00:58 17 Novembre 2019
Carlo Cottarelli

Carlo Cottarelli: il problema sarà il prossimo anno

© Sputnik . Evgeny Utkin
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Carlo Cottarelli è stato Premier italiano solo per tre giorni, quando il 28 maggio 2018 il Presidente Mattarella gli ha conferito l’incarico per la formazione di un governo tecnico, al quale lo stesso Cottarelli ha poi rinunciato il 31 maggio, perché si formasse un governo politico con a capo Giuseppe Conte.

Prima di quest’apparizione blitz a Palazzo Chigi, per un anno (dal novembre 2013) è stato commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica italiana, per tornare dal 1 novembre 2014 al Fondo Monetario Internazionale (dove prima era stato per 20 anni) come direttore esecutivo nel Board del FMI. Adesso è professore all’Università Cattolica di Milano e alla Bocconi. Carlo Cottarelli ha parlato con Sputnik Italia, rilasciando un’intervista esclusiva.

- Cosa avresti fatto tu per salvare l'Italia?

- Il problema è far crescere di più il nostro Paese. Poi, se l'Italia cresce, si mettono a posto anche i conti pubblici. E bisogna partire proprio dalle cose che danno più fastidio agli imprenditori: in primis la burocrazia, che risulta troppo pesante, che costa troppo, che comporta spese alle imprese italiane che viceversa le imprese straniere non devono fronteggiare. Poi la giustizia civile, che non funziona come dovrebbe: sette anni per un processo civile che dovrebbe essere un processo commerciale, per arrivare infine al terzo grado di giudizio. In Germania ci vogliono in media 2 anni e 2 mesi, in Polonia 1 anno e 2 mesi. Bisognerebbe fare si' che la pubblica amministrazione funzioni meglio per dare un servizio valido alle imprese, visto che se le imprese hanno difficoltà ad interagire con la pubblica amministrazione, non fanno investimenti. Poi bisognerebbe tagliare il cuneo fiscale, tagliare le tasse. Ma per farlo bisogna trovare fonti di finanziamento, o sul lato della spesa del risparmio o riducendo l'onere fiscale. 

Carlo Cottarelli
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- Quanto a tasse, sei favorevole alla flat tax di Matteo Salvini?

- Io sono favorevole al taglio delle tasse. Ma la flat tax è una aliquota uguale per tutti, magari con una no tax area iniziale. Qui Salvini intende invece abbassare le tasse per le famiglie con reddito fino ai 50-60 mila euro, e dopo viene l'impennata. Quindi il sistema diventerebbe ancora più progressivo di quanto sia adesso.

- In Russia anni fa hanno introdotto la flat tax perche pochi pagavano le tasse e anche per semplificare burocrazia, e non esiste una fascia minima non tassata… Anche in Italia pensi che I motivi dietro alla flat tax potrebbero essere questi?

- La pressione fiscale in Russia è più bassa, ma anche la spesa pubblica è più bassa. Il problema dell'Italia è quello di volere le tasse più basse ma nel contempo aumentare la spesa pubblica. Queste due cose non possono andare insieme. 

- Eppure una via ci sarebbe, da sempre si parla di efficienza unita a diminuzione della spesa pubblica, con la diminuzione di numero di parlamentari o di auto blu. 

- Si, certo, ma le cose vanno anche fatte. E comunque i costi della politica, inclusi tutti costi del Senato, della Camera, della Corte Costituzionale, della Presidenza del Consiglio, delle regioni, delle province – messi insieme fanno 5 miliardi. E la spesa pubblica è di 800 miliardi. Queste cose vanno fatte sicuramente, ma servono per lo più come buon esempio. 

- Quindi bisognerebbe prima rivedere questi 800 miliardi?

- Io ad esempio ho fatto delle proposte di revisione delle spese con una riduzione di 32 miliardi in tre anni. Il problema è che quando proponi ridurre la spesa c’è sempre qualcuno che si lamenta, e poi giornali, media e web che amplificano le voci di quelli che si lamentano. E non si rendono conto che questi soldi risparmiati sulla spesa sarebbero serviti per ridurre le tasse, ad esempio.

 - Adesso c’è anche la pressione della Commissione Europea e il rischio per l'Italia di procedura di infrazione. Cosa avresti fatto tu?

- Sulla questione Europa, avrei fatto di tutto per evitare questa situazione. Ma ora ad andare a risolverla deve pensare chi ne è stato responsabile. Quello che si potrebbe fare è comunque mantenere per quest’anno il deficit per poco più di due per cento, che non sarebbe impossibile.

 - Anche con il reddito di cittadinanza?

- Per questo anno si. Perché per questo anno almeno hanno trovato le fonti di finanziamento. Il problema è il prossimo anno. E forse bisognerà ripensare ad alcuni aumenti di spesa che sono stati decisi in passato: quota cento, reddito di cittadinanza appunto e poi anche le assunzioni nella pubblica amministrazione. Il prossimo anno, da novembre, con lo sblocco dei turnover, si comincia assumere la pubblica amministrazione, e aumenta quindi la spesa per i dipendenti pubblici… bisogna anche togliere un po’ di bonus introdotti, ad esempio i bonus per i diciottenni, che il governo ha confermato di voler eliminare. 

- E i MiniBot?

- Se io devo essere pagato, preferisco essere pagato in euro piuttosto che in MiniBot. I MiniBot non hanno tasso di interesse e non hanno scadenza, ma è come un debito. E come debito è sottoposto a un rischio. Se c’è ad esempio una ristrutturazione del debito, magari un MiniBot da cento viene piazzato a metà. Insomma, è una cosa di cui io personalmente non mi fiderei. 

- Quindi non servirebbe per salvare l’economia italiana?

- No, serve se mai solo per abituare la gente a veder circolare pezzi di carta che non sono euro, e che diventano quasi come valuta. E poi, se per qualche motivo proprio dovessimo uscire dall'euro, cosa che comunque non vogliamo, saremmo già abituati.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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