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13:02 24 Agosto 2019
Il presidente russo Vladimir Putin in visita ufficiale a Roma

Putin a Roma. Interessanti prospettive di relazioni italo-russe

© Sputnik . Aleksei Druzhinin
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Giulio Virgi
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Il bilancio degli incontri svoltisi nella capitale italiana può comunque considerarsi positivo.

Il 4 luglio scorso, Vladimir Putin ha compiuto una visita a Roma, incontrando le massime autorità politiche del Paese e papa Francesco. Il viaggio, breve ma dall’agenda molto fitta, seguiva di pochi giorni il G20 di Osaka e l’importante vertice bilaterale svoltosi nella sua cornice tra lo stesso leader russo e il presidente Trump.

Le aspettative della vigilia non erano straordinarie e lo stesso Putin lo aveva ammesso a chiare lettere qualche tempo fa, spiegando in un’intervista di essere perfettamente a conoscenza della volontà italiana di sviluppare il dialogo con Mosca ma anche di aver piena consapevolezza dei vincoli di cui deve tener conto Roma nelle proprie scelte di posizionamento nell’arena internazionale.

A dispetto di queste premesse, o forse grazie al realismo dell’approccio, il bilancio degli incontri svoltisi nella capitale italiana può comunque considerarsi positivo.

In primo luogo, perché si è provveduto a riattivare il Forum delle società civili che era inerte da ben sei anni, circostanza la cui importanza può essere meglio compresa se si tiene conto del fatto che i rapporti a livello di collettività locali e piccole/medie imprese non sono stati direttamente colpiti dalle sanzioni e possono quindi essere sfruttati per mantenere aperte relazioni rapidamente espandibili al momento in cui la situazione politica permetterà il ritorno alla normalità.

Altri segnali di un certo interesse hanno riguardato l’interscambio economico e gli investimenti italiani in Russia. Il volume complessivo degli affari è ancora notevolmente inferiore a quello che era stato raggiunto prima del 2014, ma sta risalendo. Si è inoltre discusso dei meccanismi da introdurre per agevolare gli investitori, anche con il concorso di istituzioni finanziarie come la Cassa Depositi e Prestiti ed alcuni fondi russi. Putin avrebbe inoltre espresso il proprio compiacimento per il fatto che importanti attori italiani stiano continuando ad operare in Russia, ricordando tra le altre Pirelli e Leonardo, che è ancora parte del consorzio Superjet.

Interessanti prospettive sarebbero state dischiuse anche sotto il profilo dei rapporti politici veri e propri, posto che si sarebbe accennato, a quanto si è appreso, anche alla possibile riattivazione degli incontri 2+2, che coinvolgevano i dicasteri degli Esteri e della Difesa delle due parti: magari, partendo dal livello tecnico, in attesa che maturino le condizioni necessarie alla tappa successiva. Sarebbe comunque un progresso simbolicamente importante.

È stata altresì ribadita la volontà di approfondire la cooperazione bilaterale in campo spaziale, che comporterà l’addestramento di un astronauta italiano in Russia.

Nei colloqui che Putin ha avuto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con il Premier Giuseppe Conte sono stati affrontati anche temi più sensibili, come quelli riguardanti la proroga delle sanzioni, gli sviluppi della situazione in Libia, la situazione in Venezuela e le problematiche afferenti alla sfera del controllo degli armamenti. La stampa italiana ne ha abbondantemente parlato.

Il capo del Governo italiano avrebbe chiesto al Presidente russo qualche passo nuovo in direzione dell’applicazione degli Accordi di Minsk, proprio come aveva fatto Matteo Salvini parlando con i giornalisti a Washington, offrendo in cambio la disponibilità italiana ad offrire aiuti umanitari.

Quanto alla Libia, Italia e Russia avrebbero convenuto sulla necessità di pervenire alla riduzione dei livelli di violenza raggiunti dal conflitto, con l’obiettivo di giungere ad un cessate il fuoco. Si sarebbero però rivelate diverse le letture sulle cause che avrebbero indotto Khalifa Haftar a muovere le proprie truppe contro il Governo di Accordo Nazionale diretto da Serraj.

Una convergenza si sarebbe registrata anche sul tema della crisi venezuelana, posto che il Presidente russo e le autorità italiane avrebbero espresso il comune auspicio che il processo negoziale avviato ad Oslo possa avere successo. Roma, peraltro, guarderebbe con favore alla rapida celebrazione di nuove elezioni in Venezuela, a differenza di Mosca, che è parsa più flessibile sulla tempistica. Sollecitazioni ad aiutare Caracas ad uscire dalla crisi sarebbero giunte anche da papa Francesco.

In materia di disarmo, infine, le autorità italiane hanno espresso tutta la loro inquietudine relativamente alla possibilità di una nuova corsa agli armamenti in seguito al collasso del Trattato Inf, mentre dal lato russo si è cercato di discutere soprattutto delle responsabilità dello stato di cose che si è venuto a creare, esprimendo anche qualche dubbio sugli obiettivi effettivamente perseguiti dagli Stati Uniti e la strategia che gli americani vorrebbero impiegare per conseguirli.

L’impressione finale è che il Presidente russo e le autorità italiane abbiano fatto il massimo possibile, tenuto conto della congiuntura attuale, per mantenere aperti dei canali di collaborazione e scambiare i propri punti di vista sui più scottanti dossier dell’attualità internazionale. Non si poteva pretendere di più senza esporre il Governo gialloverde italiano alle critiche dell’opposizione e soprattutto ai rilievi dei suoi più importanti alleati.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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