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19:31 18 Settembre 2019

Catastrofismo climatico: “L’uomo sarebbe troppo potente se riuscisse a condizionare il clima”

© Foto : Pixabay
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È di questi giorni la notizia di una petizione firmata da decine di scienziati italiani che smantella le teorie, oggi ampiamente diffuse, del “riscaldamento globale antropico”.

Da una parte la giovane attivista svedese Greta Thunberg, che sostenuta da un potente apparato mediatico sta diventando la paladina alla difesa del pianeta dall’azione dell’uomo, che col suo “sconsiderato” uso dei combustibili fossili starebbe portando il surriscaldamento della Terra ad un punto di non ritorno, dall’altra numerosi scienziati, esperti di varie discipline, che provano a dimostrare il contrario. Tra di loro: fisici, geologi, chimi, climatologi.. provenienti dai più prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani. Un approccio multidisciplinare su una tematica che oggi, sempre di più, si sta spostando dai laboratori di ricerca alle sale della politica. 

La petizione che come primo firmatario vede il famoso fisico italiano Antonino Zichichi, è indirizzata ai vertici della Repubblica Italiana, per sensibilizzarli a mantenere un approccio alla questione meno emotivo e più razionale. 

Uberto Crescenti
© Foto : fornita da Uberto Crescenti
Uberto Crescenti

Per un maggior approfondimento sulle ragioni di questa petizione Sputnik Italia ha contattato Uberto Crescenti, Professore Emerito di Geologia Applicata dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, già Magnifico Rettore e Presidente della Società Geologica Italiana, anima del comitato promotore della petizione.

- Professore come nasce l’idea di questa petizione?

- Io con i colleghi Franco Battaglia, Mario Giaccio, Luigi Mariani, Enrico Miccadei, Nicola Scafetta abbiamo scritto il libro “Clima basta catastrofismi” in conseguenza del fatto che negli ultimi 30 anni siamo stati bombardati da notizie del tipo, cito degli esempi: “La Repubblica” del 2 novembre 1989, “Dieci anni per salvare la Terra”, ancora “La Repubblica” del 16 dicembre 2007, “Ambiente due anni per salvare il mondo”, oppure “Corriere della Sera” del 5 maggio 2007, “Le cure per guarire la Terra, ci sono solo otto anni di tempo”; ma quanti anni sono già passati? C’è tutta una serie di titoli come questi. Non se ne può più. Da questo libro è partita l’idea della petizione. Tutto nasce dal voler contrastare l’idea catastrofista secondo la quale se non s’ interviene sull’anidride carbonica entro una decina d’anni il mondo finisce. 

Quando l’ex-vice presidente americano Al Gore fu premiato col Nobel per la Pace, eravamo nel 2007, disse che in sei anni il Polo Nord sarebbe diventato navigabile d’estate. Vediamo che così non è andata. Questi signori fanno una “futurologia” dove non ne azzeccano una. La “futurologia” è una pseudo scienza.

Matt Ridley ha scritto un libro, che io adotterei nelle scuole, intitolato “Un ottimista razionale: come evolve la prosperità”. Un libro favoloso che smonta tutti questi dati. Lui dice che gli esperti vanno ascoltati quando parlano del passato e non vanno presi in seria considerazione quando parlano del futuro.

Ricordo anche il caso del “Club di Roma” quando negli anni ‘60 prevedevano che entro la fine del secolo sarebbe finito il petrolio, le risorse ec.. non è andata così. In sostanza con queste previsioni del futuro non ci azzeccano mai.

- Qual è l’obiettivo della petizione?

- Sensibilizzare i politici che governano il nostro Paese su queste tematiche per non aderire al concetto che bisogna obbligatoriamente eliminare l’anidride carbonica. Solo per l’anidride carbonica si è creato un mercato che fa girare miliari di dollari. Quando ci sono degli interessi così elevati  è difficile poi tornare indietro. Il professor Giaccio che nel libro che ho indicato all’inizio ha scritto un capitolo su questo tema, ha concluso con questa frase: “L’unica speranza per ricondurre il problema delle evoluzioni climatiche del pianeta in un ambito scientifico è che la grande finanza la smetta d’interessarsi di clima”. 

- Come sta andando? La petizione ha visibilità sui media?

- Un giornale che ci ha dato molto risalto è “LaVerità” di Maurizio Belpietro, se ne è parlato anche su “La nuova Bussola Quotidiana”, sul blog di Nicola Porro. L’ANSA si è rifiutata di farla girare, secondo loro non è una notizia da comunicare. 

Le questioni climatiche sempre più politicizzate

- Quali sono gli attori di questo dibattito sul clima?

