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16:07 24 Agosto 2019
Il presidente russo Vladimir Putin a G20

Putin in Italia, una visita cruciale

© Sputnik . Mikhail Klementyev
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Gian Micalessin
4 Luglio 2019 - La visita del presidente russo Putin in Italia (12)
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La visita arriva a pochi giorni dall’intervista al “Financial Times” in cui il presidente russo ha sostenuto la necessità di trovare alternative ad un sistema liberale diventato obsoleto. E l’Italia è il primo stato europeo che ha rotto con quel sistema.

Quella di Vladimir Putin atteso a Roma per incontrare il Papa, il presidente Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio non è una visita di circostanza. Né tantomeno di cortesia. E’ una visita cruciale per mettere a punto nuovi rapporti tra Russia ed Europa e impostare nuove forme di collaborazione con chi nel Vecchio Continente punta sull’amicizia con Mosca anziché costruire nuove cortine di ferro. Per capirlo basta notare come la visita sia stata preceduta dall’importante intervista di Putin al Financial Times. Un’intervista in cui il Presidente russo definisce “obsoleto” quel liberalismo che domina l’Europa dal dopo guerra ad oggi imponendo come valori supremi il multiculturalismo e la tolleranza senza limiti. 

Il liberalismo obsoleto

Dietro quel termine “obsoleto” non c’è, come vuole far credere qualcuno, il brutale rifiuto dlella democrazia, ma la condanna delle forme degenerative della democrazia liberale. Una democrazia liberale trasformatasi da sistema di garanzie capace di proteggere il cittadino dagli abusi dello stato in arbitrio individuale o elitario. Un arbitrio pronto a compromettere l’autorità dello stato sulla base di concetti e idee condivisi non dalla maggioranza, ma da piccole e ristrette elite persuase della propria supremazia etica e morale. Elite sostenute dai grandi gruppi multinazionali o da quei giganti di internet decisi a erodere l’autorità degli stati nazionali colpevoli di rappresentare in virtù delle leggi e dei propri sistemi fiscali l’ultimo ostacolo ad uno sviluppo e ad una crescita incontrollate.

“L’idea liberale è diventata obsoleta” - spiega Putin perché ormai “in conflitto con gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione”.

L’impotenza degli stati

Subito dopo Putin introduce un ragionamento che sembra la metafora di quanto avviene quotidianamente nel nostro paese. “Quest’idea liberale presuppone che nulla debba venir fatto. I migranti possono uccidere, depredare e violentare impunemente perché i loro diritti di migranti devono venir protetti”. Un concetto confermato platealmente dalla vicenda di Carola Rackete, la “capitana” della Sea Watch rimessa in libertà da un giudice che considera la sua azione in difesa dei migranti moralmente più significativa dello speronamento di una motovedetta della Guardia di Finanza in cui è stata messa a rischio la vita dell’equipaggio. Ma alla luce di quanto sostiene Vladimir Putin è ancor più significativo come gli atti pirateschi della Capitana Carola Rackete non vengano giustificati soltanto da un magistrato figlio di quell’elite delle procure che da trent’anni influenza la politica italiana, ma anche da Parigi e Berlino capitali di quell’ asse liberale deciso ad allontanare la Russia dall’Europa.

L’asse liberale di Parigi e Berlino

Il primo a condannare l’Italia è stato, non a caso, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Mass: "Salvare vite umane è un dovere umanitario Soccorrere vite umane" scrive su twitter - non può essere criminalizzato".

Una condanna seguita dal comunicato con cui il ministro dell’interno francese Christophe Castaner spiega che "La chiusura dei porti è una violazione del diritto del mare".

Per dimostrare la faziosità dei due ministri basterebbe ricordare come Parigi continui a respingere in Italia migliaia di migranti e come la Berlino negli ultimi tre anni abbia deportato quasi seicento richiedenti asilo in un Afghanistan devastato dalla guerra. Ma il problema originario, come ricorda Putin nell’intervista al Financial Times, sono le politiche di una Angela Merkel impostasi come la paladina dell’accoglienza fuori controllo aprendo le porte, contro la volontà dei tedeschi, a un milione di migranti. La severa erosione del consenso elettorale di Angela Merkel e la rivolta, in Francia, dei gilet gialli seguita dal successo di Marine Le Pen alle europee dimostrano come le politiche liberali ed elitarie dei governi di Parigi Berlino si scontrino con un aperta ostilità popolare che le considera un’aperta violazione dei diritti della maggioranza.

Le prospettive dell’Italia

Ma il paese in cui questo sentimento è più evidente e ha portato alla nascita di un governo giallo verde in aperta antitesi con i sistemi liberali del resto d’Europa è l’Italia. Nel nostro paese il voto degli elettori alle politiche del 2018 e alle recenti europee rispecchia il rifiuto delle politiche di austerità imposteci da esecutivi piegati ai diktat di Bruxelles, come quello di Mario Monti, o l’accoglienza indiscriminata aggravata dal tentativo di introdurre lo “ius soli” impostaci dai governi del Pd. Per questo Putin ci tiene a ricordare che viene in Italia a “parlare di prospettive”. Prospettive che vedono nell’Italia la capofila di un sistema forse ancora imperfetto, ma capace, nel lungo periodo, di sostituirsi alla degenerazione della democrazia liberale, rafforzare uno Stato sostenuto dal consenso della maggioranza dei cittadini e mettere un freno all’egemonia delle elite e grandi gruppi finanziari decisi ad imporci politiche globali in aperto contrasto con gli interessi nazionali.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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