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10:40 19 Luglio 2019
Sergio Romano, ex Ambasciatore d'Italia a Mosca, editorialista del Corriere della Sera

Sergio Romano: la Russia non può essere ignorata

© Foto : fornita da Sergio Romano
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Tatiana Santi
4 Luglio 2019 - La visita del presidente russo Putin in Italia (12)
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Incontrerà Papa Francesco, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte. In Italia è attesa la visita di Vladimir Putin. Qual è l’importanza per l’Italia del viaggio del presidente russo?

Mancava nel Belpaese dal 2015, Vladimir Putin è atteso in Italia per una visita lampo giovedì 4 luglio. Accompagnato dal ministro degli Esteri Lavrov, dal ministro dell’industria Manturov e dal ministro della cultura Medinsky Putin incontrerà il Papa in Vaticano per poi proseguire al Quirinale. Nel pomeriggio sono previsti i colloqui con il presidente del consiglio Conte. Il capo del Cremlino terminerà la sua visita italiana con la cena a Villa Madama con il premier Conte e i due vice premier Di Maio e Salvini.

In vista dell’imminente viaggio ufficiale di Putin Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista sui rapporti fra Roma e Mosca Sergio Romano, editorialista del “Corriere della Sera”, scrittore e diplomatico, che dal 1985 al 1989 ha ricoperto il ruolo di Ambasciatore d’Italia a Mosca.

- Sergio Romano, quale importanza riveste per l’Italia la visita di Vladimir Putin?

- La visita di una personalità straniera è sempre importante ed interessante ed in questo caso è particolarmente interessante poiché la Russia è stato un tema ricorrente della politica italiana in questi ultimi anni. Inoltre in un certo senso i partiti che sono al governo in questo momento sembravano essere favorevoli ad una ripresa di contatti sempre più intensi e quindi probabilmente considerano questa visita come un successo per la loro politica. Credo che generalmente questa visita piaccia ad una parte considerevole della società italiana che mi sembra avere sentimenti di simpatia per la Russia in generale, indipendentemente dai suoi orientamenti politici del momento.

- Quale crede che sia l'importanza per la Russia dei rapporti con l'Italia nello scacchiere internazionale in questo momento storico?

- L'Italia ha paradossalmente sempre avuto un rapporto positivo con la Russia anche in epoca sovietica, poiché i rapporti con l'Italia sembravano essere più facili di quelli dell'Unione Sovietica con altri paesi occidentali, forse per l'influenza politica di alcuni uomini politici italiani che credevano in quel rapporto come ad esempio Giulio Andreotti. Insomma c'è un sentimento di simpatia che in qualche modo ha il suo peso anche nelle relazioni politiche.

- Sappiamo che i giornalisti hanno definito questo governo fin dal principio "filo-russo", lei come valuta realmente i rapporti di questo governo con la Russia? Crede che abbiano davvero cambiato rotta rispetto al passato?

- Io credo che soprattutto in Russia bisognerebbe ragionare diversamente. Questo governo italiano è composto da due partiti che sono stati lungamente all'opposizione e che consideravano i governi precedenti, quello del Partito Democratico, come dei governi invecchiati che bisognava innovare. Quando un partito di opposizione va alla ricerca di nuove linee finisce generalmente per fare quello che sembra essere il contrario del governo precedente.

La Russia era un tema corrente e non bisogna dimenticare che c'è una parte dell'economia italiana che ha una notevole familiarità con il mercato prima sovietico e adesso russo. Le sanzioni non erano state viste con simpatia da quelle regioni italiane con cui il rapporto commerciale era particolarmente importante. Insomma per tutte queste ragioni questi governi hanno deciso che essere filo - russi era politicamente promettente.

La visita viene quindi salutata come una vittoria dei partiti di governo; naturalmente poi le situazioni ed i problemi economici vanno amministrati con un certo realismo e quindi constatiamo che le sanzioni non hanno giovato all'economia italiana, ma non gioverebbe all'economia italiana nemmeno le contro sanzioni del governo americano e credo che questo a Mosca lo sappiano…

- Si parlerà sicuramente durante la visita di Putin di questioni internazionali. Secondo lei quali sono i dossier dove Italia e Russia dovrebbero cooperare e sui quali dovrebbero puntare?

- In questo particolare momento mi sembra che dossier caldi non ce ne siano. Se la visita avesse avuto luogo due anni fa il tema all'ordine del giorno sarebbe stato in parte l'Ucraina, anche se iniziava già ad invecchiare come tema politico, ma naturalmente la guerra siriana poiché la Russia ha avuto in essa un ruolo di prima linea. Al momento non mi sembra ci siano temi particolarmente caldi, parleranno sì di temi economici e di sanzioni, ma mi pare che la visita abbia un carattere simbolico e formale e non è determinata da questioni del giorno.

- Da un punto di vista geopolitico più ampio come crede si stiano sviluppando i rapporti tra l'America di Trump e la Russia?

- Qui la situazione è più complicata perché era evidente durante la campagna elettorale che Trump desiderava giocare una carta russa. Voleva dimostrare che con la Russia avrebbe avuto dei rapporti di buon vicinato, ma poi la vittoria di Trump è stata accolta molto polemicamente non solo dal Partito Democratico, ma anche da una parte della società politica americana e da una parte del Partito Repubblicano. Trump è finito in una situazione di grande imbarazzo perché c'è una parte della società politica americana che lo vuole incriminare, e per farlo ha utilizzato quei rapporti che secondo qualcuno avrebbe avuto con la Russia quando era semplicemente un uomo d'affari.

A partire da quel momento Trump è dovuto essere prudente poiché se la Russia era diventata, come sembrava stesse accadendo, una prova dell'atto di accusa che veniva lanciato contro di lui, lui doveva stare attento a non fornire munizioni ai suoi nemici. Trump è diventato molto più prudente di quanto non ci aspettassimo nei rapporti con la Russia. Adesso è sempre un po' in quella situazione, l'impeachment, ovvero l'incriminazione continua ad essere una possibilità. Il presidente degli Stati Uniti deve cercare di guardarsi le spalle e allora ha messo un freno ai suoi rapporti con la Russia.

Non credo che le cose possano cambiare dall'oggi al domani, però in un certo senso qualcosa di più si può fare, per esempio recentemente il Parlamento di Strasburgo ha votato l'abolizione di una sanzione contro la Russia. Questo è stato fatto, qualcuno ha accolto male la notizia ed è stata molto criticata, però tutto sommato è passata. Di Ucraina si parla sempre meno rispetto a quante se ne parlasse due o tre anni fa, quando i litigi invecchiano, prendono un po' di polvere.

- Vorrebbe aggiungere qualcosa in chiusura?

- Io ho sempre creduto nell'utilità di un rapporto con la Russia. Ci possono essere dissensi e critiche da una parte e dall'altra, ci possono essere momenti in cui i rapporti per così dire si raffreddano, ma ho sempre pensato che nel medio lungo periodo il rapporto con la Russia fosse fondamentale. La Russia non può essere ignorata e credo che lo stesso valga per la Russia nei confronti dell'Europa. Credo che ad un certo punto le ragioni dell'interesse reciproco debbano prevalere e penso che in questo momento siamo in quella fase.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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4 Luglio 2019 - La visita del presidente russo Putin in Italia (12)

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Donald Trump, USA, Papa Francesco, Giuseppe Conte, Sergio Mattarella, Visita, Vladimir Putin, Italia, Russia
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