- Il dibattito sul clima è affrontato da due schieramenti contrapposti: uno, quello degli “scettici” che vengano definiti “negazionisti”, in modo dispregiativo, quelli che sostengono che l’aumento di temperatura non è antropico, ossia che non dipende dall’uomo ma che è un fatto naturale; dall’altra parte ci sono i “catastrofisti”, coloro che sostengono, invece, che l’aumento della temperatura dipende dall’uomo. I catastrofisti hanno come riferimento l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), un organismo che è stato fondato non per studiare il clima ma per dimostrare che l’aumento di temperatura è dovuto all’azione dell’uomo. Si capisce che con questa impostazione le cose non sono poste in modo corretto. Prima si deve studiare il clima e poi si deduce; non che si debba subito partire dando la colpa all’uomo. Molti scienziati del IPCC, oltre venti, se ne sono usciti quando hanno capito di venire strumentalizzati politicamente.

- Pertanto: meno emozioni e più basi scientifiche?

- Si certo! La nostra petizione come le nostre pubblicazioni sul tema, di fatto, non vengono sconfessate scientificamente, ma vengono criticate con sentenze del tipo: “Non è vero!”, “È tutto sballato!”. Chi ci attacca rifugge da un confronto diretto su basi scientifiche. Sanno solo offendere. Il premio Nobel Carlo Rubbia, che la pensa come noi e noi come lui, tenne anche un’audizione in Senato, non viene preso in considerazione. Anche il professor Zichichi da quando ha assunto posizioni da scettico non viene più intervistato. Vanno a intervistare solo i catastrofisti. Noi ovviamente continuiamo a fare il nostro dovere di ricercatori dicendo le cose come riteniamo debbano venir dette.

- Invece che a eminenti scienziati si preferisce dar visibilità alla giovane attivista svedese Greta Thunberg?

- È una ragazzina che è stata strumentalizzata in modo vergognoso. Ma cosa ne sa di clima? Cosa ne sa di questi problemi? Come fa a prendere posizioni? È stata totalmente strumentalizzata! Non è corretto utilizzare i giovani per queste iniziative, in questo modo!    

La geologia sconfessa le ipotesi antropiche del riscaldamento globale

- Professore qual è l’approccio scientifico che Lei propone per lo studio del riscaldamento globale?

- Io sono un geologo, studio il clima con i mezzi che mi fornisce la geologia. La geologia è l’unica scienza che consente d’indagare sul passato e di ricostruire il clima nel passato nell’arco di milioni di anni. Il clima è sempre cambiato. Ci sono state fasi dove la Terra per il 75% era coperta di ghiaccio. Altre, come 50 milioni di anni fa, dove la temperatura era da 8 – 10° superiore ad oggi; ma non è finito il mondo! Ora si dice che se s’innalza di 2° è la fine! Ma perché? Nel Medio Evo dal 900 al 1.400 c’è stato un periodo caldo, con una temperatura di 2 – 3° superiore a quella attuale. Tutto dimostrato con dati scientifici, con ricerche documentate. Cosa dice l’IPCC? Che era un fatto locale solo dell’Europa Centrale! Ma è una falsità colossale! Era in tutto il mondo: ci sono studi che ne parlano e lo ricostruiscono con i mezzi geologici e non solo.

Se vediamo il “Periodo Caldo Romano” a cavallo di 2.000 anni fa, ricordiamo che Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti su passi che oggi non sono praticabili per il ghiaccio. Significa che faceva più caldo! E cos’è successo? La fine del mondo? Nulla!

Sempre nel Medio Evo i vichinghi colonizzarono la Groenlandia: 3.000 abitanti, fattorie, se ne andarono quando dopo il “Periodo Caldo Medioevale” arrivò la “Piccola Era Glaciale” (dalla metà del XIV alla metà del XIX secolo ndr.).

Il clima ha sempre oscillato: fasi calde, fasi fredde.. È un’oscillazione continua. Noi dobbiamo studiare il passato per tentare di capire il futuro del nostro pianeta. Solo tentare di capirlo! Tant’è vero che non riusciamo a fare previsioni. Questo è il discorso fondamentale.

- Possiamo affermare che l’uomo non è responsabile del riscaldamento del pianeta?

- Non lo è assolutamente. L’uomo sarebbe troppo potente se riuscisse a condizionare il clima! Non è possibile, è come dire che l’uomo possa fermare i terremoti. Non è possibile fermare i terremoti, come non è possibile modificare il clima. Sono fenomeni naturali che hanno le loro leggi, le loro cause.. ai quali noi possiamo solo adeguarci e con i quali dobbiamo convivere. Non ci dobbiamo preoccupare, ma dobbiamo attrezzarci se eventualmente la temperatura dovesse ulteriormente crescere come, in egual misura, dobbiamo difenderci dagli effetti dei terremoti. L’approccio è lo stesso.    

- Professore possiamo quindi stare tranquilli?

- Dobbiamo stare tranquillissimi, il mondo non finirà!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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