01:36 17 Novembre 2019
Gianluca Savoini e Gianmarco Senna

Russiagate all’amatriciana, ovvero il nuovo gossip estivo

© Foto : Eliseo Bertolasi
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Anche in questi giorni estivi la Russia torna al centro dell'attenzione in Italia. L'occhio dei media si sta infatti concentrando sul leghista Gianluca Savoini, presidente dell'associazione Lombardia Russia, indagato dalla magistratura italiana per corruzione internazionale. Ha inizio un nuovo Russiagate, stavolta all’amatriciana.

Il caso Savoini è diventato, come prevedibile, un nuovo mezzo per stigmatizzare le relazioni politiche della Lega con la Russia e per screditare le politiche del governo. Le dichiarazioni di Salvini contro le sanzioni alla Russia e la politica di amicizia fra i due Stati sono infatti mal viste da una parte della politica e del mainstream italiano appiattiti su una visione a priori antirussa. A pagare lo scotto di una politica di amicizia fra i due Paesi sono stati, come noto, anche Berlusconi e Prodi, accusati nell'occasione di essere troppo vicini alla Russia e quindi di allontanarsi dal ferreo atlantismo propugnato dai loro detrattori.

Comunque la si veda, è impensabile per l'Italia chiudere le proprie porte alle Russia, a cui è legata non solo da indissolubili radici storiche e culturali, ma anche da interessi economici in ragione del commercio fra i due Stati solo in parte scalfito dalle sanzioni. Per approfondire il tema Sputnik Italia ha raggiunto Paolo Borgognone, saggista e autore di svariati libri fra cui “Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche”.

- Attendendo le decisioni della magistratura, Paolo Borgognone che idea si è fatto del caso Savoini?

- Credo che sia un episodio di gossip estivo utile ad intrattenere l'opinione pubblica italiana in un periodo abbastanza noioso per la politica politicante. Siamo in un periodo in cui la politica va in vacanza ma il gossip, come il denaro, “non dorme mai” e viene rilanciato con questa vicenda più simile ad un romanzo di spy story che non ad una questione di relazioni internazionali; il mio parere è quindi che il Russiagate all'italiana non abbia un fondamento reale.

Questa storia viene utilizzata per cercare di mettere in crisi le forze di governo in Italia che, almeno nelle loro dichiarazioni ufficiali, si dichiarano a favore di un allentamento delle sanzioni internazionali contro la Russia. Vorrei sottolineare un fatto in particolare.

- Cioè?

-Questa vicenda è importante perché ha dato l'occasione ad una parte significativa delle forze di opposizione italiane di ribadire la loro incondizionata fedeltà alla NATO, genuflettendosi ancora una volta di fronte al padrone americano. Gli Stati Uniti infatti, e non la Russia, sono i veri padroni della politica italiana, lo dimostrano dal 1945 ad oggi. Le forze politiche dell'opposizione italiane, in particolare il Partito Democratico, si sono subito mobilitate prendendo a pretesto questa sorta di “Russiagate all'amatriciana”, e hanno ribadito il loro ferreo imprinting atlantista, accusando infondatamente la Lega di voler incrinare il legame di alleanza che vincola l’Italia alla NATO.

- In Italia non è la prima volta che dei politici vengono criticati per i loro rapporti con la Russia, abbiamo visto in passato come Berlusconi e Prodi sono sempre stati accusati di avere relazioni troppo strette con Mosca, cosa che però non ha impedito loro di restare in politica. Possiamo dire che adesso è il turno di Salvini che, nonostante tutto, ha mantenuto dei rapporti con la Russia ritenendola un partner strategico?

- Io credo che all'opinione pubblica italiana questa vicenda interessi relativamente poco, perché non influisce direttamente sul tenore di vita concreto della popolazione di ceto medio e popolare del Paese che è, semmai, messo in difficoltà dalle politiche imposte dall'Unione Europea con l'austerity ed i vincoli di bilancio. Questa vicenda non incide profondamente sulle intenzioni di voto politico alla Lega, al netto di qualche altalena sulle percentuali di sondaggi spesso di dubbia attendibilità.

A mio giudizio la Lega non avrà un arretramento elettorale consistente perché, al momento, riesce a rappresentare una pluralità di attori sociali in Italia che la votano per motivi tra loro molto diversi ma riconducibili perlopiù ai temi dell'immigrazione e della fiscalità, ovvero issues che hanno poco a che fare con questioni di politica estera. Diciamo che oggi la Lega rappresenta il voto di un'ampia fascia di strati popolari e periferici e, soprattutto, di piccola e media borghesia messa in crisi dalla globalizzazione e dalle politiche di austerity imposte all'Italia dall'Unione Europea.

La Lega, inoltre, è un partito che guarda a possibili alleanze con la grande borghesia del Nord del Paese, come ha già fatto in passato all'epoca dell'alleanza con Berlusconi. Per questo motivo, ovvero in quanto partito sostanzialmente diretto da élite imprenditoriali outsider, la Lega è un partito che, se lo desidera, ha tutte le possibilità di reperire forme di finanziamento interne e non ha alcun bisogno di rivolgersi all'estero. Questa vicenda mi sembra costruita ad arte e basata sul gossip, in più bisogna dire che la Federazione Russa tratta da Stato a Stato e molto difficilmente da Stato a partito.

- Secondo lei come si svilupperà il Russiagate italiano? Crede sia solo l'inizio o tutto finirà qui?

- Cercheranno di menar il can per l'aia il più a lungo possibile, ma si sgonfierà tutto per un motivo molto semplice: una parte dell'opinione pubblica italiana è tutt'altro che ostile nei confronti della Russia, del suo Presidente, della sua storia e di quello che la Russia attualmente rappresenta.

La Russia rappresenta infatti un contraltare molto propositivo rispetto alla decadenza di un Occidente ormai invischiato in una narrativa globalista che, sostanzialmente, impoverisce gran parte del ceto medio e delle classi popolari arricchendo un élite sempre più ristretta, autoreferenziale ed arrogante. Da questo punto di vista la Russia, con il suo Presidente, che è in prima fila nel denunciare le storture della globalizzazione e le sue ingiustizie in ambito internazionale, gode del favore dell'opinione pubblica italiana molto di più di quanto ne godano gli Stati Uniti e, soprattutto, un'Unione Europea ormai irrimediabilmente screditata agli occhi di ben il 60% degli italiani.

L'esito delle elezioni europee in Italia, con i partiti cosiddetti euroscettici ben oltre il 50% dei voti, conferma quanto ho più sopra descritto. Alla fine questo Russiagate all'amatriciana è sostanzialmente un boomerang che si rivolgerà contro quelli che oggi lo cavalcano strumentalmente per ribadire la propria fedeltà incondizionata alla NATO.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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