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01:04 18 Agosto 2019
La nave Grad Sviyazhsk lancia il missile Kalibr

Come reagirebbe la Russia alle minacce dal mare? I metodi più efficaci per distruggere le portaerei

© Sputnik . Denis Abramov
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Dmitry Kornev
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Storicamente le portaerei non sono la componente più forte dell’Aeronautica russa. Tuttavia, la Russia dispone di un bagaglio di tecnologie sufficiente per contrastare in maniera efficace gli “aerodromi galleggianti” in caso di necessità.

Si possono usare i missili più “intelligenti” e impercettibili lanciati sia dall’aviazione sia dalle forze di terra.

L’ennesimo incidente che vede implicato l’Iran in cui si tentò di bloccare una nave cisterna britannica poteva in linea teorica portare a una escalation della situazione nel Golfo Persico con uno scontro militare tra la NATO e l’Iran. Inevitabile sviluppo di tale scontro sarebbe stata un'operazione su larga scala attuata dalle forze internazionali guidate dagli USA contro l’Iran. E tale operazione sarebbe stata possibile grazie ai gruppi di battaglia di portaerei. Questi eventi hanno scatenato nella comunità di esperti accesi dibattiti circa le capacità delle portaerei iraniane e inconsciamente hanno portato a chiedersi in che modo e che cosa potrebbero contrapporre alle portaerei le attuali forze armate russe se si trovassero in una situazione simile.

Cos’è il gruppo di battaglia di una portaerei?

Un gruppo di battaglia di una portaerei (carrier battle group, CVBG) è un gruppo di natanti guidato da una portaerei multiruolo il quale include dai 4-5 ai 10-15 mezzi tra navi e sommergibili. All’interno del gruppo di una portaerei rientrano alcuni incrociatori, cacciatorpedinieri o fregate, equipaggiati obbligatoriamente con sistemi missilistici antinave. Inoltre, solitamente la sicurezza sottomarina dei CVBG è garantita da 1-2 sommergibili antinave a propulsione nucleare. Il raggio di sicurezza standard garantito per un CVBG è di 400-500 km.

Come distruggere una portaerei?

Una portaerei è l’obiettivo navale più complicato ad oggi. Una portaerei può essere distrutta se colpita da un’esplosione nucleare relativamente vicina, da missili antinave o da siluri dotati di testate tradizionali. È chiaro che, per colpire una portaerei con siluri o missili, le navi o i sommergibili che attaccano un CVBG devono avvicinarvisi a distanza di tiro. E sono pochi i sistemi missilistici ad avere la possibilità di mirare a una portaerei a una distanza maggiore del suo raggio di sicurezza.

Come si combattevano le portaerei ai tempi dell’URSS?

Per colpire un CVBG ai tempi dell’URSS furono prodotti sommergibili equipaggiati con i missili da crociera 949 Granit e 949A Antey. Ciascuno di loro trasportava 24 missili da crociera Granit di grandi dimensioni usati per la salva. Si pensava che l’attacco simultaneo e al contempo diffuso dei Granit sarebbe stato in grado di far breccia nella difesa dei CVBG e di mandare fuori servizio la portaerei. E probabilmente anche di affondarla, in caso di natanti di grandi dimensioni e stazza.

E oggi cosa fa la Russia?

Parte dei sommergibili facenti parte di questi progetti sono già stati rimossi dalla Flotta. Probabilmente, a breve scadrà anche il periodo di garanzia per il deposito dei missili Granit. Per questo, già da alcuni anni si stanno effettuando operazioni di ammodernamento delle portamissili del progetto 949AM che prevedono una sostituzione dei missili Granit con i missili del sistema multiruolo Kalibr. Probabilmente in futuro questi natanti potrebbero diventare vettori anche dei nuovi missili ipersonici antinave Zirkon. I sistemi Kalibr e Zirkon possono essere impiegati a distanze di più di 500 km, ma per un esito positivo saranno necessarie operazioni preventive di ricognizione, nonché la presenza di dati incrociati sul bersaglio. Altrimenti l’impiego di questi missili andrebbe a vuoto. Forse i primi sommergibili di questo tipo saranno consegnati alla Marina militare russa dopo il 2021. E si pensa che saranno in grado di contrastare in maniera più o meno efficace i CVBG anche in presenza di mezzi di ricognizione.

