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13:47 24 Agosto 2019
Un gabbiano a Roma

Roma soffoca nell’immondizia, è emergenza sanitaria

© Foto : Denis Dockuchaev
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Tatiana Santi
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Strade che strabordano di rifiuti, ratti e gabbiani al lavoro, odore nauseabondo in quasi tutti i quartieri della città. Il picco di caldo di queste ore non fa che peggiorare la già critica situazione nella capitale d’Italia. Roma soffoca nell’immondizia, è emergenza sanitaria.

Mentre è in atto lo scaricabarile fra il Comune di Roma e la Regione Lazio la capitale d’Italia è al collasso. Oltre alle altissime temperature che favoriscono la putrefazione dei rifiuti organici, si registrano inoltre svariati incendi dei cassonetti. I gabbiani e i topi assaltano i sacchetti con i rifiuti rappresentando un ulteriore pericolo per i cittadini.

La città è stremata dal tanfo dei rifiuti, camminare sui marciapiedi invasi dall’immondizia spesso è una vera impresa, ma anche un rischio per la salute. A lanciare l’allarme alle asl è stata la Regione Lazio, gli esperti parlano di una concreta emergenza sanitaria. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Mauro Mocci, presidente dell’ISDE Lazio (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente), membro del direttivo di FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia).

– La Regione Lazio ha lanciato l’allarme alle asl per la situazione legata ai rifiuti a Roma. Mauro Mocci, possiamo dire che si tratta di un’emergenza sanitaria?

– Sono convinto che sia un’emergenza sanitaria. Non dobbiamo aspettare che si manifesti l’epidemia, l’emergenza va segnalata prima. Bisogna prendere dei provvedimenti per evitare che si arrivi alla diffusione di eventuali patologie. Chi vive a Roma sta assistendo ad uno spettacolo disastroso con cumuli di rifiuti e recentemente anche con degli incendi. Accanto ai depositi di rifiuti ci vanno gli animali: i gabbiani, i topi, gli insetti.

Il problema è che nei rifiuti c’è l’organico e la frazione organica dei rifiuti fermenta. In questi giorni di caldo l’emergenza sarà maggiore, perché le temperature fanno aumentare la fermentazione. Come Isde da anni sosteniamo che Roma avrebbe dovuto fare la raccolta differenziata porta a porta e la raccolta della frazione organica, quella dell’umido. Se da quei rifiuti si fosse tolto l’umido il problema sarebbe minore. Con un cumulo di carta e plastica non c’è fermentazione e non puzza.

I ratti che vanno sui rifiuti diventano dei vettori, perché portano le infezioni dappertutto, i gabbiani che vanno a mangiare poi possono trasportare frammenti di cibo sui terrazzi, magari un bambino gioca e entra in contatto con oggetti che non dovrebbe toccare. Bene ha fatto la Regione Lazio ad allertare le asl. È un atto di precauzione.

– Quali sono i rischi maggiori che corrono i romani in questo contesto?

– Sappiamo che gli insetti sono dei vettori di infezione. Provi ad immaginare se all’interno dei cassonetti si comincino a sviluppare delle infezioni. Se uno non si lava mai le mani che cosa può succedere? Di tutto. I cassonetti sporchi e l’immondizia fuori dai cassonetti comportano una putrefazione. Si ha un disagio psicologico e fisico nell’attraversare la strada e sentire quell’aria nauseabonda è già di per sé un danno alla salute.

– Si registrano inoltre diffusi roghi dei cassonetti. È un ulteriore pericolo per la salute, no?

– Assolutamente sì, i roghi non risolvono il problema, ma trasformano l’inquinamento organico in un inquinamento di tipo chimico. Dalla combustione dei cassonetti e del materiale che c’è dentro si libereranno sicuramente diossine e furani. Quindi di diffonderebbe il particolato sottile, il famoso pm che tutti conoscono. Immaginiamoci che cosa c’è dentro i cassonetti: batterie, pile, plastica.

La combustione non è mai stata una soluzione, anche per questo noi siamo contrari agli inceneritori.

– Quali precauzioni vanno prese adesso dai cittadini romani per evitare danni alla propria salute?

– Bisogna cercare di mettere la spazzatura dentro ai cassonetti e non lanciare i sacchetti vicino. Questo va fatto per gli altri. Bisogna stare attenti a non calpestare gli elementi organici, perché si portano a casa.  Avvicinarsi con attenzione ai cassonetti, evitare che i bambini ci passino accanto.

Ora devono agire non tanto i cittadini, ma chi è predisposto alla soluzione e al lavaggio dei cassonetti. Questi cassonetti vanno lavati urgentemente soprattutto nelle zone più delicate, davanti a istituti sanitari, ai negozi e nei luoghi di maggiore affluenza di gente. È una forte delusione vedere la capitale ridotta in questo modo. Le soluzioni c’erano e ci sono, vanno messe in atto.

– Siete contrari agli inceneritori, quali sono allora le soluzioni?

– Roma ha adottato la soluzione delle discariche, perché era più comodo e più conveniente buttare i rifiuti in una cava. La vera soluzione sono le famose 4 “r”: riduzione, recupero, riciclo e riuso. Attualmente da fare subito è la raccolta differenziata porta a porta. Si potrebbe iniziare dall’umido, che si può utilizzare negli impianti di compostaggio. Sono anni che con Isde proponiamo questa soluzione. Da anni diamo consigli, ho parlato con tutti gli assessori dell’ambiente. Purtroppo non si agisce e queste sono le conseguenze. Poi si arriverà, come succede in Italia, al commissariamento. Il commissario dovrà trovare delle soluzioni dell’ultimo momento, che spesso non sono le migliori. Per ora osserviamo il rimpallo delle responsabilità fra Comune e Regione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Italia, Roma, rifiuti
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