”, cercando quindi di far passare in secondo piano e minimizzare questo fatto. In Italia questa presenza non è mai stata ammessa esplicitamente perché coperta da segreto militare.

Perfino il nome dell’accordo tra Roma e Washington che stabilisce questa presenza “Stone Ax” è stato svelato solo nel 2005 dagli Usa,  ma di fatto non si conosce né la data esatta o il periodo in cui è stato sottoscritto. 

Anche degli accordi che regalano le servitù militari Usa e Nato in Italia sono secretati e si conosco pochissimi dettagli, peraltro rivelati solo in casi eccezioni, si pensi a quando il governo D’Alema dovette spiegare perché i piloti statunitensi responsabili della strage del Cermis non potevano essere giudicati dai tribunali italiani. A pensar male possiamo ipotizzare che trattandosi di accordi penalizzanti per l’Italia non si voglia rendere ancora più evidente la nostra sudditanza a Washington.

— L'Italia è l'unico Paese in Europa secondo il rapporto con due basi (Ghedi e Aviano). L'Italia è uno Stato strategico per le missioni di guerra americane?

— Fino a pochi anni fa, fino anni ’70 inizio anni ’80, alcune bombe erano dislocate anche a Rimini. Il posizionamento geografico dell’Italia e la sua forma ne fanno una perfetta “portaerei” nel Mediterraneo, fino al crollo del Patto di Varsavia confinavamo con la Jugoslavia, quindi eravamo ancor più fondamentali per gli interessi strategici statunitensi. Oggi che ci sono altri paesi dell’Europa orientale che offrono i loro servigi al Pentagono rimaniamo comunque fondamentali per le operazioni nell’area MENA, non a caso nel 2011 i caccia che andavano a bombardare la Libia partivano da Gioia del Colle.

— Quanto sono sicure le basi italiane che detengono le bombe nucleari? Non vi è il rischio che le armi possano finire in mano a dei terroristi o estremisti?

— Da questo punto di vista possiamo essere tranquilli. Le bombe sono custodite all’interno di bunker sotterranei nelle basi militari, quindi eventuali terroristi dovrebbero superare la vigilanza perimetrale della base, riuscire a muoversi all’interno di questa, individuare i bunker, superare la vigilanza esterna, riuscire ad entrare e superare i militari che si trovano al suo interno. Non impossibile, ma quasi.

— Ha senso mantenere le basi e soprattutto le bombe atomiche a stelle e strisce in funzione anti russa oggigiorno secondo lei?

— La presenza militare Usa in Italia, ed in Europa, era nata, negli anni 50 in funzione anti sovietica; oggi che l’Urss non c’è più la Nato si è reinventata come forza di sicurezza contro le minacce terroristiche ed alla sicurezza statunitense, tra cui la presunta “minaccia russa” anche se a ben vedere è Washington che continua ad avvicinarsi pericolosamente ai confini russi.

La presenza delle basi e delle bombe in Europa credo che più in funzione antirussa serva a Washington per tenere sotto scacco gli alleati e rimarcare la propria superiorità. Per rispondere alla sua domanda a mio parere non ha senso, ma evidentemente il Pentagono ha bisogno di tenere alta la tensione con Mosca.

— Secondo lei verrà il giorno in cui i cittadini italiani potranno avere delle informazioni concrete in merito alle basi USA e NATO stanziate sul proprio territorio?

— Sinceramente me lo auguro ma finché la nostra classe politica sarà così dipendente a quella statunitense la popolazione, al massimo, potrà sapere il minimo indispensabile. Con Washington che ogni tanto farà uscire, “per errore”, alcune notizie finalizzate ai propri interessi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Armi nucleari, Intervista
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