Il missile ipersonico “Zirkon”, capace di raggiungere una velocità 5 – 6 volte superiore a quella del suono.
© Sputnik .
Il missile ipersonico “Zirkon”, capace di raggiungere una velocità 5 – 6 volte superiore a quella del suono.
I mezzi navali sono insufficienti

Capacità simili le avranno anche molte navi da superficie della Flotta della Marina militare russa grazie ai sistemi missilistici Kalibr. La questione riguarda, ancora una volta, le operazioni di ricognizione e la quantità di navi vettori di questi sistemi missilistici. Ad oggi non sono molte le navi oceaniche di grandi dimensioni nella Flotta russa ad avere capacità simili. Solo verso la fine degli anni ’20 di questo secolo sarà possibile dotarsi di forze di contenimento dei CVBG.

Aviazione di lungo raggio contro i CVBG

Uno dei mezzi principali di distruzione dei CVBG ai tempi dell’URSS erano i mezzi portamissili dell’aviazione. I velivoli della classe Tu-22M, noti in Occidente come Backfire, dovevano attaccare i CVBG. Il raggio di azione dei loro armamenti (i missili ipersonici antinave X-22) superava di poco il raggio della difesa dei CVBG, ma per avere successo dovevano essere impiegati in quantità massicce. Ovverosia, la difesa dei CVBG riusciva a contrastarli in maniera piuttosto efficace. Oggi la Russia non dispone di una quantità sufficiente di velivoli vettori classe Tu-22M3 di missili ammodernati X-32 per sostituire gli X-22. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che nello scontro con le portaerei oggi ci si focalizza piuttosto sugli altri mezzi della Marina, dell’Aeronautica e delle truppe missilistiche. Tra l’altro, quando saranno disponibili i modelli di missili antinave Zirkon le capacità delle portaerei di lunga gittata impiegate come piattaforme di lancio contro i CVBG permetteranno di semplificarne l’attacco anche da distanze relativamente grandi.

© Sputnik . Sergey Mamontov
Il bombardiere supersonico TU-22M3M
Iskander-M: colpire le portaerei dalla terraferma

I mezzi più efficaci e sicuri per la sicurezza contraerea e antimissilistica di bersagli così grandi e ben protetti come le portaerei potrebbero essere i sistemi missilistici di terra. Ma per riuscire ad attaccare una portaerei è necessario utilizzare missili a ricerca di calore. Al momento tra le forze missilistiche di terra ad avere tali capacità vi è solamente il sistema Iskander-M con i suoi missili balistici 9M723 e i missili da crociera 9M728. Poco più di un anno fa per la prima volta si tennero gli addestramenti per impiegare i sistemi Iskander-M su obiettivi navali. Questo sistema unico nel suo genere, dispiegato sotto forma di circa 20 brigate missilistiche, è realmente in grado di operare su obiettivi a distanze di anche 500 km e di attaccare anche i CVBG. Contrastare l’attacco di questo sistema missilistico con gli attuali mezzi di difesa sarà un compito estremamente complesso.

Lancio Iskander-M
© Sputnik . Stringer
Lancio Iskander-M
Missili impercettibili

Infine, il Kinzhal è il nuovo sistema missilistico aviolanciato dal velivolo vettore MiG-31. Il Kinzhal garantisce l’attacco di bersagli statici e poco manovrabili a una distanza di anche 2000 km dall’aerodromo dei vettori del sistema. Vista la grande velocità dei vettori e la velocità ipersonica dei missili l’attacco a una portaerei sarà effettuato in pochi secondi dopo la ricezione dell’ordine. Respingere un attacco del Kinzhal sarà praticamente impossibile con gli attuali mezzi di difesa: infatti, il preciso missile stealth dalle piccole dimensioni e dall’elevata precisione è in grado di effettuare manovre preventive deviando la propria traiettoria per evitare gruppi navali antimissilistici. La precisione di questi missili permette di colpire i natanti anche in assenza di testate nucleari, il che significa che possono essere impiegati anche in conflitti di lieve intensità prima che questi si trasformino in scontri nucleari.

© Sputnik .
Il missile Kinzhal ad alta precisione

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Portaerei
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